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24 maggio: monumenti cirillo-metodiani in Bulgaria

23.05.2015

Il 24 maggio in Bulgaria si celebra la Giornata dell'istruzione, della cultura bulgara e della scrittura slava. Come da tradizione, vengono ricordati i fratelli missionari Costantino (Cirillo) e Metodio, nonché i loro allievi, che gettando le fondamenta della scrittura delle lingue slave, ebbero un ruolo fondamentale per la costruzione dell'identità culturale dei popoli slavi. Alla rappresentazione artistica di tali figure durante il periodo della Bulgaria socialista è dedicato questo articolo di Luca Ponchiroli, che ringraziamo ancora una volta per la gentilissima e preziosa collaborazione. [Bulgaria-Italia]

I monaci-santi e il Partito della Nazione

I padri antichi della cultura bulgara - Cirillo, Metodio, Clemente, Chernorizets Hrabar, Naum - non compaiono, dopo il 9 settembre 1944 e per lungo tempo, nelle numerosissime rappresentazioni monumentali volute dal nuovo regime, in probabile coerenza con il risoluto ateismo affermato pubblicamente e senza remore dallo stesso. Statue, memoriali, lapidi, commemorazioni varie erano dedicate allora in modo esclusivo agli artefici diretti della affermazione del Comunismo nel paese: i suoi militanti, l'Armata Rossa, i partigiani.

Solo nella seconda metà degli anni '60 cambia l'atteggiamento nei confronti dei personaggi e degli eventi di storia patria pre-1944: molti entrano allora nel pantheon del Partito, il soggetto politico che, in una ricostruzione provvidenziale della Storia affermata esplicitamente dai suoi leader, aveva portato a compimento il doloroso e contrastato cammino verso la libertà del popolo bulgaro1.

In questo ottica cominciano a comparire, in epoca successiva, anche immagini commemorative dedicate ai monaci-santi che hanno regalato ai bulgari le basi fondanti, in un ottica romantica, della nazione: un distinto alfabeto, la lingua, una autorità religiosa fiera della propria autonomia.

1 - A conferma di ciò vedi gli affreschi che compaiono all'interno del Pantheon di Russe. Raffigurano una "madre Bulgaria" immortalata in quattro momenti di un storia provvidenzialmente conclusa: prima è "schiava" e "ribelle", poi è "sconfitta" e solo alla fine diventa, trionfalmente, "socialista".

Sofia - Cirillo e Metodio

Le statue di Cirillo e Metodio dominano l'area del centro di Sofia antistante alla biblioteca nazionale a loro dedicata. Compaiono, come da tradizione, appaiati. Tra loro domina il frutto lasciato in eredità alle genti slave e, in particolare, nel caso, ai bulgari tutti: l'alfabeto cirillico.

La biblioteca, fondata già alla fine dell'800, venne rasa al suolo durante i bombardamenti del 1944. Fu ricostruita nei primi anni'50': in onore al radicale cambiamento politico vissuto dal Paese, assunse il nome di "Vasil Kolarov", il principale collaboratore di Georgi Dimitrov.

Solo negli anni '70, coerentemente al nuovo indirizzo "nazionale" del partito, la biblioteca ritornò a essere intitolata ai due monaci, tradizionalmente elevati a padri fondatori del paese. Il busto di Kolarov fu quindi rimosso e venne rimpiazzato dal complesso che si può vedere oggi.

Sofia - Totem cirillico

A partire dalla fine degli anni '70, una vasta area centrale della Capitale subì una radicale trasformazione urbanistica. La promozione della cultura, realizzata, almeno nelle intenzioni dichiarate, con la realizzazione del colossale edificio dell'NDK, si fonde là con la riscoperta della tradizione storica del Paese rappresentata dal monumento - oggi fonte di continue polemiche - dedicato ai mille e trecento anni di vita della Bulgaria. Prima imperiale, poi comunista.

Tra quei manufatti imponenti compare anche un sorta di totem volto a eternare la storica funzione identitaria dell'alfabeto cirillico. Nonostante le ragguardevoli dimensioni sembra quasi scomparire nel panorama monumentale della zona, dominato come è dagli ingombranti e trionfalistici vicini.

