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Gli stemmi della Bulgaria repubblicana 1946-2016
Gli stemmi della Bulgaria repubblicana 1946-2016

I 70 anni della Repubblica di Bulgaria. Il 1946 visto dagli storici

15.09.2016

La Repubblica italiana ha festeggiato il suo 70 anniversario nel giugno di quest'anno. Il 15 settembre anche la Repubblica di Bulgaria raggiunge questo traguardo. Popolare tra il 1946 ed il 1990, la repubblica bulgara, come in Italia, fu istituita a seguito di un referendum popolare. Il risultato fu però molto più netto in Bulgaria, dove la repubblica ottenne il 92.8% dei consensi.

Sebbene i numeri del referendum siano stati considerati da alcune parti fin troppo favorevoli alla repubblica, Armando Pitassio sostiene che in un paese dove i maggiori partiti di massa, dai comunisti agli agrari e ai socialdemocratici, si erano da sempre dichiarati contro la monarchia i risultati erano facili a prevedersi.

Secondo Castellan e Vrinat-Nikolov, la monarchia bulgara era molto screditata. Alleata della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale aveva portato il paese ad un nuova catastrofe, dopo quelle delle guerre balcaniche e della prima guerra mondiale.

Nikola Petkov, leader dell'opposizione anti-comunista che poi fu processato ed impiccato nel 1947 si sarebbe espresso così: "Il referendum per la Repubblica si è svolto in piena libertà, perché l'intera nazione era unita per l'eliminazione della monarchia, che ha portato alla Bulgaria solo miseria e catastrofi". (fonte)

Sul referendum e sugli avvenimenti politici in Bulgaria nel 1946, riteniamo utile riportare il parere di alcuni storici. Si tratta per la maggior parte di volumi editi in Italia.


Le schede "Per la repubblica popolare", "Per la monarchia"

Richard Crampton - "Bulgaria crocevia di culture", p. 195, Beit Casa Editrice, 2010

Nel 1946 la lotta politica crebbe d'intensità. Grazie alla falsa denuncia di un giornalista, fu annunciata la scoperta di un altro complotto militare. Si procedette quando prima a un'ennesima epurazione nell'esercito, che rimosse oltre duemila ufficiali in servizio, e quindi alla promulgazione di una legge che in luglio fece passare il controllo dall'apparato militare del ministero della Guerra al governo. Poiché l'incarico di ministero della Guerra era detenuto da Velcev, sembra chiaro che la manovra puntava a minare la già declinante influenza dello Zveno.

Poco tempo dopo si annunciarono due votazioni: un referendum sulla monarchia, indetto per settembre, e l'elezione della Grande assemblea nazionale, che avrebbe avuto luogo il mese di seguente. Le chiamate alle urne intendevano mandare un segnale preciso alla conferenza di pace di Parigi, dove in agosto si sarebbe cominciato a discutere della sorte della Bulgaria. Il referendum sulla monarchia, che sancì la proclamazione della repubblica, intendeva presumibilmente far arrivare ai responsabili della stesura dei trattati di pace il messaggio chiaro, seppur semplicistico, che il paese si era liberato della dinastia che ben due volte si era schierata al fianco della Germania. La convocazione della Grande assemblea nazionale puntava invece a indicare ai negoziatori a Parigi che la Bulgaria era ansiosa di darsi una nuova forma di governo fondata sulla responsabilità e la collaborazione.

Queste mosse non mutarono di modo il sostanziale orientamento antibulgaro degli Alleati. Il paese, nonostante i sacrifici compiuti nelle campagna di Ungheria e Austria dopo il settembre del 1944, non venne riconosciuto come cobelligerante e si vide confermata la perdita di tutti i territori occupati durante la guerra; l'unica fu la Dobrugia meridionale, che resto bulgara.


Repubblica

Armando Pitassio - "Storia della Bulgaria contemporanea", p. 86, Aquaplano - Officina del Libro, 2012

Nei colloqui di Mosca di giugno tra la delegazione comunista bulgara e la dirigenza sovietica vennero prese importanti decisioni per immediato futuro della Bulgaria: in autunno si sarebbe tenuto il referendum sulla forma istituzionale del paese e subito si sarebbero avute le elezioni per la Grande Assemblea Nazionale, vale a dire per l'Assemblea Costituente. Per queste elezioni si stabilì che il Fronte avrebbe potuto presentarsi con un lista unica, in cui fosse garantito il 40% ai comunisti, il 30% agli agrari, il 15 agli zvenari, il 10 ai socialdemocratici e qualcosa ai radicali , oppure che i partiti del Fronte avrebbero potuto presentarsi singolarmente, ma in questo caso occorreva assicurarsi, come scrive Dimitrov nel suo Diario, che il BRP (Partito Operaio Bulgaro, comunista ndr) ottenesse dai risultati di essere comunque il primo partito.

In un paese dove i maggiori partiti di massa, dai comunisti agli agrari e ai socialdemocratici, si erano da sempre dichiarati contro la monarchia, e dove la stessa organizzazione nazionalista Zveno nutriva rancore verso la dinastia regnante per trattamento subito nel 1934, i risultati del referendum, che si tiene l'8 settembre, erano facili a prevedersi: votò 92,1% dell'elettorato e il 92,7% si pronuncio per la repubblica, circa il 4 % per la monarchia e circa 3% furono i voti non validi. Finiva così il regno del novenne Simeone di Sassonia-Coburgo-Gotha, che partiva per un lungo esilio, e il 15 settembre veniva proclamata la repubblica.


