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Fidel, Cuba e la Bulgaria

28.11.2016

Il leader della rivoluzione cubana Fidel Castro visitò la Bulgaria per la prima volta nel maggio 1972. In precedenza, il segretario del Partito Comunista Bulgaro Todor Zhivkov aveva effettuato una visita a Cuba nel 1970, primo tra i leader dei paesi dell'Europa orientale. I dirigenti bulgari diedero grande importanza alla visita di Fidel, che si svolse, secondo i resoconti dell'epoca, in una atmosfera molto cordiale ed al di fuori del protocollo diplomatico.

I primi rapporti tra la Cuba rivoluzionaria e la Bulgaria

I due paesi intrattenevano relazioni positive da oltre un decennio, in quanto la Repubblica Popolare di Bulgaria, già nel giugno 1960 aveva deciso di stabilire relazioni diplomatiche e commerciali con il governo rivoluzionario cubano che pochi mesi prima aveva liberato l'isola dalla dittatura di Batista. I rapporti diplomatici furono ufficializzati l'8 ottobre 1960, giorno in cui fu anche firmato a L'Avana un accordo commerciale bilaterale tra il ministro del commercio estero bulgaro Luchezar Avramov e il Ministro dell'Industria e dell'Economia cubano Ernesto Che Guevara.

Nel settembre 1960 in occasione della quindicesima assemblea generale delle Nazioni Unite si era svolto il primo incontro informale tra Todor Zhivkov e Fidel Castro. Già nel giugno 1961 la Bulgaria invitò Fidel Castro a visitare il paese, ma in quel momento le priorità del lider maximo erano rivolte soprattutto a consolidare la rivoluzione e migliorare la situazione economica del paese, per cui l'invito non ebbe seguito. Tuttavia nell'agosto dello stesso anno si recò nel paese balcanico una delegazione di ragazzi cubani, che comprendeva anche Fidel Angel Castro-Diaz. Il leader cubano chiese esplicitamente che alla presenza del figlio non fosse dato alcun rilievo. Una ulteriore visita di giovani cubani si svolse in Novembre.

Nel dicembre 1961, otto mesi dopo l'invasione della baia dei Porci, il fallito tentativo di rovesciare il governo rivoluzionario, messo in atto da un gruppo di esuli cubani e di mercenari addestrati dalla CIA, il Politburò del Partito Comunista Bulgaro, decise di sostenere la richiesta delle forze armate rivoluzionarie cubane di dotarsi di carabine Mauser (modello tedesco), sia per il proprio fabbisogno che per sostenere i movimenti popolari di liberazione dell'America Latina. Tuttavia la Bulgaria non condivideva la strategia della lotta armata guerrigliera nella regione e rifiutò negli anni seguenti tutte le richieste di formazione militare di guerriglieri sudamericani.

Nel settembre 1962, la gioventù comunista bulgara (DMKS), a seguito di colloqui con l'organizzazione giovanile cubana, si fece promotore di una iniziativa attuata dal ministero dell'agricoltura per l'invio a Cuba di un centinaio di giovani specialisti in agricoltura, tra cui agronomi, tecnologi, esperti di meccanizzazione agricola e altri specialisti nel campo delle coltivazioni. I cubani offrirono di farsi carico, alla stesse condizioni offerte agli specialisti sovietici, di vitto e alloggio, nonché di una diaria per le spese personali. I giovani bulgari lavorarono nelle cooperative agricole statali. Nel periodo 1962-1963 circa 130 studenti e tecnici cubani svolsero un periodo di formazione in Bulgaria.

L'assistenza bulgara al nuovo governo cubano si manifestò anche con un aiuto finanziario come ad esempio un credito in prodotti alimentari, di 1,5 milioni di dollari per l'anno 1962. Era previsto che il credito fosse restituito in dodici anni a partire dell'anno 1967, ad un tasso di interesse del 2% decorrente dallo stesso anno.

Consolidamento dei rapporti ma anche incomprensioni

Negli anni successivi si incentivarono i rapporti economici e culturali, come pure quelli politici, ma i bulgari non erano pienamente soddisfatti di questi ultimi. Allo scopo di rafforzare le relazioni tra i due partiti (il PC cubano fu fondato nel 1965), nel 1966 le due parti si accordarono per uno scambio di due docenti nelle rispettive scuole di partito, e di giornalisti tra le riviste bulgare "Novo Vreme" e "Partien Zhivot" e la rivista "Cuba Socialista". Inoltre i quotidiani di partito "Granma" e "Rabotnichesko Delo", nonché le testate sopracitate, si accordarono per lo scambio di articoli.

Nel gennaio 1967, entrambi i paesi furono candidati ad ospitare il festival mondiale della gioventù. La parte bulgara, pur cercando di mantenere rapporti amichevoli con i cubani, cercò di evidenziare i vantaggi della propria candidatura, non ultima la localizzazione geografica in Europa, da dove provenivano molti partecipanti. Alla fine Sofia la spuntò ed ospitò dal 28 luglio al 6 agosto 1968 la 9° edizione, che vide arrivare in Bulgaria 20 mila persone da 138 paesi. A L'Avana si svolse invece l'11° festival nel 1978.

