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Rumen Radev eletto presidente della Bulgaria, il governo annuncia le dimissioni

14.11.2016

Rumen Radev, il candidato indipendente sostenuto dal partito socialista bulgaro (BSP), ha vinto con ampio margine il ballottaggio contro Tsetska Tsacheva, la candidata del partito GERB. Sulla base dei dati relativi al 99,33% dello scrutinio, Radev ha ottenuto il 59,35% dei voti mentre Tsacheva si deve accontentare del 36,17%. Il 4,48% degli elettori ha invece deciso di non sostenere alcun candidato, opzione introdotta per la prima volta in queste elezioni. Radev che aveva vinto anche il primo turno era considerato favorito dai sondaggi, ma il divario finale (23%) risulta nettamente maggiore di quello che era ritenuto prevedibile alla vigilia del voto. Vice-presidente sarà l'eurodeputato socialista Iliana Yotova.

"Oggi la democrazia in Bulgaria ha vinto sull'apatia e la paura, nonostante il governo sventolasse lo spauracchio di un'apocalisse se avessimo vinto, avete votato per il cambiamento" ha detto l'ex comandante della aeronautica militare bulgara. Radev è un outsider della politica avendo svolto interamente la sua brillante carriera in ambito militare. Pur essendo un generale di un paese della NATO ed avendo partecipato con successo a corsi di specializzazione come pilota negli Stati Uniti d'America, è stato etichettato in maniera grossolana come candidato "filorusso" da diversi organi di stampa italiana ed internazionale.

In realtà Radev, come pure con sfumature più lievi la sua concorrente Tsacheva, ha semplicemente sostenuto che nell'ambito dell'appartenenza alla NATO e all'Unione Europea, la Bulgaria dovrebbe cercare di avere relazioni più pragmatiche con la Russia in modo da non danneggiare i propri interessi. Preoccupazione condivisa anche dal primo ministro Boyko Borissov che in ottobre aveva redarguito il presidente uscente Rosen Plevneliev per aver commesso l'errore nel comportarsi da "falco" nei confronti della Russia, indebolendo le relazioni fra Sofia e Mosca.

Risultati del voto in Italia

Anche gli elettori bulgari in Italia hanno votato in larga maggioranza per Rumen Radev, che ha vinto in tutte le sezioni elettorali. Complessivamente, secondo la Commissione elettorale centrale, Radev ha ottenuto 1.370 voti (63,75%), Tsacheva 692 voti (32.20%), mentre 87 elettori (4,05%) hanno scelto l'opzione di non sostenere alcun candidato.


Rumen Radev al comando di un Mig-29 (Sofia 2014)

Il primo ministro annuncia le dimissioni e apre la strada ad elezioni anticipate

L'esito delle elezioni presidenziali avrà un impatto immediato sulla sorte del governo. Infatti il primo ministro Boyko Borissov, appena resi noti i risultati preliminari ha confermato ai giornalisti che, come promesso in caso di sconfitta della candidata sostenuta dal suo partito, rassegnerà le dimissioni.

La netta sconfitta, ha ammesso Borissov, dimostra che il suo governo, composto da ministri di GERB e Blocco Riformatore (RB) e appoggiato dai nazionalisti del Fronte Patriottico, non gode del sostegno della maggioranza dei bulgari.

Nel corso della conferenza stampa tenuta assieme a Rumen Radev, la leader socialista Kornelia Ninova ha dichiarato che il suo partito, che al momento dispone di circa il 15% dei seggi, non intende tentare di formare un nuovo governo in questo parlamento. Appare probabile lo scioglimento dell'assemblea e l'indizione delle elezioni anticipate.

L'insediamento del nuovo presidente, che ha dimostrato di godere di un forte appoggio popolare ma che è privo di esperienza politica, avverrà presumibilmente in un periodo di incertezza per la Bulgaria. Nel passato, in situazioni analoghe, i presidenti della repubblica hanno nominato esecutivi di transizione che hanno condotto il paese alle elezioni, occupandosi nel contempo della gestione ordinaria del paese. Scenario che appare più che plausibile in quanto il presidente uscente Rosen Plevneliev non può sciogliere il parlamento negli ultimi tre mesi del suo mandato che scade a gennaio.

Esponenti politici e commentatori hanno segnalato alcune importanti questioni da affrontare a breve, come la redazione del bilancio statale per il prossimo anno, le riforme in materia di sistema elettorale e di finanziamento ai partiti che sono state oggetto dei tre referendum che per poco non hanno raggiunto il quorum e la nomina del commissario europeo che dovrà sostituire Kristalina Georgieva, che dopo l'insuccesso della candidatura a segretario generale delle Nazioni unite, assumerà l'incarico di direttore generale della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, e quindi dovrà lasciare il suo posto nella Commissione Europea entro la fine dell'anno.


Autore: P.M.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Speciale Elezioni Presidenziali 2016



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