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3 Marzo 1878: l'indipendenza della Bulgaria nei monumenti di epoca socialista

03.03.2016

Oggi, 3 marzo, la Repubblica di Bulgaria celebra la sua festa nazionale. In questo giorno nel lontano 1878 il paese tornò nuovamente libero, dopo cinque secoli di dominazione ottomana, in virtù del trattato di Santo Stefano, firmato alla termine della guerra russo-turca. Importante ruolo ebbe la sollevazione nazionale dell'aprile 1876, la cui repressione, provocò indignazione in tutto il continente, e spinse l'Impero Russo a dichiarare guerra all'Impero Ottomano nell'aprile 1877.

In questa giornata, Luca Ponchiroli ci propone una rassegna di monumenti realizzati durante il periodo socialista per celebrare il centenario della liberazione. Con l'occasione facciamo presente che dall'11 al 31 marzo sarà visitabile la mostra fotografica "Testimoni di Pietra, monumenti della Bulgaria socialista" presso il IEFSEM - BAS, Museo Nazionale di Etnografia, Piazza Alessandro I, 1 - Sofia. Saranno esposte foto di Linda Ferrari, Luca Ponchiroli e Nikolai Vukov.

Tornando alla festa della Liberazione, segnaliamo il testo (sempre attuale) che Andrea Ferrario scrisse qualche anno fa sul significato del 3 marzo. [Nota a cura di Bulgaria-Italia]


Sono molto numerosi i monumenti di epoca socialista eretti per celebrare il centenario dell'Indipendenza nazionale. Sono spesso dedicati al giorno in cui in cui ogni singola città fu liberata durante la guerra del 1877-78.

Tali commemorazioni monumentali erano coerenti con la volontà dichiarata dal partito di accreditarsi come vero e unico "rappresentante della nazione", protagonista finale del processo storico che aveva assicurato al Paese prima, grazie ai russi, la formale libertà dal dominio ottomano e poi, grazie ai sovietici, la conclusiva "libertà dal fascismo e dal capitalismo", utilizzando uno slogan insistentemente utilizzato allora dalla propaganda.

Svishtov - Arco trionfale

Questo memoriale è situato nel parco "I Monumenti" nei pressi di Svishtov, sul Danubio. Il parco custodisce una corposa collezione di strutture, accumulatesi negli anni, dedicate allo sbarco, nel 1877, delle prime truppe russe in territorio bulgaro e alla conseguente liberazione della città.



Il monumento domina con la sua imponente struttura - alta 24 metri - l'intera area celebrativa. Rappresenta in modo stilizzato 2 mani: idealmente si stringono in alto fino a formare un grande arco. La parte interna è come foderata da una ricca composizione marmorea in cui compare una fitta serie di militari russi - solo apparentemente uguali - in assetto da combattimento e pronti a conseguire la vittoria contro gli Ottomani.


Lovech - La guardia del soldato russo

Il monumento è stato costruito vicino ad una delle principali strade d'accesso alla città. Ripropone una immagine adottata di frequente negli anni del regime per commemorare visualmente la guerra del 1877-78: si vede infatti un soldato russo che, in posa militare, fa la guardia al risorto stato bulgaro. Il lungo muro di pietra che fa da proscenio alla statua ripete un'altra convenzione monumentale tipica del periodo comunista.


Totleben - Il soldato e la bambina

Nella composizione un soldato dal sorriso burbero stringe la mano ad una bambina dall'espressione seria e determinata: sembrano posare davanti ad una macchina fotografica immaginaria.

Trasparente è la metafora: alla Russia di quel soldato viene attribuito non solo il merito storico di aver generato idealmente il "nuovo" Paese-bambino ma anche la volontà di seguirne, come un buon padre di famiglia, la felice crescita.

La statua si trova in aperta campagna, ai margini della strada che porta alla cittadina che porta il nome di uno dei generali russi protagonisti della guerra del 1877-78.


Pleven - I Cosacchi del Don

La struttura tenta di rompere gli stereotipi consueti nei memoriali dedicati alla guerra russo-ottomana.



Originale in particolare è l'approccio compositivo: emblematicamente viene rappresentata la cavalcata di due Cosacchi del Don lanciati a liberare, con dinamica energia, il Paese.

Il monumento, per le dimensioni e la posizione alle porte della città - in direzione di Russe -, può essere visto anche da grande distanza.


Pleven - La battaglia di Pleven

Il monumento venne, come molti altri, innalzato nel 1978, in occasione del centenario della Indipendenza della Paese. E' dedicato alla battaglia di Pleven, un evento decisivo della guerra russo-ottomana: qui infatti il comandante ottomano Osman Pascià si arrese, dopo una resistenza durata cinque mesi, ai continui, sanguinosi, assalti dell'esercito russo.

Al centro della grande struttura domina una specie di alto fascio composto da grandi baionette di cemento; intorno a questo ruota una schiera di altri segnali commemorativi. Una corposa lapide di marmo, in particolare, proclama la storica continuità tra l'eroismo dei soldati russi dell'ottocento e quello mostrato, nel 1944, dai sovietici che assicurarono, seguendo i dettami della storiografia di regime, una "seconda liberazione" alla Bulgaria.

Pordim - Ai russi liberatori

La struttura vuole eternare il benvenuto della popolazione ai "liberatori" fuori dagli schemi iconografici ripetitivi spesso utilizzati in occasioni di questo genere. Così si spiegano i tre grandi blocchi di cemento: rappresentano, nelle intenzioni, fiamme stilizzate che ardono, materialmente, per sempre. Non manca un piatto sacrificale atto ad ospitare, all'occorrenza, un vero fuoco. Su una di quelle massicce lingue di cemento è incisa una immagine che fa riferimento a un testo classico di Ivan Vazov: una madre incoraggia il figlio a dare un gioioso benvenuto ai liberatori russi.



07 Stara Zagora - La Bandiera di Samara

Il complesso dei "Difensori di Stara Zagora" venne costruito negli anni '70 sulla storica collina di Chadur Mogila. In quel periodo il regime cominciò, infatti, a promuovere commemorazioni monumentali dedicate anche a episodi di storia nazionale e non solo a eventi ideologicamente cari al Partito.



L'elemento centrale del complesso vuole riprodurre in alto la "Bandiera di Samara" (Samarsko zname), lo stendardo realizzato da un gruppo di suore di quella città russa e affidato successivamente ai volontari bulgari impegnati nella guerra del 1877-78. Sventolò per la prima volta durante la difesa della città. Alla fine del conflitto fece da modello per la bandiera nazionale bulgara. Il memoriale include un'altra, grande, composizione scultorea: vi compaiono di guardia, inseriti in una forma architettonica non consueta, dei soldati russi. Varie iscrizioni descrivono poi le battaglie che si svolsero durante quella guerra nell'area di Stara Zagora. In epoca comunista un braciere ospitava una fiamma perennemente accesa per onorare i resti degli 8.000 caduti che riposano nell'ossario custodito nel basamento.


Autore: Luca Ponchiroli


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista



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