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foto: Osservatorio Migranti Basilicata
foto: Osservatorio Migranti Basilicata

Migrant film festival a Palazzo San Gervasio e a Lecce

15.07.2017

Migrant Film Festival - Terre vicine e lontane - ha come obiettivo primario quello di proporre la conoscenza delle culture, delle identità e dei territori, provando a riflettere sulla condizione di chi migra e sulla stessa concezione di emigrazione.

Il Festival si terrà dal 15 al 19 luglio a Palazzo San Gervasio, in Largo Caprone, e dal 24 al 28 luglio al Cinelab Giuseppe Bertolucci del Cineporto di Lecce.

Organizzato dal Centro di Documentazione Associazione Michele Mancino di Palazzo San Gervasio, in collaborazione con l'Associazione di migranti senegalesi A.I.P. Teranga di Lecce, il progetto è risultato vincitore della seconda edizione del bando MigraArt del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ed è stato presentato a Roma, a maggio, alla presenza del Ministro Dario Franceschini. La direzione artistica è affidata alla regista di grande esperienza internazionale e interculturale Milena Kaneva, anche produttrice con la sua società bulgara MK Production. Inserito nel programma Sensi Contemporanei, progetto del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero dello Sviluppo economico, finalizzato alla promozione dell'arte contemporanea e alla valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici nelle Regioni del Sud d'Italia, è sostenuto anche da Regione Basilicata e Regione Puglia, Lucana Film Commission e Apulia Film Commission, BasilicataCinema e Matera 2019.

"Il cinema e, più in generale, l'arte - dichiara la direttrice artistica del Festival, Milena Kaneva - sono i mezzi più efficaci per promuovere un incontro tra le differenti culture. Il Migrant Film Festival assumerà la forma di una grande festa in cui poter abbattere le ciclopiche mura razziali, create dalla paura perché non si conosce l'altro. Una grande finestra di opportunità che si apre al pubblico in generale, alla gente del posto e ai migranti sul territorio: un'occasione di avvicinamento e di migliore conoscenza delle diversità e delle culture altrui. Il Festival è l'inizio di una condivisione culturale volta a creare una realtà unita, basata sull'uguaglianza e sull'accettazione dell'altro. Sarà, inoltre, un'interessante occasione - conclude Kaneva - per informarsi, confrontarsi e aggiornarsi sulle produzioni cinematografiche relative a questi temi particolarmente rilevanti".

"La rassegna non intende solo proiettare una selezione delle migliori opere cinematografiche sul tema dell'immigrazione, realizzate negli ultimi anni, ma soprattutto - dichiara il coordinatore dell'Osservatorio Migranti Basilicata e Centro di Documentazione Associazione Michele Mancino, Gervasio Ungolo - promuovere e incentivare una 'cultura dell'accoglienza' facendosi portavoce di un messaggio politico chiaro e deciso: i fenomeni migratori non vanno e non devono essere governati, ma accompagnati e compresi. Senza un coinvolgimento attivo della comunità non potrebbe mai esserci ospitalità. Questo è il filo conduttore del Festival, un appuntamento non solo per gli amanti del cinema o i giornalisti, ma anche - conclude Ungolo - per gli studenti, i migranti stessi, gli operatori culturali e sociali coinvolti in un programma ricco di eventi collaterali come workshop e Q&A con registi".

Tra i titoli previsti: il film drammatico "La mia classe - a scuola di integrazione" di Daniele Gaglianone con un bravissimo Valerio Mastrandrea; la docu-fiction italo-palestinese "Io sto con la sposa" di Gabriele Del Grande, Antonio Augugliano e Khaled Soliman Al Nassiry; il film drammatico bulgaro-greco "The lesson - Scuola di vita" dei giovani registi bulgari Kristina Grozeva e Petar Valchanov, presentato anche a Festival internazionali; il documentario "Loro di Napoli" di Pierfrancesco Li Donni che racconta della squadra Afro-Napoli United, una squadra di calcio composta da migranti e da napoletani che dai campetti di periferia arriva a debuttare in un campionato Figc; il documentario "18 Ius soli" di Fred Kuwornu che intende far riflettere sul tema, quanto mai attuale e dibattuto in Italia, delle seconde generazioni di immigranti e del complesso iter burocratico legislativo che possa portare al riconoscimento della cittadinanza; la docu-fiction "Tre titoli" di Nico Angiuli sulla lotta di un sindacalista nella zona di Cerignola.

A questi seguirà la proiezione di una serie di cortometraggi sulla realtà di Boreano, Palazzo San Gervasio e Spinazzola realizzati dalle varie Associazioni impegnate in diversi progetti di integrazione sui territori: come il video musicale "Là-Bas-Film Discount" di Daise Bi + Sergio Dileo feat, Dady B, Dj MSS, Hamidou, Amadou, Yabré sulla drammatica situazione dei braccianti stagionali a Boreano, denunciata più volte, raccontata in rap - forse per la prima volta - dagli stessi lavoratori africani che, nonostante la delusione successiva all'arrivo in Europa non rinunciano alla voglia di riscatto; il documentario breve "L'estate di Palazzo - l'altra faccia Basilicata" di Domenico De Ceglie; "Chiara Zyz - un fiore nel cuore di Palermo", il cortometraggio documentaristico del regista palermitano Gaetano Di Lorenzo che racconta una giornata tipo all'interno del centro Santa Chiara nel quartiere multietnico Albergheria di Palermo. Saranno presentati, inoltre, i corti prodotti nell'ambito del Primo Bando MigrArti 2016 del MiBACT e che sono risultati vincitori al Premio MigrArti2016, l'anno scorso, durante la Mostra del Cinema di Venezia.

"Questo è uno dei pochi, se non pochissimi, progetti risultato vincitore tra quelli presentati al MiBACT dalle regioni del Sud Italia: di questo siamo molto orgogliosi. Abbiamo inteso realizzare un Festival sui migranti che, al tempo stesso, migrasse anche lui: la rassegna, infatti, prenderà avvio sabato 15 luglio da Palazzo San Gervasio, per poi migrare a Lecce, dal 24 al 28 luglio. Ci sembrava, infatti, interessante - ha sottolineato la direttrice artistica del Migrant Film Festival, la regista bulgara Milena Kaneva - caratterizzare il Festival, anche, per questa peculiare dimensione itinerante. Del resto, anche io - ha detto - sono totalmente immersa in tale dimensione. Sono Bulgara, ma vivo da tanti anni in Italia e mi sposto di continuo: anche io sono una migrante. Il mio auspicio è che, dopo questa prima edizione, già dal prossimo anno saremo in grado di prevedere ulteriori tappe, anche fuori dall'Italia e, perché no, in Bulgaria o magari proprio in Africa. Oggi ci troviamo di fronte ad un'esagerata paura a causa delle ondate di sbarchi di migranti sulle coste italiane e in Europa: questa paura ci fa dimenticare che siamo tutti esseri umani in cerca di una vita migliore. Il Migrant Film Festival assumerà la forma di una grande festa in cui poter abbattere le ciclopiche mura razziali: l'inizio di una condivisione culturale volta a creare una realtà unita, basata sull'uguaglianza, sull'accettazione dell'altro. Il cinema - ha concluso Milena Kaneva - è il mezzo più efficace per promuovere un incontro tra differenti culture". - Tratto dall'articolo pubblicato su lasiritide.it.


Autore: Comunicato stampa
Fonte: Osservatorio Migranti Basilicata




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