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Primo Maggio: monumenti dedicati ai lavoratori nella Bulgaria socialista [2/2]

01.05.2015

Seconda puntata della rassegna di monumenti dedicati al lavoro: comprende due monumenti rappresenanti quello agricolo e quattro quello industriale. Per la verità l'ultimo di questi è solo un prototipo progettato negli anni '50 e che verrà realizzato a Dimitrovgrad, in una veste più moderna, solo nel 1989. Testi e immagini a cura Luca Ponchiroli che ringraziamo per la collaborazione. [Bulgaria-Italia]


Krastevich

L'agricoltore - Questo agricoltore scolpito nel marmo idealmente rappresenta l'attività delle fattorie collettive, individuate ideologicamente come uno dei pilastri della economia comunista. Il personaggio è in posa, come davanti ad una ipotetica macchina fotografica: serio, quasi accigliato, impugna la vanga quasi fosse un fucile, soldato-contadino che attraverso il quotidiano lavoro nelle campagne contribuisce alla trasformazione sociale predicata dal regime.


Kavarna

La vendemmia - Ai margini della strada che unisce Kavarna a Kaliakra si incontra questo grande gruppo scultoreo: le due giovani che portano l'uva simboleggiano plasticamente la fertilità della terra di Dobrugia. Viaggiando per la regione si possono incontrare numerose decorazioni e strutture monumentali dedicate a questo tema.


Kardjali

Operaio metallurgico - Sculture di questo genere si possono incontrare sopratutto nei distretti industriali del paese, testimonianza non equivoca di quanto il partito esaltasse ruolo e compiti della classe lavoratrice.


Passo di Hainboaz

Le brigate del lavoro - Due giovani, una donna e un uomo, riposano, quasi in posa, al valico di Hainboaz, nei Balcani, al culmine della grande strada realizzata, nei primi anni del secondo dopoguerra, dai membri della Brigate del lavoro "Dimitrov". Lungo il percorso numerose, corpose, colonne segnano ancor'oggi i luoghi in cui si erano acquartierati allora i gruppi di volontari provenienti da tutto il Paese. Le due statue segnano una specie di dichiarazione monumentale di fine lavori, quasi un ideologico collaudo della avvenuta realizzazione del grande progetto viario voluto dal regime.

Gabrovo

Tre fabbri - Questa grande applicazione è inserita alla base di un grattacielo che domina il centro di Gabrovo. Vi compaiono tre fabbri che, a martellate, plasmano il ferro incandescente deposto su una corposa incudine. Lo sforzo titanico che li vede impegnati quasi ne deforma i corpi, all'interno di una rappresentazione iconografica post-realista.


Dryanovo

I muratori di Dryanovo - Il gruppo scultoreo è posto ad uno degli ingressi del centro-citta: sono rappresentati due muratori. L'immagine si riallaccia alla tradizione che considerava gli artigiani edili dell'area di Dryanovo i migliori del paese. Le due statue distano pochi metri dal monumento alla guerra russo-ottomana e da quello dedicato all'esplorazione nello spazio dei Sovietici: insieme formano un singolare, poliedrico, complesso celebrativo.


Dimitrovgrad

Cittadina di Dimitrovgrad - Negli anni del realismo socialista non mancavano pubblicazioni che proponevano esplicitamente dei modelli esemplari di rappresentazione monumentale che, nelle intenzioni di chi li proponeva, potevano essere ripresi serialmente sul territorio. L'immagine proposta è tratta da un volume del 1954 (1).

Si tratta di un prototipo compiuto e perfetto di icona socialista per:
- la qualità del manufatto: la scultura è plasmata da un noto artista dell'epoca, Metodi Izmirliev;
- il tema trattato: l'eguaglianza tra i sessi conquistata sul campo del lavoro manuale dalla sorridente saldatrice;
- il titolo proposto: "Cittadina di Dimitrovgrad", che sinteticamente esprime il principio che i diritti di cittadinanza sono legati, in un'ottica socialista, esclusivamente ai meriti conquistati nel mondo del lavoro.

Il prototipo si concretizzerà in una vera e propria statua solo nel 1989, poco prima del crollo del regime. Quest'ultima rispetta fedelmente l'impronta originaria tranne, curiosamente, alcuni particolari legati all'abito da lavoro indossata dalla protagonista. Nella nuova versione la saldatrice indossa infatti una blusa generosamente slacciata sul davanti, insieme ad una paio di pantaloni che lasciano meglio indovinare le forme sottostanti: la infagottata eroina socialista anni '50 si trasforma così, quasi d'incanto, in una specie di pin-up balcanica di fine secolo.


(1) "Costruzione del socialismo nelle opere di artisti bulgari", Sofia 1954
"Социалистическото строителство в творбите на българските художници", София 1954


Autore: Luca Ponchiroli


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista


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