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Nuova condanna alla Bulgaria per l’obsoleta legge sulla delinquenza giovanile

03.02.2017

Lo stato bulgaro non può collocare minori e adolescenti in strutture temporanee di accoglienza privandoli del diritto di ricorrere in appello contro tali misure, lo ha stabilito la Corte Europea dei Diritti Umani.

Con la sentenza del 19 gennaio relativa al caso I. P. v. Bulgaria (no. 72936/14) la corte di Strasburgo ha condannato la Bulgaria per violazione dell'art. 5.4 della Convenzione Europea sui Diritti Umani (CEDU), riguardante i diritti dei detenuti di presentare ricorso sulla legittimità della detenzione.

La storia di I.P.

I. P. è nato a Sofia nel 1999. All'inizio del 2012, la Commissione locale contro la delinquenza minorile gli impone varie misure correttive, tra cui la supervisione da parte di un educatore, il divieto di frequentare determinati luoghi e di incontrare alcune persone e il divieto di cambiare domicilio.

Due anni dopo, nel febbraio 2014, la Commissione conclude che tali misure non hanno prodotto alcun effetto sul suo comportamento e presenta un ricorso in tribunale per collocarlo in un collegio correttivo (correctional boarding school - CBS). In risposta, di fronte al giudice I.P. dichiara di sentirsi a proprio agio tra gli amici e che è il patrigno la colpa di tutti i suoi problemi.

A inizio aprile, I.P. scappa di casa, ma viene arrestato dalla polizia due settimane dopo. Viene mandato in una struttura di accoglienza temporanea per minori e adolescenti gestita dal Ministero degli Interni prevista dalla legge sulla delinquenza minorile. Lì I.P. attende la sentenza del tribunale che dispone la sua collocazione in un istituto correttivo. Questo avviene a metà maggio.

Nei 30 giorni passati in tale istituto, il ragazzo non ha la possibilità di presentare un ricorso sulla legittimità della sua detenzione. La struttura è del tutto simile ad un istituto detentivo e funziona allo stesso modo - tutte le stanze hanno sbarre e porte chiuse. I.P. non ha accesso all'assistenza legale, all'istruzione o ad altre forme di assistenza previste per i minori privati della libertà.

Legislazione nazionale e giurisprudenza

Le vicende del caso, unite alle violazioni, sollevano un numero di questioni in merito ai problemi dei sistemi di giustizia minorile e di protezione dei minori in Bulgaria.

Già nel 2011, nel caso pilota A. and others v. Bulgaria, la Corte Europea dei Diritti Umani aveva riscontrato violazioni riguardo alla mancanza di rimedi efficaci contro le decisioni giudiziarie di estendere il periodo di detenzione in tali istituti.

Nel settembre 2015, il Bulgarian Helsinki Committee ha avviato una campagna per riformare con urgenza il sistema della giustizia minorile. Il governo bulgaro ha acconsentito a realizzare una riforma radicale, compresa l'abrogazione dell'obsoleta legge sulla delinquenza minorile del 1958, ma ad oggi questo non è ancora avvenuto.


Fonte: Bulgarian Helsinki Committee




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