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Vanya Grigorova: candidata indipendente al Parlamento Europeo

25.05.2019

Con questo articolo Jana Tsoneva, dottoranda in Sociologia e antropologia sociale presso CEU (Budapest), discute della campagna elettorale europea in Bulgaria e presenta quella che lei ritiene la sola novità di questa competizione: Vanya Grigorova sindacalista indipendente che si candida per difendere i diritti dei lavoratori e dei disabili.

I maggiori partiti bulgari mancano di visione e credibilità

Le elezioni europee in Bulgaria raramente generano un particolare interesse. Con forse l'unica eccezione delle prime elezioni dopo l'adesione della Bulgaria alla UE nel 2007, l'affluenza alle urne è stata bassa (circa il 35%). I bulgari parlano di "Europa" come di un'entità remota a cui non appartengono. Questo è comprensibile, dato che la Bulgaria "beneficia" dei più bassi salari e standard di vita nell'UE. Inoltre, le elezioni europee in Bulgaria tendono ad essere molto provinciali, dal momento che gli attori politici le considerano come un sondaggio per elezioni nazionali e locali.

Le "questioni europee" raramente emergono nelle campagne del Parlamento europeo dominate da controversie e beghe locali. Ad esempio, nel periodo precedente le elezioni del 2014, il BSP (Partito socialista bulgaro) ha promesso di difendere l'alfabeto cirillico in Europa. Quest'anno le elezioni sono dominate dal più grande scandalo di corruzione della storia recente, il cosiddetto "Apartment-gate" che ha rivelato che politici di alto livello ricevono appartamenti di lusso a basso costo in cambio di servizi o sottraggono fondi UE per costruire ville private. Le rivelazioni hanno fatto perdere alcuni punti percentuali al partito di governo GERB (Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria) e secondo gli attuali sondaggi, il GERB sta leggermente sotto il BSP. Da parte sua, il BSP scambia l'avversione per GERB generata dallo scandalo di Apartment-gate per un reale supporto.

Di conseguenza, il Partito socialista bulgaro ha sollevato la retorica anti-corruzione, invadendo il campo della destra liberale, tradizionalmente (principalmente) preoccupata della corruzione. Sfortunatamente, la capolista del BSP, la famosa giornalista investigativa e corrispondente di guerra Elena Yoncheva, è stata anche lei coinvolta nell'"Apartment-gate". L'altro repertorio che il BSP prende generosamente in prestito è quello dell'estrema destra, che scatena l'isterismo sulla Convenzione di Istanbul che ha portato a uno scontro drammatico con l'ex leader del partito e presidente in carica del PES (Partito dei socialisti europei), un tecnocrate neoliberista ma con posizioni progressiste (Sergei Stanishev, ndt).

Il BSP non è l'unico partito nominalmente di sinistra a fare razzia di idee di altri, mostrando la propria totale bancarotta ideologica e politica. L'ABV (Alternativa per la Rinascita Bulgara), un gruppo di scissionisti del BSP, si è unito in coalizione con la Sinistra Bulgara sotto il nome di "Coalizione per la Bulgaria", un marchio che era stato utilizzato da BSP per molti anni, fino alle ultime elezioni. Incapace di competere con idee nuove ed interessanti, la Coalizione per la Bulgaria spera di intercettare i voti di elettori confusi del BSP, una scommessa ancora più patetica del furto di argomenti liberali e dell'estrema destra che fa parte della strategia del BSP.

Il campo della sinistra è terra bruciata, anzi, arida. L'unica eccezione è Vanya Grigorova, una sindacalista che si presenta come candidato indipendente con una piattaforma per i diritti dei lavoratori e dei disabili, senza presentarsi esplicitamente come candidato di sinistra.

Un candidato insolito: una sindacalista indipendente che si candida per i diritti dei lavoratori e dei disabili

Grigorova proviene da una famiglia operaia che vive in un quartiere emarginato di Sofia. Oggi lei è consulente economico del presidente del secondo maggior sindacato del paese, ma ha iniziato la sua vita lavorativa come bidella nella scuola, seguita da un lavoro in una catena di fast food. Gestiva una bancarella di abbigliamento nel più grande ed economico bazar di Sofia, frequentato da poveri e lavoratori. Ha anche lavorato nel campo delle ricerche di mercato e per per compagnia telefonica che è fallita e non le ha pagato gli ultimi due stipendi.

