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Kristen Ghodsee
Kristen Ghodsee

Vittime del comunismo e amnesie storiche nell'Europa Orientale

05.02.2015

In questo articolo la studiosa americana Kristen Ghodsee espone il suo punto di vista sull'interpretazione storica dei fatti accaduti in Bulgaria a cavallo della seconda guerra mondiale, e più in generale sulla questione della memoria in Europa Orientale.

Il 1° febbraio 2013, la Bulgaria ha celebrato, per la terza volta da quando il governo ha istituito la ricorrenza nel 2011, la "Giornata di omaggio e gratitudine alle vittime del regime comunista" [1]. La data coincide con la sentenza del "Tribunale del Popolo" del 1° febbraio 1945 che condannò a morte i tre reggenti del giovane re bulgaro, 67 parlamentari, 22 ministri e 40 generali e alti ufficiali del regio esercito bulgaro, come pure un certo numero di altri personaggi politici.

In un articolo su un giornale bulgaro in lingua inglese è scritto che in quel giorno "l'ex élite politica e militare della Bulgaria fu liquidata in un colpo solo". Diffondendo un resoconto sulle commemorazioni del 2013, la Associated Press (AP) ha riferito che, "Le vittime ricordate... includono molti oppositori politici del comunismo condannati a morte dopo il settembre 1944, quando i comunisti bulgari presero il potere in questo piccolo paese balcanico."

L'articolo della AP è stato pubblicato e ripubblicato dai siti di informazione di tutto il mondo sotto il titolo, "La Bulgaria onora le vittime del comunismo". Tuttavia da nessuna parte era citato il fatto che queste vittime facevano parte di un governo che si era alleato con Hitler.

Prima del 1944, la Bulgaria era tutt'altro che una democrazia parlamentare. Era piuttosto una monarchia autocratica che si schierò durante la seconda guerra mondiale con la Germania nazista e dichiarò guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna. In quanto potenza dell'Asse, la Bulgaria occupò gran parte della Grecia del Nord e della Macedonia del Vardar, che rimasero sotto amministrazione bulgara fino al 9 settembre 1944, quando i comunisti rovesciarono la monarchia.


Il re bulgaro Boris III assieme al generale Hristo Lukov (19 maggio 1939)

Il governo di re Boris III fu responsabile dell'arresto, la notte del 10 marzo 1943, di oltre 11.000 ebrei macedoni e greci, che furono poi deportati su treni bulgari attraverso la campagna verso il campo di sterminio nazista di Treblinka. (La deportazione dei 48.000 ebrei che vivevano nel territorio della Bulgaria fu invece sventata grazie all'intervento di un alcune personalità tra cui spicca Dimitar Peshev, vice-presidente del Parlamento, ndt).

Nel 2013, nel giorno di omaggio e gratitudine alle vittime del regime comunista, diversi bulgari hanno posto delle corone ai piedi del monumento che si trova nel parco di fronte al Palazzo Nazionale della Cultura di Sofia. Sul monumento si trova la seguente iscrizione:

Inchinatevi di fronte a questo muro, concittadini bulgari! Esso rappresenta la sofferenza del nostro popolo. Questo memoriale è stato eretto per i nostri compatrioti, vittime del terrore comunista: coloro che persero la vita, coloro che scomparvero senza lasciare traccia, coloro che furono fucilati dal cosiddetto "tribunale del popolo". Esso commemora i prigionieri dei campi di concentramento, i prigionieri politici, coloro che furono internati, coloro che furono sottoposti a repressione politica, le loro sventurate famiglie e i loro parenti. Che il ricordo del sangue versato innocentemente possa bruciare nel nostro cuore come una fiamma eterna. Che il passato non si ripeta mai!

Signore, dai pace alle anime dei tuoi martiri, concedi loro la tua giustizia. Accettarli come nostri guardiani, sacri e immortali, ora e per sempre. Amen.


Sofia: il monumento dedicato alle vittime del comunismo

Chi sono queste vittime?

In un commosso discorso in occasione dell'anniversario del 2013, la vice presidente bulgara Margarita Popova ha dichiarato: "Nessuno ha il diritto di falsificare o riscrivere la storia; nessuno può portar via i ricordi alle persone i cui parenti furono massacrati."

Non vi è alcun dubbio che il regime comunista perseguitò dissidenti politici e mandò innocenti a soggiornare nel campo di lavoro di Belene. Ma le vittime che sono onorate ogni anno il 1° febbraio, e alle quali la gratitudine è rivolta, erano rappresentanti del governo bulgaro alleato con i nazisti. Nelle commemorazioni odierne non si fa menzione, né da parte dei rappresentanti governativi, né delle agenzie di stampa internazionali, del fatto storico che alcune vittime erano esse stesse responsabili di crimini efferati.

