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Crisi ucraina: la Bulgaria ospiterÓ un nuovo centro di comando NATO per forze di pronto intervento

13.02.2015

In Bulgaria molti riservisti hanno ricevuto la richiesta di presentarsi ai comandi militari per verificare che siano disponibili in caso di necessitÓ. La notizia, che ha destato preoccupazione nel paese, Ŕ stata collegata alla crescente tensione tra la NATO e la Russia in relazione con l'aggravarsi della crisi ucraina. Proponiamo una parte dell'articolo di Andrea Ferrario (Crisi Globale) dedicato alla situazione alla vigilia dei colloqui di pace ai Minsk, nel quale si riferisce anche delle determinazioni della NATO per la creazione anche in Bulgaria di un centro di comando e coordinamento di forze di intervento rapido. [Bulgaria-Italia]

L'escalation della tensione e le decisioni della Nato

I segnali di un tale deterioramento e dell'escalation del nervosismo (legati alla crisi in Ucraina, ndr) sono numerosi. Per esempio, lontano dai riflettori, la Bielorussia ha recentemente decretato una mobilitazione dei riservisti, mentre poche settimane fa le autoritÓ lituane hanno distribuito alla popolazione un manuale con istruzioni su come comportarsi in caso di invasione russa. Come era stato giÓ stabilito in autunno, gli Usa addestreranno in primavera truppe di Kiev nell'Ucraina occidentale. Secondo indiscrezioni non confermate, verranno addestrati uomini della Guardia Nazionale ucraina e gli addestramenti riguarderanno il mantenimento dell'ordine interno.

In Bulgaria molti riservisti hanno ricevuto la richiesta di presentarsi ai comandi militari al fine di verificare che siano disponibili in caso di necessitÓ. Il paese Ŕ stato poi il primo ad annunciare la creazione di un centro di comando e di controllo della Nato: una struttura permanente di coordinazione per eventuali interventi delle forze di intervento rapido dell'alleanza che sarÓ composta da 20 militari bulgari e 20 militari di altri paesi Nato.

In particolare, riguardo alle decisioni recentemente prese dall'Alleanza atlantica, riportate in modo incompleto o errato dai media, vale la pena di riprendere alcuni passi di una dettagliata analisi dell'esperto militare Pavel Felgengauer pubblicata dalla "Novaya Gazeta". La Nato ha deciso di rafforzare le proprie forze di reazione rapida (Nato Response Forse, ovvero NRF) portandole da 13.000 effettivi a 30.000. Va precisato che non si tratta di una formazione a se stante dislocata in proprie sedi, bensý di uomini giÓ precedentemente a disposizione in altri contingenti dell'alleanza, pronti e addestrati per˛ a formare una formazione di reazione specifica nel giro di alcune settimane. Il loro centro di comando generale sarÓ ubicato nella Polonia occidentale.



Le "forze di rapido schieramento" (Spearhead Force, ovvero SF) consisteranno in una brigata di 5.000 uomini, sempre esistente in forma "teorica", come le NRF, ma pronta a formarsi e a intervenire con una parte dei suoi effettivi nel giro di 48 ore. Dopo un eventuale intervento, la SF pu˛ essere portata con il tempo fino a un massimo di 15.000 effettivi. Come spiega Felgenbauer, "dispersa in tempo di pace in differenti paesi e con un contingente relativamente limitato, la SF non sembra costituire una grande minaccia, ma bisogna tenere conto dell'assoluta superioritÓ delle forze dell'aviazione e della marina Nato.

[…] Inoltre, la SF non prevede alcuna presenza rilevante degli americani e sarÓ una formazione essenzialmente europea" composta a rotazione da soldati di Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Polonia. I numeri rispetto ad altri interventi sono comunque per ora limitati: in Afghanistan per esempio le forze Nato avevano raggiunto i 140.000 effettivi. Al fine di coordinare l'eventuale dispiegamento della NRF e della SF verranno creati sei centri di comando: oltre a quello centrale in Polonia, gli altri saranno nei tre paesi baltici, in Bulgaria e in Romania.

Non si tratterÓ di basi militari, come alcuni hanno scritto, ma solo di piccole strutture con un numero massimo di 50 funzionari, per metÓ del paese ospitante e per metÓ provenienti da altri paesi Nato. Rimane comunque il fatto che tali nuclei logistici saranno in grado di organizzare in tempi molto brevi un intervento militare in loco. Inoltre, si occuperanno dell'organizzazione di esercitazioni militari, che secondo i piani dovrebbero diventare d'ora in poi pi¨ frequenti. Infine, nessuna data Ŕ stata fissata per rendere operative queste decisioni - ricordiamo che dal vertice Nato del Galles, che le aveva annunciate per la prima volta in termini generici, sono passati cinque mesi e pertanto Ŕ logico ritenere che passeranno ancora svariati mesi prima che possano concretizzarsi.


Autore: Andrea Ferrario
Fonte: Crisi Globale


Per approfondire: La Bulgaria e la NATO | Le basi militari USA in Bulgaria



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