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Kristalina Georgieva [foto: wikipedia]
Kristalina Georgieva [foto: wikipedia]

Il Bilderberg pro Kristalina Georgieva prossimo Segretario ONU?

16.06.2016

La vicepres UE appoggiata anche da Soros.

Il Bilderberg non è più un tabù per i media mainstream. Dell'annuale conferenza a porte chiuse della Superlobby Trans-Atlantica che si tiene dal 1954 e si è appena conclusa a Dresda non hanno scritto soltanto blog 'alternativi', più il Guardian col suo ironico e ben informato cronista abituale Charlie Skelton, ma anche giornali nostrani come Repubblica e il FattoQuotidiano due volte (i link non funzionano). Raccontando con più o meno dettagli le solite ferree misure di sicurezza, i temi in discussione (per quel poco che fa sapere il sito ufficiale), i vip presenti o addirittura la lista dei partecipanti - tutte informazioni che segnano comunque una svolta rispetto alla totale segretezza di qualche anno fa.

In un albergone ben più austero del solito, erano come sempre presenti banchieri e primi ministri, CEO di multinazionali e presidenti di think tank prestigiosi e di istituzioni internazionali, qualche accademico e qualche giornalista selezionato. Gli inviti variano a seconda dei temi sul tavolo, e fra gli italiani la presenza - accanto all'habitué Franco Bernabé, a John Elkann e a Lilli Gruber al suo terzo invito (ma venerdì e sabato sera conduceva come sempre Ottoemezzo) - della new entry Claudio Costamagna, presidente di Cassa Depositi e Prestiti e già ben introdotto nel giro dopo una carriera in Goldman Sachs, fa pensare che si sia parlato anche delle banche italiane e del relativo piano di salvataggio.

Ma Vip come il capo di Google e il CEO di Palantir, N1 in fatto di Big Data, o il gran finanziere falco di KKR: cosa li spinge a spendere due-tre giorni del loro prezioso tempo al Bilderberg? Si chiedeva Skelton. "Sapere in che direzione viene condotto il mondo da coloro che lo possiedono", è una possibile risposta. Un'altra, più concreta, è l'importanza di "fare rete", avere accesso e contare in quello che viene considerato "un potente network di relazioni globali" - quanto meno euro-americane - qual è ancora il Bilderberg.

Underblog quest'anno non se ne è occupato. Se non che leggiamo su Euractiv.com una notizia apparentemente minore ma che ci sembra interessante in quanto esemplifica una delle funzioni principali del Bilderberg: promuovere nei posti chiave del mondo persone fidate, in grado di portare avanti le linee decise dal club sui temi caldi del momento, nel quadro di strategie a lunga scadenza.

Lo si immaginava, si dirà. Ma diverso è constatarlo, vedere in opera le pressioni, capire meglio i traffici, anche a livello UE, dei quali siamo di solito tenuti all'oscuro.

Kristalina Georgieva, racconta Euractiv, ha partecipato il 9 giugno al meeting di Dresda dove, secondo le informazioni ottenute dal sito, l'ex presidente della Commissione UE Josè Manuel Barroso l'ha promossa come prossimo segretario generale dell'ONU dopo Ban Ki-moon, il cui mandato scadrà il 31 dicembre.

Georgieva - economista e politica bulgara, Commissario europeo per il bilancio e le risorse umane dal 2010, vicepresidente della Commissione dal novembre 2014, dopo una carriera alla Banca Mondiale - figurava nella lista ufficiale dei partecipanti al Bilderberg 2016 ma avrebbe partecipato "a titolo privato".

Una precisazione inutile, osserva il post. L'ex presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, già ministro e primo ministro belga, ha ospitato a suo tempo l'evento Bilderberg per assicurarsi la futura carica europea; Barroso ha partecipato alle conferenze del Club senza farne segreto e nel 2015 la Commissione ha autorizzato a diventare membro dello Steering Committee del Bilderberg che organizza le conferenze. Aggiungiamo che è tradizione che futuri capi di governo - persino candidati presidenti americani - vengano "presentati" al Bilderberg qualche tempo prima, a volte ufficiosamente. Prodi, Monti, Letta per esempio non sono sfuggiti a questa regola.