Quell'esperienza ha contribuito al suo attivo interesse per le questioni del lavoro e al coinvolgimento nel movimento sindacale. Come capo della ONG progressista "Bulgaria Solidale", ha un decennio di esperienza nelle campagne e iniziative "civiche" come la battaglia anti-TTIP/CETA e la lotta per la equa tassazione per la quale una coalizione di ONG, sindacati e piccoli partiti ha raccolto 30.000 firme nel 2017.

Quest'ultima esperienza è stata formativa nella sua decisione di entrare in politica. Grigorova racconta che quando ha cercato di sollevare la questione della flat-tax alla commissione parlamentare che si occupa del bilancio dello stato, è stata brutalmente zittita dal rappresentante del GERB Stoyanova. Le parole di Stoyanova furono: "non siamo interessati al problema e se vuoi cambiarlo, deve prendere il potere". Come dice Grigorova, le iniziative civiche, le pressioni dal basso, le competenze e le negoziazioni mediatizzate possono arrivare solo fino ad un certo punto e se la sinistra vuole veramente cambiare qualcosa, deve prendere forza e usare gli strumenti della sovranità popolare per forzare la sua agenda sul capitale e sui partiti della borghesia. È stato particolarmente entusiasmante sentirla dire ai lavoratori dei servizi igiene urbana, che in passato ha aiutato organizzare un sindacato - e Vanya è l'unico candidato che osa fare campagna tra di loro - che dobbiamo prendere le cose nelle nostre mani, organizzare la nostra rappresentanza politica e mettere nell'agenda i nostri problemi.

Ciò che Grigorova spera di portare nel dibattito politico - e non si fa illusioni su altri risultati plausibili della competizione elettorale - è di concentrarsi sui problemi reali di due dei gruppi demografici più vulnerabili in Bulgaria: i lavoratori e i disabili. Essi rappresentano due dei problemi più urgenti del Paese: lo sfruttamento e l'austerità perché i disabili dipendono in modo sproporzionato a una rete di sicurezza sociale sempre più debole. Se non fosse lì a parlare dei loro problemi, i partiti politici tradizionali parlerebbero solo del fantomatico terzo sesso che la Convenzione di Istanbul si presume introdurrebbe nei programmi scolastici e di in una inesistente "minaccia migratoria".

Grigorova invece denuncia la stantia strategia di ogni governo di mettere le organizzazioni dei disabili una contro l'altra, al fine di tagliare i bilanci dell'assistenza sociale. Grigorova parla instancabilmente dell'importanza di essere uniti, delle crescenti disuguaglianze e di cosa potrebbe fare per rafforzare il pilastro europeo dei diritti sociali, per ora un teca piena solo di pii desideri piuttosto che un insieme concreto di proposte per rendere l'Europa più giusta socialmente.

Grigorova non poteva prevedere fino a che punto la sua partecipazione avrebbe influenzato l'intera campagna per le elezioni europee. Molto simile all'effetto sui partiti principali del dell'estrema destra nel spingerli ulteriormente verso destra nel tentativo cooptare quest'ultimi, Grigorova ha presto trovato alcune delle sue idee "prese in prestito" da altri candidati. In questo senso, nonostante sia l'ultima arrivata, come indipendente, nell'arena politica, si è trovata in una posizione forte, se con ciò indentiamo la capacità di stabilire i limiti del possibile, del discorso e del pensabile.

In un certo senso paradossalmente, Grigorova esercita la sua influenza politica dalla posizione anti-politica dell'esperto che sottolinea costantemente la mancanza di conoscenza dei suoi avversari su intricati dettagli legali e politici. Ma il contenitore tecnocratico ha al suo interno alcune idee molto radicali.

Ad esempio, nel suo programma leggiamo una proposta per costringere le multinazionali a pagare gli stessi salari per gli stessi ruoli in luoghi diversi. Sembra una modesta rivendicazione socialdemocratica, in particolare rispetto allo slogan più radicale del "salario minimo europeo" che altri candidati stanno spacciando. Ma se ciò dovesse accadere, i suoi effetti sarebbero molto più ampi. Ad esempio, metterebbe fine alla "corsa verso il basso" nella quale gli stati si adoperano per attirare investimenti esteri. La forza delle multinazionali risiede nella loro capacità di sfruttare i differenziali salariali e fiscali a proprio vantaggio. La politica "stesso salario per lo stesso lavoro indipendentemente dalla sede" annullerebbe il modello di sviluppo della Bulgaria, attualmente basato su bassi salari e basse imposte.

