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Anna Maria Petrova: Un’artista a 360 gradi e tanti interessi

06.06.2020 - Roma

Anna Maria Petrova ci racconta di sé e della pandemia in cui siamo ancora coinvolti, lanciando un monito a noi stessi per migliorare quello che abbiamo, prima che sia troppo tardi. Coinvolta fin da bambina nei suoi sogni ci parla di quelli realizzati con molta semplicità…

Anna Maria cominciamo dall'infanzia.

"I miei primi passi nell'arte e lo spettacolo sono con la danza classica all'età di 7 anni. Poi ho continuato a livello professionale facendo parte dell'Accademia di Danza di Sofia. Dopo ho ballato anche al Teatro dell'Opera di Sofia e al Teatro Verdi di Trieste. Seguivano spettacoli teatrali e televisivi per poi prosseguire con il cinema".

Qual è stato il tuo sogno a quella età e se lo hai realizzato?

"All'inizio a quell'età il mio sogno è stato la danza, poi all'età di 15 anni si è aggiunto il cinema per poi debuttare con un ruolo da protagonista all'età di 18 anni. Nel frattempo mi sono laureata nella coreografia e la metodica della danza all'Accademia Musicale di Sofia. Successivamente negli anni ho conseguito la laurea nel Music management. E continuavo a seguire i miei sogni".

Sei coinvolta in molti settori dell'arte e della vita: sono sempre partite da emozioni forti?

"Sicuramente sì. Era cosi con la danza classica, poi si è aggiunta la danza jazz, come interprete ma successivamente anche come coreografa e maestra di danza. Poi si è aggiunto il lavoro da attrice di cinema e teatro. Successivamente anche l'emozione di stare pure dall'altra parte della macchina da presa e poi pure a occuparmi di produzioni d'arte".

Sei presidente di Artemidia: cos'è e come la gestisci?

"Oramai sono più di dodici anni da quando ho dato l'inizio della Biennale Artemidia 'Arte e Amicizia'. L'ho pensata e la stiamo realizzando proprio come vetrina delle arti, degli autori e degli artisti in tutti i settori dell'arte e dello spettacolo tra la Bulgaria e l'Italia. Per il 10° anniversario della Biennale Artemidia nel 2017 abbiamo ricevuto il riconoscimento del Ministro della cultura di Bulgaria".

La Biennale possiamo considerarla come la proiezione di quello che pensi dei popoli?

"Intanto a Biennale e intitolata 'Arte e Amicizia', non per caso. Io ho sempre optato per l'unione delle arti e della cultura che potranno salvare il mondo, come la belezza d'altronde. Questo forum culturale nella bellissima cornice di Roma e dell'Ambasciata di Bulgaria in Roma è proprio una vetrina che unisce anche gli autori e gli artisti di tutte le arti sotto la bandiera dell'unione italo-bulgara e anche europea. Poiché la diversità è un altro dei valori europei che proiettato dalla cultura e dalle arti deve unirci e non dividere".

Parliamo della fabbrica dei sogni: il cinema.Tu in che ruolo sei?

"Certamente nel ruolo di attrice e nel mio piccolo, di produttrice negli ultimi 25 anni, costituendo nel 1993 la casa di produzione Adria Film International. Parlando del cinema, potrei dire anche che faccio parte del cinema bulgaro da quarant'anni - infatti ho festeggiato l'anno scorso l'anniversario del mio debutto da attrice - e del cinema italiano oramai da trent'anni. Quest'anno a crisi rientrata potrei infatti pensare di festeggiare anche questo anniversario del mio ingresso nel cinema in Italia come attrice e successivamente come produttrice)".

Quali sono le differenze tra Bulgaria e Italia per te?

"Ma, guarda, le differenze ovviamente ci sono, nella vita quotidiana, nelle abitudini, nella mentalità, nell'educazione in generale e in quella artistica, nel sociale, nell'organizzazione dello stato e del sistema Paese, ma detto ciò però ci sono pure molte similitudini e direi al primo posto nel temperamento e nel calore umano, sempre mediterranei. D'altronde il popolo bulgaro, i bulgari sono diretti discendenti degli antichi Traci, passando in tempi più recenti dalla civiltà degli antichi bulgari che sempre discendono nella preistoria dagli antichi Traci. Quindi vicini di sangue agli etruschi e di conseguenza agli italiani. Poi non all'ultimo posto gli italiani, l'Italia godono di simpatia e addirittura di amore in Bulgaria".