Sofia - Clemente di Ocrida

Questo Clemente di Ocrida, austero e quasi minaccioso, venne installato a metà degli anni '80 in un centralissimo giardino della Capitale. Testimonia la ricerca di nuove manifestazioni espressive volte a superare le rigidità del realismo ancora ufficialmente dottrina estetica del regime. Anche l'uso congiunto di marmo e bronzo testimonia della volontà sperimentale dell'autore.

Byala slatina - Clemente di Ocrida

Le facciate esterne della scuola "San Clemente di Ocrida" sono coperte da immagini stilizzate tipiche dell'epoca comunista: nel caso compaiono giovani entusiasti della istruzione e del progresso tecnologico generato dalla guida illuminata del Partito. Nel fitto disegno non mancano la stella a cinque punti e la falce e martello.

Clemente di Ocrida, considerato il primo vescovo della chiesa ortodossa bulgara, compare solo in un affresco di una sala, oggi vuota, posta al secondo piano dell'edificio centrale. Viene ripreso, in omaggio al suo ruolo di promotore della lingua e della cultura bulgara antica, mentre, attorniato da discepoli di ambedue i sessi, sembra esaminare con severità, seduto su un grosso scranno, un elaborato di un giovanissimo discente. E' un Clemente raffigurato fuori dai legami stilistici della tradizione: il tratto è semplificato, quasi da fumetto didattico. Verso l'esterno scene di normale propaganda socialista, dentro l'immagine quasi nascosta del religioso che dà ancora oggi il nome alla scuola: una scelta non casuale.

Shumen - Mosaici dedicati a Cirillo e Metodio

Sul pianoro che domina la città di Shumen venne inaugurato nel 1981 un gigantesco monumento: vuole onorare i 13 secoli trascorsi dalla proclamazione del primo stato bulgaro e le leggendarie gesta dei suoi fondatori. Rappresenta certamente uno dei più sorprendenti esempi di struttura commemorativa creata negli anni del comunismo (di K. Damyanov, G. Gechev, B. Atanassov e altri).

Raggiunto il ciclopico manufatto si entra in una specie di grande "navata" a cielo aperto che indica, tra enormi blocchi di cemento dalle forme irregolari e asimmetriche, la strada da percorrere. Ai lati compaiono numerosissime sculture e immagini relative ai grandi artefici del primo Impero Bulgaro.

Alla fine di questo singolare percorso, in una posizione quasi celata, compaiono dei grandi mosaici che coprono intere, altissime pareti. Insieme a Cirillo e Metodio, si possono distinguere le immagini dedicate ai loro discepoli, promotori della cristianità nel Paese, e ai protagonisti letterari di quella antica epoca.

Evidente e ricercato è il contrasto tra la rigida e colossale rappresentazione di cemento degli uomini del potere e la raffinatezza grafica, impreziosita dai materiali usati, riservata ai protagonisti culturali di quel periodo della storia bulgara.

Shumen - Chernorizets Hrabar

La statua è stata eretta negli anni '80 del secolo scorso, in una via laterale del centro di Shumen. Ieratico e dai tratti vagamente esotici, Chernorizets Hrabar, il monaco, viene proposto seguendo forme e stilemi propri alle icone antiche. La sintesi plastica del personaggio è conclusa dalla presenza di elementi dell'alfabeto glagolitico incisi sulle vesti sacerdotali e dal libro che compare, in primo piano, nelle mani del protagonista.

Il personaggio avvolto nella leggenda di Chernorizets Hrabar è noto infatti per l'unico testo di epoca medioevale, "Per le lettere", che fissa con precisione l'anno - l'855 d.c. - in cui Cirillo ha creato le basi del primo alfabeto dedicato a rappresentare suoni e suggestioni fonetiche della lingua slava. Tradizionale Padre fondatore del Paese quindi: da commemorare senza indugio, seguendo l'indirizzo "nazionale" affermatosi, allora, nel partito. Ma anche "frate": da qui la soluzione logistica appartata scelta nell'occasione.


Autore: Luca Ponchiroli


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista



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