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I monumenti dedicati al 9 settembre 1944 in Bulgaria

09.09.2015

La data del 9 settembre 1944 compare raramente, nella sua interezza, nelle rievocazioni monumentali di epoca socialista.

Negli anni del regime era, infatti, un giorno tanto onnipresente e provvidenziale da essere molto spesso e semplicemente sottaciuto: la sequenza di eventi commemorati, ad esempio, nei memoriali delle "tre generazioni di rivoluzionari", così come quelli volti a magnificare gli esiti della "lotta antifascista e anticapitalista" o quelli dedicati alla attività partigiana, trovavano spesso compimento nella semplice indicazione dell'anno: 1944.

Gli eventi succedutisi fulmineamente in quelle giornate - l'occupazione sovietica del paese, la discesa dei partigiani dalle montagne, la conquista del potere da parte del partito comunista - insieme ai partiti alleati nel Fronte della patria - offrirono comunque spunti e immagini riprese poi instancabilmente nelle celebrazioni, monumentali e non, organizzate allora, tra storia e propaganda.

8 settembre 1944: l'Armata Rossa in Bulgaria - Silistra



Il monumento è ospitato in un giardino sulle rive del Danubio. È composto dal primo carro armato sovietico entrato in Bulgaria nel 1944 e da una struttura di marmo dedicata alla Armata Rossa: vi compaiono tre soldati lanciati all'attacco; un quarto, colpito dal nemico, sembra raggomitolarsi su se stesso. L'iscrizione sulla targa recita: "L'8 settembre 1944 i valorosi soldati dell'Armata Rossa entrarono in terra bulgara. Il vostro atto eroico e la nostra gratitudine hanno forgiato la nostra amicizia". Sopra compare a lettere cubitali "9 IX 1944", la data della presa del potere da parte dei comunisti e dei loro alleati politici.

Una contadina - Brest



Questa robusta, quasi possente, contadina ripropone una immagine consueta negli anni del regime: quella della donna-lavoratrice che risponde vigorosamente alle necessità del paese socialista.

Sotto la statua sono impresse però, a differenza di altri monumenti similari, due date: "25", in cui l'1 e il 9 di 1925 sono stati probabilmente sacrificati per ragioni di spazio dallo scultore locale, e "9 IX 1944".

I comunisti dalla persecuzione alla conquista del potere: una sequenza provvidenziale ripetuta allora, instancabilmente. Anche sul basamento di questo modesto manufatto che domina un giardino di Brest, piccola località dell'area danubiana del Paese.


Pugni al cielo - Cherven Brjag



Questo grande memoriale occupa interamente la collina che si affaccia sulla cittadina: commemora i protagonisti della lotta "antifascista e anticapitalista" in questa area del centro-nord del Paese. Nella serie di lapidi dedicate a quegli eventi, l'ultima porta impressa la data del "9 settembre 1944", sintesi finale, nella propaganda del regime, degli sforzi generosi di tante generazioni di comunisti.



In cima alla collina domina la figura quasi minacciosa di una donna che, urlando, alza i pugni al cielo: contemporaneamente incita alla lotta e manifesta la rabbiosa euforia della vittoria.

Oggi il memoriale non ospita più i riti e le celebrazioni del periodo socialista e i segni di degrado e di abbandono si moltiplicano.

Nota curiosa e significativa dei tempi nuovi: l'immagine della donna con i pugni al cielo è entrata di recente nel logo della squadra di calcio della città.

Cippo: i partigiani e la liberazione della città - Popovo



La stele venne innalzata nel luogo in cui, nel settembre 1944, venne proclamato formalmente la conquista della città da parte delle truppe partigiane.

È un caso esemplare degli inevitabili sfregi che forme celebrative di questa natura subirono dopo la caduta del regime: nei primi anni '90 la stele venne coperta, come altri monumenti socialisti, di vernice rossa; successive, frettolose, ripuliture la degradarono all'anonimo moncone di oggi.

Sorte diversa ha oggi il vicino, vecchio, memoriale dedicato alla guerra russo-ottomana del 1877-78: le cure e la manutenzione ricevute negli ultimi anni hanno pienamente riportato quella struttura alla sua antica funzione commemorativa.


Giovani partigiani caduti nella lotta - Strandzha



Il monumento commemora i "Giovani partigiani caduti nella lotta". Risale al 1965.
Oltre alla statua che rappresenta un partigiano ripreso quasi in posa, il memoriale si compone di un grande bassorilievo, in cui vengono rappresentate scene di lotta scolpite secondo canoni allora consueti, e di 6 lapidi: 5 sono dedicate ai nomi dei caduti; su una, la più grande, domina invece il simbolo della "falce e martello".



Sulla base della statua appare a chiare lettere la data del "9 IX 1944", quasi un logo che segnala l'esito positivo del sacrificio sofferto, per la causa, dalle 5, giovanissime, vittime.


Per la Brigata Chavdar - Zherkovo



L'estesa area monumentale di Zherkovo - creata nel 1958 - commemora la fondazione, avvenuta il 25 aprile 1944, della brigata partigiana "Chavdar".

Si compone di 3 elementi: un'alta colonna di granito con, in cima, la statua di un partigiano vittorioso, un gruppo scultoreo che propone una allegoria del trionfale, quasi adorante, benvenuto riservato dalla popolazione ai liberatori e una struttura, oggi abbandonata, che ospitava un museo dal titolo ridondante: era dedicato, infatti, alla "Storia del capitalismo e del movimento rivoluzionario-operaio e la costruzione del socialismo nel distretto di Sofia".



Singolarmente, ma significativamente, sulla colonna venne incisa una data diversa da quella commemorata: si legge a titoli di scatola "9 IX 1944".

Il memoriale della "Chavdar" era molto noto negli anni del regime: divenne una meta quasi obbligata delle molte visite pedagogico-propagandistiche organizzate allora.

Nel 2005 l'intera area divenne proprietà privata. Oggi quindi non è possibile accedere ai monumenti. Unica eccezione: la cerimonia commemorativa del 2 giugno, giorno dedicato ai caduti per la libertà della Bulgaria.

Foto dell'autore


Autore: Luca Ponchiroli


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista



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