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Madre - Durankulak (Regione di Dobrich)
Madre - Durankulak (Regione di Dobrich)

L'immagine della donna nei monumenti della Bulgaria socialista [1/2]

08.03.2015

Il viaggiatore che percorre le strade della Bulgaria inevitabilmente si imbatte in monumenti edificati durante il periodo della Repubblica Popolare. Nonostante sia trascorso un quarto di secolo dal cambio di regime, molte di queste opere sono ancora al loro posto. Possono sicuramente rappresentare, per il viaggiatore aperto e curioso, un interessante stimolo per avvicinarsi alla storia bulgara. A questi "Testimoni di Pietra" è stato dedicato l'omonimo volume pubblicato nel 2012 da Luca Ponchiroli e Nikolai Vukov. La festa internazionale della donna, che si celebra l'otto marzo, offre l'occasione per cominciare ad indagare sulla rappresentazioni monumentali del periodo 1944-1989.

A tal fine e fuori da ogni pretesa sistematica offriamo di seguito foto e brevi commenti relativi a monumenti d'epoca in cui la figura femminile emerge come protagonista. Alcuni si richiamano a storie e leggende antiche - vedi la donna che offre pane e sale e le "Vergini di Kaliakra" - altri a rappresentazioni legate a tradizioni consolidate come la madre "dolorosa" che attende invano il ritorno del figlio. Negli ultimi compaiono invece figure di donna che recitano ruoli consueti nell'iconografia di epoca socialista, come l'operaia di Dimitrovgrad, le due robuste contadine del centro di Sofia e l'eroina partigiana. Una seconda scelta di immagini commentate verrà pubblicata nei prossimi giorni.

Descrizioni ed immagini dei monumenti a cura di Luca Ponchiroli, che ringraziamo per la gentile concessione.

Veliko Tarnovo

Veliko Tarnovo

La panefora - Questa ieratica figura di donna si può incontrare percorrendo una delle strade di maggior traffico di Veliko Tarnovo: offre pane e sale seguendo un rituale benvenuto ripreso da antiche tradizioni slave. La "panefora" è molto presente nella esperienza monumentale socialista bulgara. Può accogliere, come in questo caso il viandante, oppure, come in altri, le truppe russe del 1877-78, quelle sovietiche del 1944 o i partigiani che scendono da vincitori dalle montagne.

Kaliakra

Kaliakra (Regione di Dobrich)

Le quaranta vergini di Kaliakra - La rappresentazione scultorea si riferisce alla popolarissima leggenda delle quaranta vergini di Kaliakra. Rinchiuse dopo l'arrivo degli Ottomani in una torre, cercarono di fuggire verso il mare dopo avere trasformato in corde i lunghi capelli. Il tentativo si concluse però, tragicamente, sugli scogli sottostanti. Questo suggestivo monumento venne eretto negli anni in cui lo stato comunista organizzava aggressive campagne volte a riaffermare l'identità nazionale bulgara: l'immagine scolpita nel marmo di queste giovani bulgare che rischiavano la vita per salvaguardare la loro purezza nei confronti dell'invasore, risultava perfettamente funzionale alle particolari esigenze propagandistiche di quel periodo.

Durankulak

Durankulak (Regione di Dobrich)

Madre -
Il monumento commemora la rivolta contadina del 1900, una protesta scoppiata a causa di una nuova tassa introdotta dal governo nazionale. Negli scontri con la polizia caddero più di 40 rivoltosi. La statua venne eretta nel 1980 in cima ad un dosso che domina i campi. Raffigura una madre-contadina: seduta in modo composto e sobrio, attende qualcuno che non potrà più tornare. Il basamento ospita l'elenco dei caduti e un'iscrizione che solennemente proclama la loro, eterna, gloria.

Dimitrovgrad

Dimitrovgrad (Regione di Haskovo)

Operaia dell'industria chimica - La donna con la falce e l'uomo con la chiave inglese dominano dall'alto la facciata della Casa della Cultura "Khimik": idealmente celebrano la città creata dal nulla seguendo il modello sovietico di cemento, ferro e lavoro volontario. Oltre allo stilizzato alambicco centrale compaiono altri elementi - il grano maturo, la ruota dentata - che concludono una composizione tesa a magnificare i successi della società "nuova" descritta dalla propaganda. Eguaglianza tra i sessi e miti stakanovistici si riflettono negli anni del realismo socialista anche nelle rappresentazioni monumentali: le figure di donna, come nel caso, assumono spesso, e per l'essenziale, struttura e forme del "sesso forte".

Sofia

Sofia

Le due contadine - Il ponte Perlovski conduce ad una delle più vecchie e importanti vie del centro di Sofia: boulevard "Graf Ignatief". E' decorato da quattro gruppi scultorei: costituiscono, insieme, uno dei primi esempi di arte monumentale comunista del Paese. Una di queste rappresentazioni è dedicata a due donne: una kolkosiana russa e una giovane contadina bulgara. Ostentato è l'atteggiamento protettivo e condiscendente della prima: con un benevolo sorriso e uno sguardo materno e incoraggiante sembra voglia invitare la"sorella minore" a seguire senza timore le orme tracciate dai più progrediti parenti d'oriente.

Velingrad

Velingrad (Regione di Pazardzhik)

Vela Peeva, partigiana - Questo statua venne inaugurata in occasione del 30° anniversario della morte: Vela Peeva viene raffigurata a grandezza naturale mentre stringe in mano una pistola a ricordo del conflitto a fuoco con la polizia in cui perse la vita. L'immagine offerta è singolarmente poco incline alle convenzioni dell'arte monumentale socialista: la protagonista sembra più un agente segreto anni "70" che un'eroina partigiana. Un altro monumento commemora, in centro città, Vela Peeva. Nessuno dei due ha subito, dopo il 1989, alcun tipo di danno o di contestazione.


Autore: P.M.-L.P.


Per approfondire: Testimoni di pietra - Monumenti della Bulgaria socialista


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