Secondo Euractiv Barroso ha organizzato la riunione del Bilderberg per fare lobby sulla nomina della Georgieva a segretario Generale ONU. Durante una visita in Bulgaria il 7 giugno scorso Barroso ha anche chiesto al Primo Ministro del Paese, Boyko Borissov, di cambiare la candidata bulgara per quel posto.

Il PM della Bulgaria ha infatti già indicato un'altra donna, Irina Bokova, ex ministro degli Esteri e oggi a capo dell'UNESCO, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di scienza, educazione e cultura.

[Breve parentesi sulle regole per la nomina del segretario generale Onu, che sono minime: giusto l'indicazione che il compito spetta all'Assemblea Generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, dove ciascuno dei cinque membri permanenti ha potere di veto. La selezione è sempre avvenuta sostanzialmente a porte chiuse, il che nel passato ha portato a molte speculazioni sui potenziali candidati, pochi dei quali sostenuti dal governo nazionale.

Finché ultimamente, dopo varie critiche sull'opacità del processo, Assemblea Generale e Consiglio di Sicurezza hanno fatto qualche passo avanti per rendere la selezione del 2016 un po' più trasparente e aperta.

Questa volta i paesi potranno non solo indicare ufficialmente i loro candidati, la cui lista verrà condivisa da tutti i 193 membri ONU, ma anche intervistarli. A tutti è stata mandata una lettera in cui fra l'altro li si incoraggia a candidare una donna - sarebbe la prima volta dopo 70 anni. Sono previsti incontri pubblici prima che il Consiglio di Sicurezza inizi la selezione ai primi di luglio.

E tuttavia, sarà per questa tendenza al femminile (chi l'ha decisa? Il Guardian ne parlava già un anno fa, indicando una rosa di cui faceva parte anche Georgieva, accanto a Bokova e perfino a Lagarde), per l'implicito divieto a candidare un esponente di un paese membro del Consiglio di Sicurezza, nonché per un informale criterio di rotazione che sembra continuare a valere, secondo vari commentatori il prossimo segretario generale dovrebbe arrivare da uno dei paesi dell'Est Europa].

Il giallo. Ritorniamo a Euractiv. L'8 febbraio - racconta - il governo bulgaro ha annunciato che Georgieva avrebbe continuato il suo lavoro all'UE, mentre parallelamente il PM confermava la candidatura della Bokova.

Il giorno dopo secondo il post si verifica una cosa strana: Georgieva contatta Comdos, un servizio che gestisce l'accesso e rilascio di documenti relativi all'affiliazione di cittadini bulgari agli ex servizi segreti (niente su Internet se non in bulgaro). Borissov avrebbe detto a Georgieva di non poterla candidare in quanto su di lei c'era stato un "dossier" e che tali documenti erano conosciuti.

Contattato dal sito europeo, il capo di Comdos riferisce di aver scritto una lettera ai cittadini bulgari presso istituzioni internazionali, ma di non aver ricevuto alcuna risposta. Più tardi nella risposta ricevuta in aprile dall'istituzione competente, il nome di Kristalina Georgieva non c'era. Null'altro si aggiunge per fugare dei sospetti.

Lobbying. Euractiv apprende anche che Georgieva ha mandato l'ex ministro portoghese Mario David a fare lobby presso un altro paese per nominarla all'ONU. David avrebbe contattato i governi di Ungheria e Albania.

Una fonte Onu dice a Euractiv che un altro paese dell'Est Europa potrebbe nominare Georgieva, facendo il nome dell'Albania. Il tempo stringe: l'ultima audizione per i nuovi candidati potrebbe tenersi il 10 luglio.

Se un altro paese nomina Georgieva questo può essere un precedente nella pratica di selezione del Segretario generale, sebbene un candidato privo del sostegno del proprio paese non sembri avere molte chances, osserva il post.

Qui Euractiv racconta che "supporters di Georgieva a Sofia, vicini alla Open Society Fundation di George Soros, stanno facendo pressioni su Borissov perché abbandoni la candidatura di Bokova". Ma per ora Borissov resiste.

