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Il sindaco di Sofia Yordanka Fandakova [foto: frognews.bg]
Il sindaco di Sofia Yordanka Fandakova [foto: frognews.bg]

Il sindaco di Sofia proibisce la marcia ultranazionalista in ricordo del generale Lukov

13.02.2015

Il sindaco di Sofia Yordanka Fandakova, ha negato l'autorizzazione allo svolgimento della "Lukov Marsh", manifestazione indetta da organizzazioni neonaziste ed ultranazionaliste allo scopo di commemorare l'assassinio, avvenuto nel 1943, del generale bulgaro Hristo Lukov, un acceso sostenitore delle idee naziste e antisemite.

Il divieto riguarda la fiaccolata prevista nella serata di sabato mentre sarà consentita esclusivamente la deposizione di fiori ai piedi di una lapide nel centro di Sofia. Tuttavia, in una conferenza stampa svoltasi questa mattina, i dirigenti della Unione Nazionale Bulgara, uno degli organizzatori, hanno però dichiarato che la marcia, che si svolge ogni anno dal 2003, si terrà ugualmente. Hanno liquidato le posizioni degli oppositori come una campagna denigratoria basata sulla menzogna.

Il sindaco, con l'approvazione unanime del consiglio comunale, ha preso questa decisione sulla base della informative degli organi di sicurezza che ne segnalavano l'inopportunità per motivi di ordine pubblico, ma la decisione era stata sollecitata da numerose parti.

L'organizzazione degli ebrei bulgari "Shalom" in un comunicato, aveva espresso la sua profonda preoccupazione per l'indizione anche quest'anno di una manifestazione politica intesa ad omaggiare il generale Lukov, che fu apertamente nazista e promosse attivamente l'applicazione delle leggi anti-ebraiche in Bulgaria durante la seconda mondiale mondiale. "Shalom" aveva sottolineato che la promozione di idee xenofobe e neo-naziste, causa non solo odio e tensioni etniche e religiose, ma anche crea un'immagine negativa della Bulgaria e offende la memoria di milioni di vittime dell'Olocausto.

Si è fatto sentire anche il Ministero degli Esteri russo, che ha indirizzato, per tramite dell'ambasciata della Federazione Russa a Sofia, al suo omologo bulgaro una nota di protesta nella quale ha anche ricordato l'esistenza di una risoluzione dell'ONU contro la glorificazione del nazismo.

Questa volta in sintonia anche con l'ambasciata americana in Bulgaria che "con preoccupazione prende atto dell'intenzione di mettere in atto la cosiddetta marcia, Lukovmarsh, il 14 febbraio a Sofia. Anche se sosteniamo pienamente il principio della libertà di parola, le libertà democratiche non devono essere utilizzate come pretesto per diffondere intolleranza, xenofobia e antisemitismo".

A loro volta, rappresentanti del Partito Socialista avevano chiesto la proibizione della marcia indicando che la dimostrazione pubblica di opinioni pro-naziste ed antisemita è una forma di propaganda volta a screditare la memoria di milioni di vittime della seconda guerra mondiale, della resistenza antifascista e dell'esercito bulgaro che si batté contro il nazismo [1].

La netta condanna alla marcia era stata anche espressa anche dal Movimento per i diritti e le libertà (DPS) che ne aveva sottolineato il tono apertamente xenofobo, nonché organizzazioni della società civile che già in passato si erano espresse in questo senso.

La marcia ricorda l'anniversario dell'assassinio di Hristo Lukov, avvenuto il 13 febbraio 1943 e generalmente attribuito alla resistenza antifascista. Su questo punto lo storico Armando Pitassio nel suo libro Storia della Bulgaria Contemporanea (2012) (p.47) fornisce una interpretazione diversa: "... l'uccisione di Lukov infatti non fu una azione di guerra della resistenza, che naturalmente non poté che gioirne, ma degli stessi ambienti di governo" allora era alleato dalla Germania nazista.

Noto comandante durante la prima guerra mondiale, Ministro della Difesa nel periodo 1935-38, Lukov fu un fautore delle leggi antisemite che furono adottate, sul modello della Germania nazista e dell'Italia fascista, anche in Bulgaria. Fu anche promotore e leader del movimento filo-nazista dei Legionari nel periodo 1932-43. Il fatto che il suo nome sia inserito in un elenco di vittime del comunismo ha destato indignazione ed è oggetto di controversia.

Già lo scorso anno il sindaco Fandakova aveva vietato, su richiesta del Mistero degli Interni, la manifestazione quando questa però era già in corso e quindi la forze dell'ordine si limitarono a scortare i manifestanti lungo il loro percorso. Quest'anno il divieto è preventivo e con il consenso unanime del consiglio cittadino. Oltre alle condanne di ordine politico, da diverse parti è stato espresso anche il timore che il corteo degeneri in atti di violenza contro luoghi sensibili come la moschea di Sofia, o persone, siano essi semplici cittadini, militanti antifascisti o appartenenti alle minoranze.


[1] Dall'autunno 1944 fino alla maggio 1945 l'esercito regolare bulgaro combatté al fianco dell'Armata Rossa e del movimento partigiano jugoslavo per liberare l'Europa sud-orientale dal nazi-fascismo. Per saperne di più.


Lukov Marsh 2014


Contromanifestazione antifascista 2014


Autore: Paolo Modesti

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".




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