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Nella “terra del riso” l’import è aumentato del 20 per cento

18.02.2017 - Vercelli

L'allarme dei coltivatori alla vigilia del forum internazionale a Milano: il 2016 ha registrato un boom di prodotto dall'estero

Settantamila ettari di superficie coltivata, 1100 aziende, e una produzione di oltre 5 milioni di quintali di chicchi: sono i numeri della risicoltura nelle province di Vercelli e Biella, la culla del riso in Italia. Cifre importanti da salvaguardare, oggi più che mai, perché il prodotto simbolo del territorio sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia: secondo la Coldiretti Vercelli Biella, nel 2016 c'è stato un vero e proprio boom di importazioni di riso dall'estero, con un aumento record del diciotto per cento. In Europa, osservano dalla Confederazione nazionale dei coltivatori vercellesi e biellesi, sono entrati, nei passati dodici mesi, un milione e 380 mila tonnellate di riso lavorato, nonostante l'Italia continui ad essere il primo produttore europeo su un territorio di 237 mila ettari. Negli ultimi tempi c'è stata una presa di coscienza sempre più forte sui problemi e sui rischi che sta correndo l'Italia e in particolare il territorio compreso nel triangolo Novara-Vercelli-Biella, all'interno del quale viene prodotto il 51 per cento dei chicchi made in Italy.

Lunedì a Milano i Paesi europei produttori di riso (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Romania, Bulgaria e Ungheria) si incontreranno al palazzo delle Stelline per dar vita al primo forum sulla risicoltura. Sul tavolo dei partecipanti, tutti i problemi del settore risicolo europeo, come le importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar. Mentre l'altro giorno, sullo stesso argomento, s'è tenuto un tavolo nazionale della Coldiretti: «Nell'incontro - spiega il presidente di Coldiretti Vercelli Biella, Paolo Dellarole - è stato affrontato il tema dell'import selvaggio. La nostra battaglia, al di là del contingentare l'arrivo di riso dall'estero, riguarda il principio di reciprocità: così come in Italia il riso viene prodotto rispettando precise regole ed è sottoposto a controlli, anche il riso importato dall'estero dev'essere controllato affinché non contenga sostanze dannose per la salute».


Autore: Roberto Maggio
Fonte: La Stampa


Per approfondire: Notizie di Economia



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