È assai difficile che la maggior parte dei membri ONU, inclusi quelli permanenti del Consiglio di Sicurezza, apprezzino il modo in cui Georgieva viene promossa. Nel frattempo 9 paesi dei 15 membri del Consiglio (quelli a rotazione ndr) si sono già espressi per Bokova, secondo quanto riferito a Euractiv da alcuni diplomatici.

Commenti. Il fatto che un commissario si dia da fare per un altro posto è compatibile con i trattati? La portavoce della Commissione Mina Andreeva non risponde sul piano legale ma conferma a Euractiv che "Georgieva e il presidente della Commissione Jean Paul Junker hanno discusso la possibilità che il tema della sua candidatura al vertice dell'ONU possa presentarsi". Un modo un po' tortuoso per dire che Junker non si oppone, anzi.

"Ma per il momento la Vice-presidente si dedica interamente al suo lavoro - aggiunge la portavoce - e il presidente ha una grande ammirazione per l'esperienza internazionale della signora Georgieva, la sue abilità di negoziazione, la sua capacità di lavoro, specialmente in questi tempi in cui Georgieva organizza continuamente i fondi necessari per far fronte alla crisi dei rifugiati".

Il post si conclude dando voce all'ex ministro Irlandese Dick Roche che, dopo aver letto il pezzo di Euractiv, scandalizzato per la partecipazione riservata di Georgieva al Bilderberg, ha scritto loro la seguente e-mail:

"Il Gruppo Bilderberg può discutere quel che vuole. Ma è un'organizzazione privata che opera a porte chiuse e certamente:

non dovrebbe ragguagliarsi segretamente sulla politica dell'UE; non dovrebbe giocare alcun ruolo negli sviluppi della politica UE; sicuramente non dovrebbe essere usato come strumento dietro le quinte per manipolare la più importante posizione nella diplomazia internazionale.

La Commissione dovrebbe rilasciare un testo scritto di ogni dichiarazione fatta dalla Vicepresidente.

È incredibilmente improprio che l'ex Presidente della Commissione (Barroso ndr) cerchi di fare pressione su uno stato membro su una materia di politica sovrana".

Biografia. Ma chi è esattamente Kristalina Georgieva, vincitrice fra l'altro del premio di Commissario Europe dell'anno del giornale European Voice, ma non notissima da noi?

Una tosta, sicuramente, ma con buoni contatti. PhD in Economia e MA in Economia Politica e Sociologia all'Universitty National and World Economy di Sofia, tesi su protezione ambientale e crescita in Usa, specializzazioni ulteriori a Londra (LSE) e Boston (MIT).

Fa carriera alla Banca Mondiale a Washington dal 1993, ma dal 2004 al 2007 è a Mosca come Direttore e Resident Representative della World Bank nella federazione Russa. Nel 2010 è nominata da Barroso Commissario Europeo alla Cooperazione Internazionale, Aiuti Umanitari e Risposte alle Crisi. Coordina le risposte, trova finanziamenti, gestisce i budget. Si occupa anche di migranti e rifugiati.

Nel 2014 viene indicata per il posto di Alto Rappresentante ma il governo bulgaro, socialista, non l'appoggia in quanto lei è membro del partiti centrodestra Gerb, poi il governo bulgaro cade, lei è lì, quando Junker le propone la vicepresidenza UE per il budget e le Risorse Umane: deve riferire a Europarlamento, Consiglio e Corte degli Auditors come viene speso il budget dell'UE. Incarico delicato e di potere anche se meno in vista di quello che verrà poi assegnato a Federica Mogherini.

Un'ultima considerazione: come valutare questo trend di affidare posti importanti a donne? A nostro parere è solo apparentemente un passo avanti. Al contrario, può addirittura essere un alibi per far passare candidature che restano, o sono più che mai espressione di poteri che restano nell'ombra.

L'articolo è stato pubblicato il 14 giugno nella rubrica "Opinioni" del quotidiano "La Stampa"


Autore: Maria Grazia Bruzzone
Fonte: La Stampa




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