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Foto: wikipedia (user: Preslav)
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Chestita Baba Marta: la "martenitsa" spiegata agli italiani

01.03.2015

Ecco come alcuni bulgari hanno spiegato il significato della "martenitsa" ai loro amici italiani (tratto dal forum del sito Bulgaria-Italia)


Krassi
: il primo marzo ed i giorni successivi la gente in Bulgaria si scambia l'un l'altro le strisce rosso-e-bianche, o le piccole bambole di lana denominate Pizho (il maschio) e Penda (la femmina), conosciute come Martenitzi. Si chiamano cosi perché portano il nome di marzo, in bulgaro - mart. Secondo la tradizione, Marta (la variazione femminile di Mart) è una nonnina, con le guance rosse , in bulgaro "baba Marta" che cambia spesso il suo umore: talvolta sorridente, talvolta arrabbiata, come il tempo pazzerello nel messe di marzo.


Vesselina
: Vi propongo brevemente una delle leggende che circolano sulla nascita di questa usanza bulgara, antichissima, forse l'unica di origine protobulgara e non slava.

Khan Asparuh (il mitico fondatore del primo Stato Bulgaro) doveva partire per una battaglia particolarmente dura. La sua giovane moglie aveva tanta preoccupazione e per rassicurarla lui le promise che, appena finita la battaglia, le avrebbe mandato un piccione con un filo bianco legato alla zampina in segno di vittoria. La battaglia fu lunga e durissima, lui rimase ferito al braccio, e mentre legava il filo di lana bianco una parte si colorò del rosso del suo sangue. Così nacque la prima martenitza, simbolo di vittoria e prosperità.

Dopo si sono sommati altri strati simbolici, le martenitza oggi simboleggiano soprattutto salute, prosperità e buon umore. Nella Bulgaria che era terra in prevalenza di agricoltori si assegnava al primo marzo l'inizio della primavera. La figura della vecchietta Marta, che quando sorride fa splendere il sole e sciogliere la neve, e quando fa il broncio ghiaccia di nuovo la terra, è parte della tradizione e della cultura agricola. Ecco perché in Bulgaria scherzano che marzo è il mese delle donne, e come loro cambia spesso umore,...

M. (Varna): Il mese di marzo secondo le tradizionali credenze bulgare, segna l'inizio della primavera. Dunque il 1° di marzo è il simbolo associato al saluto dell'inverno e al benvenuto della primavera.

La tradizione dice che il 1° marzo e durante i giorni a seguire, le persone donano l'un l'altra delle curiose creazioni di lana chiamate Pizho e Penda, o come propriamente vengono chiamate Martenitzi. Essi portano il nome di marzo, in bulgaro "mart" e sono delle particolari striscie di lana intrecciate, lavorate in varie forme, anche come bamboline, di colore rosso e bianco. Come da tradizione, dietro al nome "mart" si nasconde una nonna arrabbiata che cambia spesso umore. Il suo nome è Nonna Marta, in bulgaro Baba Marta.

Antiche sono le radici di questa usanza del dio Marte, che è il dio della primavera prima e dio della guerra poi. Le popolazioni durante l'arco della storia hanno sempre combattuto molto. Solitamente le guerre iniziavano agli inizi di marzo e la maggior parte dei soldati doveva lasciare la propria casa. Le mogli erano molto preoccupate per la loro sorte. Per questo decisero di dare ai loro uomini piccoli talismani di colore bianco e rosso. Talvolta pezzi di tessuto lavorati da mettere sul polso, altrimenti piccole figure di maschio e femmina fatte di lana. Il color rosso rappresenta il sangue dei guerrieri, che le loro mogli non volevano veder versato, e il bianco il colore pallido del viso delle mogli in attesa che i loro mariti facciano ritorno a casa. Il dono di questi piccoli oggetti è stato fatto per due ragioni: per ricordare agli uomini la loro famiglia e la seconda - per fare piacere a Baba Marta, cosicché essa non avrebbe cambiato il proprio umore si di frequente. In altre parole, per fare in modo che gli uomini combattenti non avessero molti problemi con il clima e non morissero di freddo.

Oggi si scambiano le "martenitzi" per fare un dono a Baba Marta, affinché faccia andare via il freddo e porti la primavera. Una volta che si ha una martenitza la si può tenere sia sugli abiti che sul polso, e la si indosserà finché non si vede una cicogna. La cicogna nella tradizione bulgara è simbolo di primavera. Anche togliere la martenitza è un gesto ricco di simbologie. Nelle diverse regioni della Bulgaria esso può assumere un significato diverso. Per esempio alcuni attaccheranno la "martenitza" ad un albero da frutto, facendo così essa donerà all'albero la salute e la fortuna che fino a quel momento ha donato al proprietario. Altri la metteranno sotto una pietra.

Martenitza rappresenta anche i colori della natura, il bianco della neve che se ne va e il rosso del sole che sta arrivando. La "martenitza" è la più tipica e unica tradizione della Bulgaria. Essa simboleggia una nuova vita, il concepimento, la fertilità e la primavera. Questa festa è per la felicità e la gioia, la salute e la lunga vita. Questa tradizione bulgara è pura e luminosa come i colori della "martenitza". Esprime la necessità di armonia nella natura e nella vita di ognuno. Questo è il messaggio più importante della "martenitza".


Autore: P.M.




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