Nel dicembre 1967 si cominciò a discutere di una visita di Zhivkov a Cuba, che si concretizzò nell'estate del 1970. Fu la prima visita di un leader dell'Europa orientale a Cuba (Il sovietico Brezhev vi si recò solo nel 1974). Nel corso del Comitato centrale del partito, la parte bulgara pur sottolineando la volontà di rafforzare le relazione tra i due paesi, espresse un certo disappunto nei confronti della dirigenza cubana. Todor Zhivkov disse che la delusione dei bulgari dipendeva dall'aver sottostimato una questione fondamentale su Cuba, il fatto che i leader locali, incluso Castro, non assumevano posizioni marxiste-leniniste coerenti, cioè quelle del socialismo scientifico. Il fatto di non esserne stati consapevoli aveva influenzato negativamente lo sviluppo delle relazioni con Cuba. Tra le altre cose, i bulgari erano irritati dalla forti critiche che Fidel Castro aveva fatto all'Unione Sovietica in un discorso a porte chiuse nel gennaio 1968 tenuto durante una riunione plenaria del partito comunista cubano.


Cittadini cubani salutano l'arrivo di Todor Zhivkov a L'Avana (1970)

Peko Takov, nel corso della stessa riunione del partito bulgaro, accusò di incoerenza Castro e raccontò che un giorno il leader cubano diceva che il denaro non era necessario, poi l'indomani visitando una fabbrica di calzature statale diceva che le scarpe erano fin troppo a buon mercato. Tuttavia, sottolineò Takov, le rivendevano ad un prezzo tre volte quello di produzione, per cui di fatto accumulavano capitale e tassavano i cittadini. Gli amici cubani, continuava Takov, avevano bisogno di assistenza per adottare gradualmente un approccio più scientifico, inclusa la risoluzione del problema del razionamento, che i cubani credevano non avesse alternative.

I cubani? Sono davvero gente onesta

Tuttavia Takov ebbe anche parole di ammirazione per Cuba. "Che cos'altro posso sottolineare? Sono davvero gente molto onesta". Citò il caso del prezzo dello zucchero, che la Bulgaria pagava meno degli alleati sovietici. Takov, che disse di aver interpellato in merito direttamente Castro, riferì che il trattamento di favore era dovuto al fatto che la Bulgaria non era un paese ricco e che dunque non avrebbe potuto permettersi di pagare un prezzo maggiore. Secondo Takov, i cubani erano molto sensibili e con sincerità mettevano in pratica un approccio speciale. Per esempio, con sorpresa del dirigente bulgaro, gli specialisti bulgari a Cuba ricevevano 150 dollari al mese, ben più dei 100-120 che in teoria avrebbero dovuto ricevere.

Nel corso di vari colloqui, i bulgari cercarono di convincere i cubani a lavorare più strettamente con il COMECON, ma Castro lamentava le difficoltà che i cubani avevano nel relazionarsi con questo organismo. Perciò essi preferivano rafforzare le relazioni bilaterali con i paesi socialisti, inclusa la Bulgaria, nell'ottica del mutuo interesse.

Nel dicembre 1970, il dirigente comunista bulgaro Konstantin Tellalov in una relazione sui rapporti con Cuba sottolineò che nonostante le condizioni oggettive (embargo, limitato sviluppo, etc) e i "difetti" dei cubani (carenza del ruolo del partito, mancanza di pianificazione scientifica, etc) era importante sostenere lo sforzo del primo paese socialista in America.

1972: la visita di Fidel Castro in Bulgaria

Come detto, nel 1972 si svolse la prima visita di Fidel Castro in Bulgaria. Secondo i bulgari, alcuni specialisti cubani che avevano lavorato in Bulgaria, avevano riferito ai loro colleghi a Cuba, che a loro parere i bulgari avrebbero dovuto mostrare a Fidel Castro come si costruisce il socialismo. Questo perché loro volevano questo tipo di socialismo anche nel loro paese.

Nello specifico, gli obiettivi dei bulgari erano quello di mostrare a Castro i metodi per governare il partito e lo stato, in particolare rafforzando il ruolo del partito nella società e nella guida dell'economia. Inoltre i cubani avrebbero dovuto riconoscere il ruolo guida del partito sovietico a livello internazionale. Altro obbiettivo la collaborazione economica e tecnico-scientifica tra i due paesi.

I bulgari erano consapevoli della delicatezza della situazione e cercarono (testualmente) di "non insultare l'autostima e la dignità nazionale" dei cubani. Inoltre, considerato il carattere di Fidel Castro, ritenevano di dover stare attenti a non dare l'impressione di voler "istruire" i cubani.

Alla fine, la visita del presidente di Cuba andò benissimo e alla le due parti si trovano d'accordo su molte cose. Stipularono accordi di collaborazione economica e tecnica in diversi campi. Fu citata la possibilità di assemblare anche a Cuba calcolatori elettronici, settore nel quale i bulgari erano molto competenti. Fidel Castro visitò anche il complesso turistico di Albena, e si dice che sia servito da modello per lo sviluppo del turismo a Cuba.


