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Il giorno della vittoria! Monumenti all'Armata Rossa e alla lotta antifascista in Bulgaria [1/2]

07.05.2015

Il 9 maggio ricorre il 70° anniversario della vittoria sul nazifascismo. Nel maggio 1945, dopo sei anni di devastazioni, sofferenza e morte, il nazismo ed il fascismo erano finalmente sconfitti, la libertà finalmente ritrovata. Enorme era stato il prezzo pagato: il sacrificio della vita di milioni di uomini e donne. Dalla parte della libertà si batterono l'Unione Sovietica, gli Stati Uniti d'America, la Gran Bretagna, la Francia e gli altri paesi alleati, i partigiani e gli antifascisti che si sollevarono contro la Germania nazista, l'Italia fascista ed i loro satelliti.

Per quanto riguarda la Bulgaria, per contrastare il regime monarchico autoritario che si era alleato con le potenze dell'Asse ed aveva promulgato le leggi antiebraiche, gli antifascisti bulgari promossero il movimento resistenziale che operò dal 1941 al 1944. Dopo il 9 settembre 1944 il nuovo governo di Sofia si schierò dalla parte degli Alleati e l'esercito bulgaro partecipò alla liberazione della Jugoslavia, dell'Ungheria e della Austria al fianco dell'Armata Rossa e dell'Esercito popolare di liberazione jugoslavo nel periodo che va dall'autunno del 1944 al maggio 1945 (tale periodo nel dopoguerra venne chiamato "Guerra Patriottica"). Su questo tema consigliamo la lettura dell'interessante articolo di Nedjalko Dacev.

Per ricordare questa fase, e più in generale il fondamentale contributo dell'Unione Sovietica alla liberazione dell'Europa del nazifascismo, in Bulgaria nel dopoguerra furono eretti numerosi monumenti. La prima parte della rassegna, curata come sempre da Luca Ponchiroli, si apre con alcuni monumenti dedicati alla "Guerra Patriottica" che talvolta ricordano anche la lotta antifascista in generale. A seguire una lunga carrellata di monumenti dedicati all'esercito sovietico, manufatti che in molti casi ancora oggi caratterizzano il paesaggio urbano delle città bulgare. [Bulgaria-Italia]

Dobrich

La grande struttura è dedicata alla partecipazione della Bulgaria, dopo il 18 settembre 1944, alla "Guerra Patriottica": tre grandi elementi di cemento circondano asimmetricamente la statua di un soldato e la lapide che riporta i nomi dei caduti della regione. In epoca comunista il memoriale era luogo privilegiato per la celebrazione dei riti organizzati dal Partito. Oggi si è trasformato in punto di ritrovo per i giovani della zona, visitato occasionalmente solo dalle persone che passeggiano nel vicino parco. Solo il 9 maggio ritrova, per un giorno, sia pur con toni smorzati, il suo originario ruolo celebrativo.

Lom

L'imponente monumento commemora i caduti nella "lotta antifascista" tra il 1923 e il 1945. Il manufatto segue un ordine architettonico consueto nei grandi memoriali dedicati, nel dopoguerra, a questo tema: in cima ad un massiccio piedestallo di marmo campeggiano due partigiani che orgogliosamente partecipano, dopo la liberazione, ad una virtuale sfilata di insorti: immediatamente sotto di loro, una stella a cinque punte e delle bandiere a mezz'asta rendono plasticamente onore ai resti dei caduti conservati nel basamento.

Completano la ricostruzione provvidenziale della storia rappresentata nel massiccio manufatto, due bassorilievi posti ai lati della struttura centrale: rinviano direttamente alla rivolta del 1923 e alla Guerra Patriottica.

Singolare e probabilmente unica nelle rappresentazioni monumentali di epoca socialista, la scena descritta nel secondo: nell'allegoria, dei soldati tedeschi vengono travolti da militari bulgari (riconoscibili per il "kepe" che indossano) aggressivi e entusiasti, in omaggio a coloro che si unirono dopo il 18 settembre 1944 alle truppe sovietiche del 3º Fronte ucraino comandate dal maresciallo Tolbuchin.

In epoca comunista tutto il grande spazio pubblico circostante era stato organizzato in funzione del monumento: una eredità urbanistica rimasta inalterata fino ad oggi.

Kula (Regione di Vidin)

La struttura venne inaugurata l'8 maggio 1975, nel trentesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale. E' costituita da due semplici elementi; un lancia razzi sovietico "Katyusha", utilizzato, nella zona, contro i nazisti, e due sottili piedestalli di cemento.

Offre un esempio trasparente di una pratica comune negli anni del regime: un oggetto, spesso voluminoso e non più utilizzabile, diventava protagonista, con poche marginali aggiunte, di una commemorazione monumentale.

Da notare la mappa della Bulgaria incisa nel cemento: riprende in estrema sintesi il percorso fatto dall'Armata Rossa nella rapida occupazione del Paese successiva al 9 settembre 1944. Nell'area di Kula si verificò in quei giorni uno dei pochi veri scontri in territorio bulgaro tra le truppe tedesche in veloce ritirata e l'Armata Rossa.

Vittoria - Questo monumento dedicato alla Armata Rossa è caratterizzato, caso raro, da una figura femminile. La riconquistata libertà è, infatti, personificata in una donna-guerriera che, impugnando una spada, protegge i resti dei soldati sovietici custoditi nell'ossario sottostante. Una lapide precisa i nomi di quei caduti; la stessa, un po' curiosamente, elenca altri 28 soldati, sepolti però in un altro luogo. Seguendo una formula usuale dopo il 1944, una iscrizione riporta le seguenti parole: "Gloria a voi, soldati sovietici, che moriste per la nostra libertà".

Dobrich

E' uno dei primi memoriali dedicati all'Armata Rossa in Bulgaria: venne costruito, infatti, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Realizzato da alcuni tra i più noti scultori dell'epoca (V. Emanuilova, M. Gueorguieva, T. Mitov), rappresenta un soldato sovietico che imbraccia un fucile mitragliatore: alle sue spalle una tozza guglia di marmo, marchiata da una corposa stella a cinque punte, completa la scena. Anche se non mancano di comparire periodicamente vari segni dissacratori, la struttura è oggi complessivamente in ottime condizioni e offre un significativo esempio delle scelte estetico-monumentali dei primi anni del regime comunista.

(La città si chiamò Tolbuchin dal 1949 al 1990 in omaggio all'omonimo comandante sovietico)

Nova Zagora

E' uno dei primi ossari monumentali dell'esercito sovietico in Bulgaria: venne inaugurato nel 1949. Tradizionale è la struttura: un soldato svetta dall'alto piedestallo che copre l'ossario vero e proprio, mentre delle lapidi, intorno, celebrano le glorie dell'Armata Rossa e elencano i nomi dei caduti. Il complesso testimonia una tendenza tipica del periodo comunista: i resti mortali di persone grate al regime venivano spesso custodite nel cuore delle città.


Esecuzione del celebre canto "Giorno della vittoria" (Russia, 2010)


Autore: Luca Ponchiroli


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista


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