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Il giorno della vittoria! Monumenti all'Armata Rossa in Bulgaria [2/2]

09.05.2015

La seconda parte della rassegna che propone nel "giorno della vittoria" una serie di monumenti dedicati ai caduti e alle gesta dell'esercito sovietico durante la seconda guerra mondiale. Tale opere furono erette in Bulgaria per la maggior parte negli anni '50 del XX secolo. Talvolta esse contengono riferimenti alla guerra vittoriosa dei russi contro gli ottomani (1877-78), che permise alla Bulgaria di ottenere l'indipendenza, creando in collegamento ideale tra i liberatori russi dell'Ottocento ed i liberatori sovietici del Novecento. Anomalo il caso di Pleven dove la statua del soldato sovietico fu rimossa, limitando il monumento al ricordo del solo periodo 1877-78. La panoramica comprende anche i notissimi monumenti all'Armata Rossa, che si trovano a Sofia, Plovdiv e Burgas, manufatti che continuano a caratterizzare il paesaggio urbano di tali città bulgare, e che sono soliti ospitare le celebrazioni del 9 maggio che si svolgono ogni anno nel paese, sebbene in tono più dimesso rispetto al passato. Si ricorda che nell'ultima fase della guerra, a partire dal settembre 1944, i soldati bulgari hanno partecipato alla guerra contro il nazismo in coordinamento con l'esercito sovietico e l'esercito della liberazione jugoslavo. Foto e note sono a cura di Luca Ponchiroli che ringraziamo per la preziosa collaborazione. [Bulgaria-Italia]

Bregovo (Regione di Vidin)

Il monumento risale ai primi anni del dopoguerra. Venne innalzato in memoria dei soldati sovietici che morirono negli ospedali da campo della zona. Come quasi inevitabilmente avveniva nelle rappresentazioni dedicate al tema (ad es. i memoriali di Sofia e di Burgas), il manufatto è dominato da un soldato dell'Armata Rossa coperto di medaglie. In questo caso alza orgogliosamente una mano in segno di saluto verso una stella che contiene al suo interno la falce e martello. Sul retro campeggia, invece, un corposo ramoscello d'ulivo, in esemplare coerenza con l'immagine dell'Armata rossa messaggera di pace promossa dalla propaganda in quegli anni.

Una curiosità: il testo ospitato sul lato sinistro magnifica la vittoria sul fascismo e le successive realizzazioni del socialismo nel Paese. In origine la scritta scolpita sulla parete attribuiva quei meriti all'opera di Stalin. Le tracce di tale dedica, prontamente cancellata nei tardi anni '50, si possono ancora leggere, per contrasto, nel marmo.

Stara Zagora

Questo monumento - di Ivan Lazarov e Dimo Luchianov - venne realizzato nel 1949 vicino ad una delle entrate del parco allora intitolato a Lenin. Rappresenta un soldato che, con una bandiera a mezz'asta sulle spalle, stringe in una mano il berretto in segno di rispetto per i compagni caduti. Una iscrizione proclama poi la "Gloria e la Gratitudine Nazionale" verso l'esercito sovietico liberatore. Dopo la caduta del regime, a dispetto di qualche episodico parere sfavorevole, il monumento fu lasciato intatto, al suo posto.

Ruse

Il monumento-ossario (di Y. Krachmarov, V. Tsvetkov e altri) raccoglie dal 1949 i resti di militari sovietici sepolti in precedenza in altre località: su questi vigila orgogliosamente il commilitone rappresentato nella grande statua che domina la struttura. Significativi sono pure i bassorilievi e le iscrizioni ospitate nel basamento: i primi raffigurano scene di guerra e il benvenuto trionfale riservato alla Armata Rossa in Bulgaria; le seconde rimandano alla "eterna gratitudine" dei lavoratori verso i liberatori e ad una frase pronunciata dal leader comunista, G. Dimitrov. "Per il popolo bulgaro" - recita - "l'amicizia con l'Unione Sovietica è tanto vitalmente necessaria da essere paragonata a quella del sole e dell'aria per le creature viventi".

