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La Bulgaria secondo detentore al mondo di BTC

11.07.2018

In Bulgaria sono attivi diversi gruppi criminali che spesso si finanziano in bitcoin. Ma la polizia e la magistratura bulgare, nel corso del tempo, hanno smascherato molte di queste organizzazioni e sequestrato molti BTC.

Fino ad oggi le autorità bulgare hanno sequestrato 213.519 BTC, che corrispondono a un controvalore di circa un miliardo e mezzo di dollari.

Non si sa se il governo bulgaro abbia mai usato questi BTC, ma se li avesse conservati tutti sarebbe il secondo maggior detentore di bitcoin al mondo, dietro a Satoshi Nakamoto, che si stima (ma tutto è un po' leggenda) ne possieda circa un milione.

Il loro valore in dollari è tale che il Paese, qualora volesse, potrebbe estinguere il 25% del suo debito nazionale in un sol colpo vendendo.

Molto probabilmente non accadrà. Mentre altri Stati, come gli USA, mettono all'asta il prima possibile gli eventuali BTC sequestrati, la Bulgaria non risulta che abbia mai ceduto alcun BTC sequestrato. Anzi, pare che il governo bulgaro non abbia un piano per l'utilizzo di questi bitcoin e si stia limitando a holdare.

Quelli di Satoshi e della Bulgaria però non sono gli unici BTC fermi che non vengono scambiati sui mercati.

Il Wall Street Journal ha appena pubblicato una ricerca di Chain Analysis secondo la quale il 20% di tutti i BTC creati fino ad oggi sarebbe andato perduto.

Ovvero un quinto dei bitcoin in circolazione sarebbe abbandonato o inaccessibile al proprietario, tanto da non essere più in circolazione.

In gergo, i token che vengono tolti dalla circolazione vengono "bruciati" e anche se non vengono bruciati volontariamente il risultato è lo stesso: non possono più essere utilizzati da nessuno.

Infatti, senza la chiave privata del wallet in cui vengono conservati non c'è modo di utilizzarli.

Pertanto chi perde la chiave privata perde i propri BTC.

Oltretutto non esiste alcun modo per recuperare o reimpostare la chiave privata una volta perduta, quindi i bitcoin conservati in wallet di cui non si conosce più la chiave privata sono da considerarsi bruciati per sempre, e non recuperabili.

Ad esempio, qualora Satoshi Nakamoto fosse deceduto senza lasciare in eredità a nessuno le chiavi private dei suoi indirizzi il milione di BTC da lui posseduto andrebbe considerato bruciato per sempre.


Autore: Marco Cavicchioli
Fonte: The Cryptonomist


Per approfondire: Notizie di Economia



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