La scopa popolare, 8 settembre (spazza via la monarchia)

Georges Castellan e Marie Vrinat-Nikolov - "Storia della Bulgaria. Nel paese della rose", p. 186, Argo Editore, 2012

Si può dire che la classe dirigente che aveva guidato i destini della Bulgaria prima del 9 settembre 1944 era stata praticamente decapitata. I partiti che sopravvivevano nel governo del Fronte patriottico si sforzarono di colmare il voto politico che si era creato. Il Partito comunista - che si chiamava ancora Partito operaio bulgaro - si sforzò di eliminare i suoi partner della coalizione.

Il suo principale avversario era la ricostituita Unione agraria (UAPB), di cui s'impegno a esacerbare le divisioni. Il suo leader era Nikola Petkov (1893-1947). Nato in un famiglia che aveva già fornito uomini politici, fece parte dell'ala sinistra dell'UAPB e ripresentò il suo partito al momento della costituzione del Fronte patriottico. Nell'estate 1945 lasciò la coalizione per mettersi alla testa di coloro che si opponevano, nella Sabranie (Parlamento), ai testi costituzionali imposti dai comunisti. Si tratta dei deputati eletti sotto le sigle del Partito democratico, del Partito socialista e di un'ala del Partito radicale. Nella primavera del 1945 l'annuncio di una data delle elezioni legislative per l'autunno comportò il distacco del Fronte degli oppositori guidati da Nikola Petkov che invitò i suoi compagni a boicottare lo scrutinio. Faceva conto sul fatto che gli alleati occidentali non avrebbero riconosciuto quelle elezioni.

Il governo acconsentì a ritardarle e si votò il 18 novembre. I risultati ufficiali diedero le seguenti cifre: partecipazione, nonostante il boicottaggio, dell'85%, l'88% dei quali aveva votato a favore dei candidati della lista unica del Fronte. Gli Stati Uniti e Gran Bretagna chiesero che gli oppositori fossero rappresentati nel governo. Incoraggiato da ciò, Nikola Petkov chiese ai comunisti di rinunciare al ministero degli Interni, richiesta ovviamente respinta.

L'Assemblea adottò un certo numero di leggi importanti, poi decise di organizzare un referendum sull'avvenire della monarchia. Questo ebbe luogo l'8 settembre 1946 e vi partecipò 92% degli elettori: il 96% si pronunciarono a favore della repubblica. La monarchia era effettivamente molto screditata e lo zar regnante, Simeone, aveva solo otto (sic!) anni. Il nuovo regime fu proclamato il 15 settembre e nello stesso giorno la famiglia reale partiva per un lungo esilio spagnolo. In previsione delle elezioni per l'Assemblea costituente, ci fu uno scrutinio il 27 ottobre 1946: gli agrari di Nikola Petkov ebbero un buon risultato con 99 seggi su 468, ma questo non impedì al Fronte e al Partito comunista di ottenere la maggioranza assoluta.


Dunavski Otechesven Front: "Il popolo ha seppellito ieri la monarchia"

Dimitrina Aslanian - "Storia della Bulgaria dall'antichità ai giorni nostri" p. 380, R.C. Edizioni La Casa di Matriona, 2007

L'Assemblea Nazionale votò un gran numero di leggi, per esempio quella sulla difesa del regime e sull'organizzazione ed il controllo dell'esercito. Appoggiandosi a queste leggi furono prese misure giuridiche contro il partito agrario e contro quello social-democratico dell'opposizione. Furono organizzati processi contro Georgi M. Dimitrov (in contumacia, perché nel frattempo aveva lasciato il paese con aiuto dell'ambasciata americana), contro l'unione fascista dei legionari nazionalisti bulgari, l'organizzazione "Khan Krum". Epurazioni furono eseguite in tutti i settori politici, giuridici e militari.

Fu votata una legge per organizzare un referendum sulla monarchia e una Assemblea Costituente. Il referendum ebbe luogo l'8 settembre 1946. Una maggioranza pari al 92,7% dei voti fu a favore della repubblica. La monarchia cessò la sua esistenza in Bulgaria. Il re Simeone II, di 9 anni, e tutta la famiglia reale, lasciarono il paese accompagnati da una piccola scorta e, dopo un soggiorno in Egitto, si stabilirono in Spagna.


Basta catastrofi nazionali! Abbasso la monarchia!

Dimitar Ivanov, "От девети до десети" (dal 9 settembre al 10 novembre), p. 49, Editore Università Kliment Ohridski - Editore Zahari Stojanov, 2004

Il culmine del lavoro del Parlamento bulgaro fu il documento storico nominato Legge sul referendum per l'abolizione della monarchia. Il referendum ebbe luogo l'8 settembre 1946 atteso con fiducia dall'unanimità dalle forze parlamentari e dai partiti, come pure dai cittadini. Il voto unanime fu espresso dal netto 92,7% contro la monarchia. Il 15 settembre la Bulgaria divenne una repubblica; il giorno seguente Simeone II (9 anni) e la famiglia reale furono esiliati. 55 anni più tardi il cittadino bulgaro Simeone di Sassonia-Coburgo-Gotha vinse le elezioni parlamentari con il movimento nazionale Simeon II, da lui fondato, e da ex monarca divenne primo ministro. La storia del primo parlamento nella Bulgaria repubblicana si conclude in effetti con il referendum che segnò la fine dell'unità del Fronte Patriottico.


Autore: P.M.



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11.01.2017Commento - Nostalghia [gavrail nenov]
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