Il mondo: un enigma con soluzione oppure è già tutto chiaro?

"Il mondo potrebbe essere un posto molto migliore per vivere e crescere, ma c'è il grande ma… se riusciremo a salvarlo da noi stessi. Qui mi viene di usare una citazione della mia poesia 'Forse un giorno' dove dico proprio questo… Sai che scrivo poesie pure da tantissimi anni. Prima di tutto ora si pone il problema di dover salvare la nostra Europa e noi stessi dentro di essa. Perché il momento è particolarmente delicato e difficile non solo per l'epidemia, ma anche per la questione in che modo riusciremo a farci valere meglio ora nella nostra grande famiglia europea e di conseguenza di poterci tenere uniti ed evidenziare i valori dell'Europa. Cosa che ad oggi nessuno in Europa è riuscito nell'impresa… Staremo a vedere".

Cos'è che rende il modo di vivere oggi così stressante fino a farci diventare insofferenti di tutto? Forse la fretta di fare tutto?

"Forse… Più che altro la fretta di avere tutto, quasi di poter vivere tante vite. Qui potrei citare un'altra delle mie poesie 'Una vita in corsi', che ho buttato giù mentre stavo sul set del film di Pupi Avati 'Una sconfinata giovinezza'. Siamo diventati insofferenti l'uno verso l'altro, verso il pianeta, verso i valori veri, verso la dignità. Si inseguivano delle chimere, dei non valori, delle cose nulle, prosaicamente e spregevolmente materiali, senza rendersene conto. Giusto pochissimi lo vedevano. Ed ora è arrivato forse il momento di svegliarci. Ma io lo auguro vivamente perché altrimenti non tarderà di raggiungerci la resa dei conti e sarà molto amara".

Quali sono i tuoi programmi futuri e quali i recapiti social dove trovarti?

"Sai, oramai l'elenco è diventato assai lungo e questa pausa forzata della crisi epidemica mi è venuta proprio comoda, perché non mi bastava più il tempo. La giornata diventava almeno di trenta ore. Allora, a parte mantenermi in forma come attrice, cosa che è sempre all'ordine del giorno, sto completando come autrice e produttrice un film documentario lungometragio nel campo dell'Opera lirica, ma intanto siamo fermi per il coronavirus. Poi il lavoro legato alla Biennale Artemidia non si ferma mai perchè prima della VIII edizione dell'anno prossimo bisogna scegliere gli artisti, musicisti, cantanti, i testi, le opere ecc. Oltre questo sono legata alla Fondazione 'Nicola Ghiuselev' e al Premio Internazionale 'Nicola Ghiuselev' del Belcanto, di qui dovremmo presentare la IV edizione sempre l'anno prossimo e le diverse preparazioni cominciano molto prima. Poi tre anni fa abbiamo costituito anche il dipartimento editoriale della Fondazione 'Nicola Ghiuselev' - FNG Art in Life Editore - per le edizioni d'arte e cultura. Pure qui seguo diversi progetti insieme al mio editor manager. Intanto l'anno scorso è uscita in Italia la mia nuova silloge antologica 'Annabelle e le nuvole sotto il sole', legata all'anniversario del mio debutto artistico, come ti ho raccontato prima. Sto preprando l'uscita in Bulgaria di un'altra silloge con la raccolta delle mie poesie in lingua bulgara, che sono diverse di quelle nella silloge italiana ecc ecc. Insomma 'Never stop moving', come diceva M° Luigi, il mio maestro di danza jazz. In poche parole la mia vità è sempre stata collegata con un filo diretto alle arti - danza, cinema, teatro, musica, poesia. Credo che è questo che la mia anima vuole, si nutre di questo. E noi siamo la nostra anima in primis. E qui dedico a voi amici, la mia poesia 'La Primavera non lo sa', scritta proprio in piena crisi epidemica".


Autore: Paolo Paolacci
Fonte: GP magazine




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