Gorni Dubnik (Regione di Pleven)

Nel 1953, in occasione del 36° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, venne inaugurato un nuovo monumento nel parco che celebra la guerra russo-ottomana del 1877-78. Il gruppo scultoreo raffigura due soldati, un russo dell'800 e un sovietico del '900, mentre fraternizzano seduti su una bassa panca di marmo. E' questo un plastico, efficace, accostamento tra la prima liberazione del paese - quella del 1878 - e la seconda determinata, per la storiografia del regime, dall'ingresso sul territorio nazionale dell'Armata Rossa, nel 1944. Si tratta di un significativo esempio del capovolgimento simbolico imposto per ragioni ideologiche, dopo la seconda guerra mondiale, a molti siti dedicati in precedenza ai successi dell'esercito zarista.

Sofia - Armata Rossa

E' questo il più grande monumento dedicato all'Armata Rossa in Bulgaria. La realizzazione del progetto - di D. Mitov, I. Funev, M. Georgieva, V. Emanuilova, L. Dalchev e altri - cominciò già alla fine degli anni '40, all'interno del piccolo parco che si estende tra il ponte delle aquile e l'Università di Sofia. Imponente sia per le dimensioni sia per la varietà degli elementi architettonici che ospita, divenne rapidamente una specie di prototipo per la successiva serie di strutture commemorative dedicate a esprimere plasticamente, seguendo le indicazioni del Partito, la gratitudine del popolo bulgaro verso i secondi liberatori sovietici (i primi, nella storiografia promossa dal regime, erano i russi del 1877-78) . Venne inaugurato con una solenne cerimonia nel X anniversario della "rivoluzione socialista" in Bulgaria (1954).

La scultura centrale poggia su un alto piedestallo, circondato da una scalinata e da una piattaforma per le cerimonie politiche: raffigura un soldato sovietico che avanza, trionfante; ai lati, quasi trascinati dal suo vigore, lo seguono due bulgari, un operaio e una contadina. Le articolate composizioni che coprono i lati del basamento e i due complessi scultorei posti all'ingresso dell'area monumentale ospitano numerose allegorie dedicate a commemorare la lotta vittoriosa della Armata rossa e i successi del Partito nella opera di ricostruzione. Dopo il 1989 l'intera area fu oggetto di frequenti contestazioni. Le richieste di smantellamento si susseguirono però senza successo. Il grande monumento continua quindi a caratterizzare ancor'oggi il profilo della città.

Sofia - Ossario Armata Rossa

L'area monumentale sorge lungo il viale che dal centro città porta al monte Vitosha. Venne inaugurata nel 1954 per commemorare i soldati sovietici che morirono nella Seconda Guerra Mondiale. Il gruppo scultoreo - realizzato da I. Biyazov, L. Dimitrov e I. Petrov- raffigura due soldati dell'Armata Rossa che, armi in pugno, calpestano dei simboli nazisti. Sullo sfondo una struttura-ossario delimita lo spazio monumentale: da una parte è coperta dalle lapidi che riportano i nomi dei caduti , dall'altra da bassorilievi in cui compaiono, tra le bandiere a mezz'asta, immagini dedicate alla venerazione dei caduti.

L'enfatico carattere commemorativo del monumento - poco "politico" quindi - lo preservò dalla richiesta di rimozione nel periodo post-comunista. L'intera area fu soggetta comunque a un rapido degrado e la struttura venne subito coperta da scritte e disegni fortemente polemici e ingiuriosi. Segnali emblematicamente rivelatori dell'atteggiamento oscillante della opinione pubblica bulgara al riguardo della Russia-Unione Sovietica: prima, anche in epoca pre-socialista, retoricamente onorato come paese fratello e liberatore, poi considerato, come spesso avviene oggi, stato occupante e oppressore. L'area è stata di recente restaurata e il monumento ripulito. Dopo poco, però, le scritte sono ricomparse.