Costringerebbe i capitalisti locali a pagare salari comparabili se vogliono mantenere basso il ricambio dei dipendenti, il che significa un aumento dei salari su tutta la linea. Garantirebbe che non solo i lavoratori di un paese, ma i lavoratori in tutta l'Europa godrebbero di condizioni di lavoro e di retribuzione più eque. In relazione a ciò, Grigorova è stata un sostenitore del pacchetto di mobilità della UE, nella speranza che metta fine al terribile sfruttamento dei camionisti dell'Europa dell'Est, costretti a guidare durante il giorno e ad essere (gratuitamente) guardiani notturni durante la notte. (Il pacchetto sulla mobilità regola le condizioni di lavoro nei settori del trasporto stradale europeo).

La campagna di Grigorova non ha trascurato neanche la sfera riproduttiva. Facendo il verso alle rivendicazioni dei movimenti radicali femministi degli anni '70, chiede l'introduzione di congedi settimanali per i genitori di bambini piccoli, allontanando l'onere del lavoro di assistenza alla persona dalla sfera privata e rendendolo effettivamente un interesse pubblico e remunerato. Inoltre, Grigorova vuole che l'assistenza ai bambini e gli anziani venga considerata come esperienza professionale, ed rivendica l'assistenza giornaliera gratuita per tutti i bambini e garanzie di impiego statale per i disabili.

Infatti, il suo tentativo di rappresentare i lavoratori e soprattutto i disabili, trasforma la sua candidatura in un'importante novità politica, stabilendo implicitamente un precedente. Il candidato indipendente ha lanciato la campagna di raccolta firme a sostegno della sua candidatura presso l'Unione non vedenti di Plovdiv e ha anche fatto campagna tra i lavoratori con disabilità in tutto il paese. Questi non sono gruppi sociali e luoghi arbitrari: Grigorova fa leva sulla sua esperienza di sindacalista che è stata profondamente coinvolta nelle questioni dei disabili ed ha una lunga esperienza nella lotta al regime di austerità che in Bulgaria si è imposto attraverso mobilitazioni basate su frottole come sui cosiddetti "falsi invalidi" o sui rom che abusano del presunto generoso sistema di welfare.

Grigorova ha mobilitato le reti di persone che lavorano attorno a questi temi nell'ambito della sua campagna elettorale. Questo la distingue dal tipico politico che visita i propri potenziali elettori solamente durante la campagna elettorale, cercando di ottenere una parvenza di rappresentanza. In netto contrasto, Vanya Grigorova parla principalmente al pubblico che conosce già nella sua veste di sindacalista. Come qualcuno che spesso l'accompagna nelle visite in tutto il paese, ho visto come le richieste di questi elettori iniziano a formare il suo programma.

Questo processo può portare a risultati alquanto contraddittori. Ad esempio, Grigorova vuole rappresentare i lavoratori delle miniere di carbone che vogliono che la UE conceda una deroga ai limiti temporali sullo sfruttamento delle miniere, ma chiede anche protezioni ambientali generali e anche misure urgenti contro i cambiamenti climatici. Tuttavia nella misura in cui la società moderna è costituita da gruppi ed interessi contraddittori e antagonisti, anche all'interno della stessa classe sociale, ciò è perfettamente normale.

In realtà, non esiste una classe lavoratrice unificata più di una classe capitalista unificata. I lavoratori sono divisi in base al genere, all'etnicità, alla professione e persino alla disabilità e Vanya fa del suo meglio per raggruppare ed equilibrare le più varie richieste in un unico programma simbolizzato dallo slogan "Le persone prima dei profitti". E mentre tutti gli altri candidati e partiti si affrettano a definire "l'interesse nazionale" (che spesso esprime gli interessi degli imprenditori) promettendo solennemente di rappresentarlo più fedelmente, Vanya sa che non esiste una cosa del genere, ma ci sono solo interessi particolari, anche all'interno della stessa classe sociale, e la costruzione di una unità duratura a partire da essi è l'arte della politica come lei la intende.

Per la prima volta, i lavoratori e i disabili hanno un vero rappresentante, mentre i cittadini di sinistra che normalmente disertano le urne per mancanza di una scelta reale, hanno qualcuno che vale la pena votare. Il suo nome è Vanya Grigorova.

Jana Tsoneva è una studentessa di dottorato in Sociologia e antropologia sociale presso CEU, Budapest. Studia le mobilitazioni anti-governative in Bulgaria e si interessa delle teorie del populismo, dell'ideologia e della società civile.

Articolo pubblicato in collaborazione con Bilten - Regional Portal.
Titolo originale: Lei è con noi: la sindacalista indipendente, Vanya Grigorova, scuote la campagna elettorale bulgara per il Parlamento europeo



Autore: Jana Tsoneva
Fonte: LeftEast


Per approfondire: Speciale Elezioni Europee 2019



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