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6 settembre 1885: 130 anni dall'unificazione della Bulgaria. I monumenti [1/2]

04.09.2015

Il 6 settembre 1885, i rappresentanti del principato di Bulgaria e della provincia semi-autonoma ottomana della Rumelia orientale, entità territoriali nate dalle deliberazioni del Congresso di Berlino del 1878, dichiararono unilateralmente, a Plovdiv, la creazione immediata di una nuovo, unico, Stato. Questa decisione venne presa contro il volere delle grandi potenze - Russia zarista compresa - che avevano sottoscritto gli esiti di quel Congresso.

Tale data viene oggi celebrata, spesso, nei pressi di monumenti che commemorano un evento immediatamente successivo: la guerra scoppiata tra Serbia e Bulgaria nel novembre dello stesso anno. Una connessione non casuale questa: in una ricostruzione largamente condivisa fu l'esito positivo per le truppe bulgare di quello scontro a legittimare a posteriori l'unificazione proclamata, contro i trattati, in precedenza.

Nessun cambiamento della linea di confine serbo-bulgara venne infatti previsto nel Trattato di pace di Bucarest del 19 febbraio 1886. I rappresentanti bulgari lo firmarono però in nome del paese "unificato": la decisione presa a Plovdiv il 6 settembre venne riconosciuta solo allora, a livello internazionale, come un fatto compiuto.

Per questo motivo la scelta proposta di seguito propone immagini relative a monumenti dedicati sia alla proclamazione della unificazione che alla guerra bulgaro-serba immediatamente successiva. Compaiono per completezza, nell' occasione, anche monumenti di epoca pre-socialista, eccezione significativa nella storia dei "Testimoni di pietra 1944-89" ai quali sono destinate queste note.

Gli eroi di Slivnitsa

Il monumento ricorda i caduti nello scontro di Slivnitsa che risultò poi decisivo nei successivi esiti della Guerra serbo-bulgara. Venne inaugurato, nel 1935, da Re Boris III.

Il memoriale è costituito intorno ad un alta guglia di granito. Sull'ampio piedistallo che ne costituisce la base compare una scultura: un soldato ferito viene sorretto da un commilitone che alza al cielo il suo fucile, certo della vittoria finale. Una immagine questa che riapparirà spesso, con altri protagonisti, in molti monumenti di epoca socialista. Dietro alla statua c'è un cannone d'epoca: è idealmente puntato verso la Serbia, il paese dal quale proveniva, in quel 1885, la minaccia alla neo-costituita madrepatria.

Guerra serbo-bulgara: i primi scontri. Tran, 3-4 novembre 1885

Il torrione venne edificato nel 1894 in memoria degli ufficiali e dei soldati caduti nelle prime schermaglie della guerra avvenute vicino al confine, nei pressi di Tran, il 3-4 novembre 1885.

Aldomirovtsi 5-7 novembre 1885

Il memoriale-ossario venne inaugurato nel 1891: raccoglie i resti dei caduti in uno scontro tra serbi e bulgari avvenuto nei pressi di Aldomirovtsi, a ovest della Capitale, tra il 5 e il 7 novembre 1885. E' il primo esempio di commemorazione monumentale realizzata nel Paese per onorare un episodio che ha visto come protagonista l'esercito del nuovo Stato balcanico.

Davanti al monumento campeggia, oltre alla bandiera bulgara, anche il tricolore italiano a ricordo dei molti lavoratori del nostro paese impegnati in quel periodo nella costruzione della linea ferroviaria Sofia-Dragoman. Impediti a continuare la loro opera offrirono la loro perizia per erigere le ridotte di Aldomirovtsi e Bratushkovo risultate poi decisive nel determinare il successo difensivo dei bulgari.

Vidin assediata e il soldato morente

Il monumento-ossario è dominato da una statua di bronzo. Atipica e fuori da schemi consolidati, l'immagine proposta: una grande vittoria militare viene infatti plasticamente commemorata da un granatiere dell'esercito bulgaro morente. Esausto, cerca nel fucile di cui dispone un appoggio per rialzarsi e continuare comunque a resistere all'assedio posto dai serbi alla città durante la guerra del 1885.

Inaugurato nel novembre 1911 dopo tormentatissime vicende - il modello della statua venne realizzato già nel 1886 - il monumento ebbe poi una esistenza controversa. Negli anni 30 venne deciso di eliminare la figura eroica ma poco bellicosa del soldato dal centro città: solo una massiccia forma di protesta dei cittadini riuscì a bloccare l'abbattimento.

Durante il regime comunista il manufatto riuscì a sopravvivere ad una minaccia di altra natura: non mancarono infatti ipotesi di rimozione legate al mantenimento di buone relazioni con la - vicissima a Vidin - Jugolavia titina. Il 6 settembre divenne festa nazionale solo dopo il 1989: da allora le celebrazioni della unificazione avvengano regolarmente davanti alla monumento del soldato dolente, di fronte alla stazione della città.

Foto dell'autore escluse le immagini d'epoca


Autore: Luca Ponchiroli


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista



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