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Aneliya Genova candidata al premio "Volontario del Sud"

25.09.2016

Aneliya Genova è candidata al Premio del Volontariato Internazionale nella categoria "Volontario del Sud" indetto da FOCSIV, in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato indetta dalle Nazioni Unite, che ricorre il 5 dicembre. Secondo gli organizzatori, una federazione di organizzazioni cattoliche, il riconoscimento è dedicato "a quanti si contraddistinguono nell'impegno contro ogni forma di povertà ed esclusione e per l'affermazione della dignità e dei diritti di ogni donna e uomo, dimostrando così impegno costante a favore delle popolazioni dei Sud del mondo."

Una scheda di presentazione di Aneliya Genova è presente sul sito FOCSIV. Il regolamento del concorso e le modalità di voto fino al 30 settembre sono presenti sullo stesso sito. Dopo tale data tra i primi quattro classificati per ciascuna categoria il vincitore sarà scelto da una giuria.

In breve, Anelyia Genova vive a Foggia da 13 anni. Laureata in Ingegneria e già nel paese di origine impegnata nel sociale, arrivata in Italia ha voluto seguire un percorso di integrazione culturale e di volontariato. Si occupa della comunità bulgara e dell'Ambulatorio Interetnico dell'Azienda Ospedaliera Universitaria, in qualità di mediatrice culturale.

In questi anni su "Bulgaria-Italia", abbiamo ripubblicato diversi materiali sul tema dello sfruttamento nelle campagne pugliesi dei braccianti agricoli (as esempio questo), tra cui un numero significativo di migranti provenienti dalla Bulgaria. Ci è sembrata questa una occasione utile per chiedere ad Anelyia, che svolge attività di attività di assistenza sindacale ed informativa, di raccontarci della sua esperienza in questo campo. Il testo che segue è la sua testimonianza:

Faccio volontariato con "Solidaunia" e "ANOLF/Associazione Nazionale Oltre le Frontiere/", di quest'ultima sono copresidente. L'ANOLF e' una associazione, che è stata voluta circa 30 anni fa dalla CISL, presente in tutta Italia ed anche all'estero, per tale motivo interveniamo anche sui problemi sindacali.

In provincia di Foggia, dove vivo, sono presenti diversi agglomerati di cittadini stranieri, che sono dei veri e propri ghetti, il più grande definito "Ghetto di Rignano" che si trova nel territorio di San Severo (FG) dove in estate risiedono in baracche di plastica, cartone e legno senza acqua e servizi igienici.

Con altri collaboratori sono stata anche in questo come negli altri agglomerati a spiegare i diritti e i doveri dei lavoratori, perché abbiamo riscontrato che il fatto di non conoscere le leggi italiane li rende facili prede della criminalità (caporalato di cui si stanno occupando in questo periodo le istituzioni a tutti i livelli iniziando da quelle nazionali).

Il lavorare, impegnato nella raccolta del pomodoro, riceve 3,50 euro a cassone. Deve lavorare 12 ore per guadagnare circa 30 euro al giorno, senza contratto, senza sicurezza, al di fuori di ogni legge, regolamento, contro la dignità del lavoratore.

Nella zona esiste un ghetto abitato da cittadini bulgari impiegati in agricoltura. La situazione di questo agglomerato è, secondo me, la peggiore, non perché sono miei connazionali.

Allo stato attuale, oggettivamente, ci troviamo alla presenza di nuclei familiari con bambini, che abitano in baracche con tetti di amianto, senza acqua, senza bagni, senza luce, sotto ordine di sgombero da parte delle autorità.

Ci stiamo prodigando per trovare una sistemazione più idonea e decorosa per rendere più dignitosa la loro presenza in ambito lavorativo ed assicurare una migliore situazione sanitaria, in modo particolare per i piccoli e dare a questi la possibilità di frequentare la scuola.

Proprio per questi bambini con un camper sanitario di Soliduania e la disponibilità di due pediatri assicuriamo delle visite periodiche. Nel ghetto bulgaro risiedono in estate circa 1.000 persone.

La cosa che più ci ha colpito e che di fronte ad un lavoro per un periodo consistente ci troviamo a vedere versati i contributi per poche giornate. Per questo motivo siamo stati costretti a fare intervenire il sindacato per delle vertenze. In alcuni casi il lavoratore ha visto soddisfatte le proprie aspettative in altre purtroppo il lavoratore ha avuto paura di proseguire, perché temeva di perdere il lavoro.

Aneliya Genova
Foggia, 23.09.2016


Autore: red.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".




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