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Sofia: mostra "Cara Italia, alfin ti miro" nel 150° anniversario della morte di Gioacchino Rossini

20.11.2018

Sofia, Teatro dell'Opera, dal 19 novembre al 6 dicembre 2018

Inaugurata presso il Teatro dell'Opera di Sofia la mostra "Cara Italia, al fin ti miro"dedicata al compositore Gioacchino Rossini, in occasione del 150° anniversario della sua morte. L'interessante esposizione di bozzetti, figurini e costumi, sarà visitabile fino al 6 dicembre 2018.

Mostra "Le opere di Rossini nelle scenografie del Teatro dell'Opera di Roma": Mostra di Bozzetti, Figurini, Costumi
Curatori: Francesco Reggiani e Alessandra Malusardi

Il titolo della mostra, non è altro che l'inizio della cavatina di Selim, uno dei personaggi principali della famosissima opera di Rossini, Il Turco in Italia. Superfluo ribadire l'importanza ed il peso delle composizioni rossiniane nella storia dell'opera lirica italiana, ma è fondamentale invece, offrire ad un pubblico internazionale la possibilità di vedere come Rossini sia stato interpretato e proposto, soprattutto durante il secolo scorso. Per il Teatro dell'Opera concorre un ulteriore motivo, e cioè che la sua inaugurazione (27 novembre 1880) fu contrassegnata dalla rappresentazione dell'opera Semiramide, appunto di Gioachino Rossini. Durante l'ultracentenaria attività artistica del Teatro Capitolino, il repertorio rossiniano è stato largamente e ripetutamente eseguito, sotto la direzione di illustri Direttori d'Orchestra, quali Gino Marinuzzi, Tullio Serafin, Vittorio Gui, Franco Capuana, Alberto Zedda ed interpretato dai maggiori cantanti lirici italiani e stranieri, come ad esempio Beniamino Gigli, Gino Bechi, Giacomo Lauri Volpi, Tito Schipa, Gianna Pederzini, Tito Gobbi, Giulio Neri, Renata Tebaldi, Sesto Bruscantini, Giulietta Simionato, Boris Christoff, Anna Moffo, Luigi Alva, Giuseppe Taddei, Marcella Pobbe, Virginia Zeani, Teresa Berganza, solo per citarne alcuni. Tra le edizioni più di rilievo, vanno ricordate: nella stagione 1963-64 l'Otello con le scene e i costumi di Giorgio De Chirico e nella stagione 1964-65 Il Barbiere di Siviglia diretto Carlo Maria Giulini e con la regia di Eduardo De Filippo. Il Maestro Tullio Serafin, inoltre, nel 1942 in occasione del 150° anniversario della nascita, promosse un ciclo di opere del compositore pesarese. In quest'ottica il Teatro dell'Opera di Roma, attraverso il proprio Archivio Storico, ha ideato una mostra che ripercorre, utilizzando documenti iconografici (bozzetti e figurini), costumi e contestuali supporti audio, le tappe salienti della sua vasta produzione e allestimento di opere rossiniane. Saranno esposti i bozzetti e i figurini originali realizzati da insigni artisti figurativi come Giorgio De Chirico e dai maggiori esponenti dell'arte scenografica e costumistica italiana quali Pierluigi Pizzi, Cipriano Efisio Oppo, Filippo Sanjust, Camillo Parravicini, Giovanni Grandi, Veniero Colasanti, Beni Montresor, Mario Pompei, Alfredo Furiga ed altri. Di particolare fascino la sezione dedicata allo spettacolo di balletto Le roi de gourmets (divertimento coreografico di Cesare Brero su musiche di Rossini) del 1965 i cui bozzetti, figurini e costumi realizzati da Lila De Nobili, vogliono essere un omaggio alla conclamata passione di Rossini per la buona tavola, infatti i personaggi interpretati dai ballerini, non sono altro che "prelibate pietanze": La donna tacchino, la donna arrosto, i gamberi, i dolci, le patatine ecc. L'esposizione è arricchita inoltre un documento autentico di notevole pregio, ossia il primo tomo della prima partitura originale a stampa del Barbiere di Siviglia del 1825.

L'Archivio Storico ed Audiovisuale del Teatro dell'Opera di Roma

Nel 2001 dopo un lunghissimo e certosino lavoro di ricerca e recupero, è stato raggiunto l'ottimale risultato di creare un Archivio Storico della Fondazione, in cui sono raccolti tutti i documenti, che testimoniano l'ultracentenaria attività del Teatro dell'Opera, rendendo altresì, tale patrimonio, fruibile a quanti che per studio o per curiosità, desiderino prenderne visione. Un patrimonio di notevoli dimensioni, in cui sono conservate: una ricca collezione iconografica, composta da circa 11.000 bozzetti e figurini, una nastroteca con registrazioni a partire dal 1963, una videoteca (dal 1984), un'emeroteca (dal 1911), l'archivio fotografico (dal 1928) ed una piccola biblioteca. A questo si aggiunge la raccolta dei programmi di sala, delle locandine e dei manifesti. Nel corso degli anni l'Archivio si è dedicato inoltre ad individuare e salvare dall'incuria, quegli elementi scenici ideati da grandi artisti figurativi del'900, che hanno collaborato, in qualità di scenografi e bozzettisti, con il Teatro (Alexander Calder, Giorgio De Chirico, Mario Ceroli, Mirko Basaldella, Giacomo Manzù ed altri). Nell'ottica di una più ampia diffusione dell'identità culturale del Teatro dell'Opera, l'Archivio Storico, attraverso il supporto economico del Ministero degli Esteri, attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura, ha allestito negli ultimi sette anni alcune mostre su temi specifici (La riva sud del Mediterraneo nel melodramma, Il 150°anniversario dell'Unità d'Italia, Il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, Sudamericanamente ovvero le tournèe del Teatro Costanzi in America Latina, Scenografie d'Autore), che sono state ospitate, con grande successo, in importanti musei di trentacinque nazioni.

150° anniversario della morte di Gioacchino Rossini


Gioacchino Rossini nasce a Pesaro nel 1792 e muore a Parigi nel 1868. Il suo debutto operista avvenne a soli 18 anni e nel giro dei successivi sei anni compone altri quindici melodrammi, tra i quali "Tancredi", "L'italiana in Algeri" e "Il turco in Italia". Le composizioni di Rossini spaziano dall'opera buffa al melodramma. La sua musica non solo accompagna i personaggi, ma li caratterizza, li "dipinge". Stendhal scrive di lui: "Dopo la morte di Napoleone non si trova un altro uomo di cui si parli tutti i giorni a Mosca come a Napoli, a Londra come a Vienna, a Parigi come a Calcutta".

Fra le sue opere di grande successo si ricordano "Il Barbiere di Siviglia", "La gazza ladra'', "La Cenerentola", "Semiramide" e "Guglielmo Tell". All'apice della sua fama, a 31 anni, si ritirò a vita privata ed in seguito si limitò a comporre brani di musica da camera e sonate per pianoforte. Fino al suo ultimo capolavoro, una messa, la "Petite messe solennelle", del 1863, considerata dall'autore la sua creazione più intima. I capolavori di Gioacchino Rossini sono inseriti stabilmente nel repertorio e vengono rappresentati dai maggiori teatri lirici in tutto il mondo.

Rossini era un amante della buona cucina. Una delle frasi che gli vengono attribuite e che meglio lo definiscono è questa: "L'appetito è per lo stomaco quello che l'amore è per il cuore. Non conosco un lavoro migliore del mangiare."


Fonte: Ambasciata d'Italia a Sofia




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