Burgas

Inaugurato nel 1953, il monumento - di V. Radoslavov e altri - riassume plasticamente le caratteristiche principali dei memoriali dedicati all'Armata Rossa negli '40 e '50: al centro domina la figura trionfante di un soldato sovietico che poggia su un'altissima, squadrata, colonna; ai lati due bassi corpi ospitano immagini che rimandano a scontri vittoriosi e a trionfali accoglienze. Nonostante le numerose proposte di abbattimento sorte negli anni '90, il monumento continua oggi, con la sua imponente presenza, a modellare il centro della città.

Pleven

Un grande monumento dedicato alla guerra russo-ottomana del 1877-78 domina oggi la piazza centrale di Pleven, in un luogo che ha ospitato, dopo l'indipendenza, una pluralità di espressioni commemorative idealmente in contrasto tra di loro. Un primo "Monumento alla Libertà" venne inaugurato già nel 1879. Venne rimosso negli anni '50 per fare posto ad un grande complesso monumentale dominato, in alto da una statua di un soldato sovietico. Nei primi anni '90 anche questa statua venne abbattuta e rimossa. Un evento raro: in Bulgaria, dopo il 1989, i memoriali dedicati all'Armata Rossa sono rimasti, di norma, al loro posto. Si salvò, però, l'"apolitica" struttura che sosteneva la statua: fu, infatti, riutilizzata come base per l'attuale struttura dedicata alla liberazione della città. Ogni riferimento alla preesistente finalità commemorativa è oggi cancellata, plastica evidenza della fragilità delle memorie che i monumenti comunisti si ripromettevano, al contrario, di eternare.

Shumen

Il monumento (di N. Shmirgela, G. Kotsev, A. Zankov) venne inaugurato nel 1949. E' uno dei primi memoriali-ossario dedicati all'Armata Rossa: nel basamento vennero deposti allora i resti di caduti precedentemente dispersi in 50 fosse comuni. Sul lato principale compare un soldato: alza al cielo una bandiera mentre stringe saldamente un fucile.

In alto le date "1877" e "1944", separate solo da un stella a cinque punte, rimandano alla prima e alla seconda liberazione del paese. Nel retro, un bassorilievo descrive le trionfali accoglienze ricevute delle truppe sovietiche in Bulgaria. La struttura è oggi in ottime condizioni, nonostante la comparsa saltuaria di qualche scritta dissacratoria, perfetto esempio di arte monumentale socialista dei primi anni del dopoguerra.

Plovdiv

E' uno dei più grandi monumenti dedicati all'esercito sovietico in Bulgaria ( di V. Radoslavov, B. Markov e altri). Venne inaugurato in cima ad un colle nel 1957, per il 40° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre. Percorrendo una lunga scalinata si raggiunge l'area monumentale dominata da "Alyosha", un gigantesco soldato di granito. Il possente basamento su cui poggia, ospita i messaggi più dichiaratamente commemorativi: l'iscrizione "Gloria all'esercito sovietico liberatore" e i bassorilievi dedicati ai successi dell'Armata rossa e alle trionfali accoglienze che la accolsero in Bulgaria. Nei pressi di"Alyosha" si trova anche un memoriale della guerra del 1877-1878: la prima e la seconda liberazione del 1944 venivano quindi commemorate insieme, seguendo puntualmente le indicazioni del regime.

Dopo il 1989 le scritte beffarde o denigratorie non mancarono sul monumento. Nacquero allora aspre discussioni relative al destino da riservargli: si parlò di abbattimenti o di sostituzioni con strutture alternative. Le proteste della missione diplomatica russa assieme a quella delle organizzazioni della sinistra riuscirono a bloccare ogni iniziativa. Da allora "Alyosha" continua, incontrastato, a dominare il profilo della città.


Autore: Luca Ponchiroli


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista


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