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L'immagine della donna nei monumenti della Bulgaria socialista [2/2]

12.03.2015

Di seguito sono presentati altri esempi di monumenti di epoca socialista in cui compare una figura femminile. Nei primi tre, il corpo della donna collabora alla costruzione di "miti" presi a prestito da tradizioni consolidate prima del 9 settembre 1944: così la "Fertilità" della terra è raffigurata plasticamente da un etereo angelo femminile dotato di cornucopia, e le antiche virtù militari della città di Kyustendil come la Vittoria della Armata Rossa si incarnano in bellicose amazzoni armate di spada.

Gli ultimi tre monumenti rappresentano al contrario, almeno nella logica della commemorazione propagandistica voluta dal regime comunista, donne vere, immortalate mentre in silenzio raccolgono le ceneri di uomini caduti nella lotta anti-fascista e anti-capitalista, oppure mentre attendono con fierezza una imminente, crudele, esecuzione o attivamente interpretano la leggendaria figura della staffetta partigiana.

Una precisazione doverosa: questi, come quelli già presentati sul sito nei giorni scorsi, si possono incontrare ancor'oggi percorrendo le strade della Bulgaria.

Descrizioni ed immagini dei monumenti a cura di Luca Ponchiroli

Yoakin

Yoakin Gruevo (Regione di Plovdiv)

Fertilità - La donna accostata ai frutti della terra è una immagine riproposta di continuo in una serie di statue poste ai margini delle strade. In questo caso la figura femminile alza con una mano una elegante composizione di mele a forma di cornucopia.

Kjustendil

Kjustendil

Le quattro "Donne del Ponte" - come vengono amichevolmente chiamate dagli abitanti - adornano il manufatto che unisce il centro alla stazione ferroviaria. Vogliono simboleggiare differenti aspetti della vita sociale ed economica della città. La donna-guerriero qui rappresentata si riallaccia alla storia: Kyustendil ospitava in epoca medioevale una formidabile struttura fortificata e fu teatro di numerose battaglie. La generosità, insolita in epoca socialista, delle forme femminili esibite è probabilmente giustificata dal ruolo mitico ed esemplare che la statua sembra recitare. Non donna a tutto tondo quindi, ma "dea".

Kula

Kula (Regione di Vidin)

Vittoria - Questo monumento dedicato alla Armata Rossa - uno dei primi in Bulgaria - è caratterizzato, caso raro, da una figura femminile. La riconquistata libertà è, infatti, personificata in una donna-guerriera che, impugnando una spada, protegge i resti dei soldati sovietici custoditi nell'ossario sottostante. Una lapide precisa i nomi di quei caduti; la stessa, un po' curiosamente, elenca altri 28 soldati, sepolti però in un altro luogo. Seguendo una formula usuale dopo il 1944, una iscrizione riporta le seguenti parole: "Gloria a voi, soldati sovietici, che moriste per la nostra libertà".

Antonovo

Antonovo (Regione di Targovishte)

Tre donne e i caduti partigiani - Il memoriale sorge nelle immediate vicinanze di un grande monumento dedicato ai caduti nella "lotta partigiana e antifascista". Tre statue dominano la scena: si tratta di donne distrutte, quasi deformate, dal dolore; girano senza meta alla ricerca dei loro cari, chinandosi solamente a raccoglierne pietosamente le ceneri sparpagliate, nei campi, dal vento. Nel gennaio 1944 in questo luogo vennero bruciati i corpi di 57 persone tra partigiani caduti negli scontri con la polizia e loro sostenitori fucilati nei villaggi circostanti.

Litakovo

Litakovo (Regione di Sofia)

Una figura di donna ai ceppi è raffigurata mentre attende una imminente esecuzione: domina dall'alto sette sepolcri che ospitano i resti di resistenti, scomparsi tra il 1923 e il 1944, nei pressi di Litakovo. Fierezza, atteggiamento di sfida, certezza di una vittoria inevitabilmente prossima, si fondono plasticamente nella statua.

Ugarchin

Ugarchin (Regione di Lovech)

Ai lati della solida struttura centrale in granito compaiono due statue. Una di queste raffigura una staffetta partigiana: mentre si sta incamminando verso le montagne con un fagotto che si indovina pieno di cibo e vestiario, porta una mano all'orecchio per cercare di carpire qualche inconfessato segreto al nemico. L'immagine vuole riassumere emblematicamente, e in un colpo solo, i compiti attribuiti di norma alla donna militante nel periodo della lotta clandestina: porta viveri e collettore di notizie riservate.


Autore: P.M.-L.P.


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista


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