Arrivo del presidente cubano in Bulgaria (18.05.1972)

Ulteriore sviluppo e declino dopo il 1989

Todor Zhivkov visitò nuovamente Cuba nel 1975 e Castro ricambierò la visita nel 1979. I rapporti cubano-bulgari in ambito culturale ed economico proseguirono positivamente finché i cambiamenti politici avvenuti in Bulgaria a partire dal 1989 ne decretarono un brusco ridimensionamento. Questo avveniva per motivi politici, in quanto Cuba intendeva proseguire sulla strada del socialismo, ma anche per motivi di ordine economico. Ad esempio Cuba, il cui commercio estero era stato rivolto soprattutto verso i paesi socialisti si trovò improvvisamente isolata e priva di mezzi anche per la fine degli aiuti sovietici. Allo stesso tempo la Bulgaria visse un periodo di rapido e profondo declino economico, per cui i rapporti con un'isola lontana, che per di più si ostinava a continuare a percorrere una strada che i neo-dirigenti bulgari avevano abbandonato, non poteva certo rappresentare una priorità.

Già all'inizio del 1990, i media bulgari avevano cominciato a criticare Cuba. Il corrispondente della BTA da L'Avana, Andrei Apostolov aveva definito quello cubano un "socialismo tropicale burocratico". La posizione della Bulgaria, allora governata dal primo ministro socialista (ex comunista) Andrei Lukanov, a favore di una risoluzione del comitato delle Nazioni Unite che criticava la gestione dei diritti umani a Cuba, irritò Fidel Castro che criticò coloro che fino a pochi mesi prima erano stati i suoi alleati dicendo: "Se una aggressione sarà messa in atto contro la nostra isola, la responsabilità del bagno di sangue ricadrà sulle spalle dei governanti di Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria e Bulgaria.". Nel febbraio1992 i cubani, preso atto dei cambiamenti avvenuti in Bulgaria, inviarono al governo bulgaro dell'Unione delle Forze Democratiche (SDS) un messaggio nel quale si comunicava l'intenzione di "attivare e stabilizzare le tradizionali e amichevoli relazioni tra i due paesi".

Cuba nella vita quotidiana dei bulgari

Nel periodo migliore dei rapporti tra i due paesi, molti bulgari poterono soggiornare a Cuba, soprattutto per motivi di lavoro. Nel complesso, tra il 1962 e il 1977 circa 4300 ingegneri, tecnici e agronomi bulgari lavorarono a Cuba. Negli anni 80 la lingua spagnola ebbe una certa popolarità nelle scuole, e crebbe l'interesse ed l'affetto per il paese caraibico. In ambito commerciale, la Bulgaria esportava prodotti chimici, macchinari, vino e alimenti in scatola. Da parte sua Cuba esportava, oltre allo zucchero, anche frutta, come banane ed agrumi. Tali prodotti erano estremamente apprezzati anche perché non sempre disponibili nei negozi bulgari.

Yordanka Hristova: una pop-star bulgara a Cuba

La cantante bulgara Yordanka Hristova, ha goduto di grande popolarità a Cuba, e anche dopo la caduta del muro, Hristova si è impegnata per mantenere vivi i rapporti con l'isola, tramite la fondazione Josè Marti. L'artista cantò a L'Avana per la prima volta nel 1967 e in seguito fece numerose altri concerti. Si dice che la sua popolarità sia stata tale che a Cuba diverse donne (ormai trenta-quarantenni) portino oggi il suo nome. Come disse qualcuno, i cubani l'hanno apprezzata per il suo ritmo latino, sopratutto se paragonato a quello delle cantanti russe.

Hristova incontrò Castro per la prima volta nel 1973. Fu colpita dal "carisma macho, e dai suoi begli occhi scuri, leggermente trasparenti". Fidel Castro, ha raccontato l'artista bulgara, si sarebbe complimentato con lei per il suo ottimo spagnolo piuttosto che per la sua avvenenza.

Yordanka Hristova ha pubblicamente apprezzato Fidel Castro per il suo impegno per la causa dell'indipendenza di Cuba. In una intervista del 2008, l'artista, che ha partecipato nel 2006 a L'Avana ai festeggiamenti per i suoi 80 anni, ha tracciato questo profilo del leader cubano: "a differenza del fratello Raul, non è un appassionato di musica né un ballerino. Ai cubani piace divertirsi, piace la musica. Ma lui è diverso. E' un intellettuale, gli piace leggere".


Yordanka Hristova - Espera (1973)


Castro incontra Toror Zhivkov a Sofia (20.05.1972)

Fonti
[1] Wilson Center Digital Archive: Bulgaria--Foreign relations--Cuba - 45 documenti (1960-1982)
[2] Jordan Baev, Bulgaria and Latin America in the Cold War years, OPSIS, Catalão-GO, v. 14, n. Especial, p. 305-338, 2014
[3] Anna Mudeva, Bulgarian pop diva keeps flame burning for Castro, Reuters, 2008


Autore: Paolo Modesti

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".




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