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Bulgaria: Proteste ambientaliste in tutto il paese

26.06.2020

Migliaia di persone si sono radunate ieri sul tardo pomeriggio a Sofia per protestare contro i progetti edilizi sulla costa bulgara del Mar Nero e per proteggere le aree naturali appartenenti alla rete europea "Natura 2000". Le manifestazioni sono state organizzate dalla coalizione di Ong 'Za da ostane priroda v Bulgaria' (Per preservare la natura in Bulgaria) attraverso l'evento facebook "Giù le mani dalla legge! Giù le mani dal mare, dalle montagne e dai fiumi!". Le proteste non hanno avuto luogo solo nella capitale, ma hanno interessato anche Varna, Blagoevgrad, Botevgrad, Burgas, Pazardzhik, Plovdiv, Veliko Tarnovo, Ruse, Stara Zagora e Karadere.

A Sofia, i manifestanti sono partiti da Boulevard Vitosha, la via pedonale più rinomata della capitale bulgara, passando davanti al palazzo del Consiglio dei ministri fino a raggiungere l'Assemblea Nazionale. Intonando canti e cori, i dimostranti hanno chiesto ai membri del parlamento di cambiare quegli emendamenti alla legge sulla biodiversità, adottati in prima lettura dal parlamento, che rinviano di 4 anni la realizzazione di obiettivi concreti da raggiungere per la protezione dei territori e lo sviluppo di misure preventive contro la distruzione degli habitat di piante e animali. Gli emendamenti erano stati proposti nel 2019 dal precedente ministro dell'ambiente Neno Dimov, recentemente indagato per diversi scandali ambientali, e darebbero al ministero la possibilità di modificare le aree bulgare di Natura 2000 senza dover tener conto dei dati scientifici sulla biodiversità locale. Inoltre, i ricercatori, proprietari terrieri e cittadini non avrebbero più voce nel processo di protezione della rete. Le modifiche alla legge saranno presto oggetto di una seconda lettura al parlamento bulgaro e, secondo gli organizzatori delle manifestazioni, è necessario intervenire subito per conservare il patrimonio ambientale del Paese già da tempo sotto pressione dalle autorità nazionali.

Le proteste di giovedì non sono un caso isolato, ma rientrano nel contesto di una serie di lotte ecologiste che gli ambientalisti bulgari portano avanti ormai da anni. Già nel 2018, gli attivisti erano riusciti a sensibilizzare i cittadini sullo stato del parco naturale di Pirin, provocando numerose manifestazioni in tutto il paese contro l'autorizzazione del governo per l'espansione dell'area sciistica all'interno dell'area protetta. La società bulgara è diventata sempre più sensibile alle tematiche ecologiste, come dimostrato dalla manifestazione di giovedì che è anche la prima di tali proporzioni in Bulgaria dopo l'emergenza covid-19. Per questo motivo, le autorità dovranno prima o poi rinunciare ai propri interessi esclusivi e ascoltare le richieste dei cittadini.


Autore: Raffaele Mastrorocco
Fonte: East Journal




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