Ad esempio, Petar Gabrovski, che fu ministro degli Interni della Bulgaria durante la seconda guerra mondiale, firmò i mandati che autorizzarono la deportazione degli ebrei dai territori occupati. Ma nel sito victimsofcommunism.bg, (gestito dall'American Research Center di Sofia), il suo nome figura tra quelli che erano "oppressi per motivi politici" dal regime comunista.

Un caso davvero estremo è quello del generale Hristo Lukov che fu Ministro della Guerra bulgaro fino al suo assassinio (in realtà lo fu dal 1935 al 1938, ndt), avvenuto ben prima del 1° febbraio 1945, il 13 febbraio 1943. Lukov era un politico di estrema destra che guidò l'Unione delle Legioni Nazionali Bulgare, i legionari che invocarono la purezza razziale ed etnica del popolo bulgaro, durante entrambe le guerre mondiali. Come quello di Gabrovski, il nome di Lukov si trova al giorno d'oggi tra le vittime del comunismo (Sebbene l'assassinio di Lukov sia attribuito da parte di diversi autori ad un commando della guerriglia comunista, Armando Pitassio in Storia della Bulgaria Contemporanea (2012) (p.47) scrive: "... l'uccisione di Lukov infatti non fu una azione di guerra della resistenza, che naturalmente non poté che gioirne, ma degli stessi ambienti di governo.", ndt)


Sofia: Lukov marsh 2014

Ogni anno dal 2011, dei bulgari si riuniscono per onorare ed esprimere la loro gratitudine a Lukov. (per la precisione la "Lukov marsh" - marcia Lukov - è organizzata da movimenti neofascisti e ultra-nazionalisti bulgari fin dal 2003, ndt)

Infatti per i neo-nazisti bulgari Lukov è diventato una figura ispiratrice. In quanto membro più povero dell'Unione Europea, con un tenore di vita inferiore alla metà della media UE, la Bulgaria è affetta da una crescente presenza della destra nazionalista.

Mentre alcuni bulgari si sono auto-immolati per protestare contro le miserabili condizioni economiche, i profughi siriani hanno inondato il paese mettendo ulteriormente sotto stress i bilanci statali già in difficoltà e alimentando la xenofobia in questo piccolo paese balcanico. L'ONG bulgara HoRa (Persone contro il Razzismo) ha accusato i partecipanti alle marce Lukov di pestaggi di Rom, di omosessuali, di attivisti di sinistra e di alcuni stranieri. Ispirati dall'esempio di Lukov, i crescenti partiti nazionalisti bulgari hanno anche istituito ronde per il controllo dell'afflusso di rifugiati siriani nella capitale bulgara.

Nel 2013, la Rete Europea Contro il Razzismo (ENAR) ha emesso un comunicato stampa chiedendo al sindaco di Sofia di vietare l'imminente "marcia Lukov.", esprimendosi contro il permesso rilasciato quell'anno alla marcia, che è organizzata da una coalizione di forze nazionaliste nel nome di Hristo Lukov. Secondo il comunicato stampa, "la marcia Lukov è il più importante evento pubblico dei gruppi di destra presenti nella società bulgara, i quali hanno mostrato, apertamente o in maniera dissimulata, adesione alle idee fasciste, neonaziste e ultranazionaliste-populiste. La Marcia Lukov è particolarmente pericolosa per il suo impatto sui giovani, in quanto promuove idee autoritarie e antidemocratiche con il pretesto del patriottismo e del rispetto per gli eroi di guerra nazionali."


Sofia: Lukov marsh 2013

Ignoranza, incompetenza, o malevolenza?

Che cosa può aver portato i leader bulgari a dichiarare alleati dei nazisti e criminali efferati "nostri guardiani, santi e immortali"? Che cosa può aver indotto organizzazioni di informazione mondiali a riferire di tali commemorazioni senza una sola menzione del fatto che molti di coloro che vengono onorati erano sostenitori di Hitler? Si tratta di una semplice manifestazione di una stupefacente ignoranza storica, o c'è qualcos'altro in ballo? E perché questo accade oggi - a più di venti anni dalla caduta del Muro di Berlino?

La creazione e la celebrazione della Giornata di omaggio e gratitudine alle vittime del regime comunista in Bulgaria riflette tendenze più ampie in tutta l'Europa orientale. Il 3 giugno del 2008, un gruppo di politici ed intellettuali conservatori dell'Europa orientale riuniti nel Parlamento ceco firmarono la Dichiarazione di Praga sulla coscienza europea e sul comunismo. I firmatari di questa dichiarazione proclamarono che "milioni di vittime del comunismo e le loro famiglie hanno il diritto di godere della giustizia, solidarietà, comprensione e riconoscimento per le loro sofferenze nello stesso modo in cui le vittime del nazismo sono state moralmente e politicamente riconosciute."

I firmatari indirizzarono le loro richieste a "tutti i popoli d'Europa, a tutte le istituzioni politiche europee, compresi i governi nazionali, i parlamenti, il Parlamento europeo, la Commissione europea, il Consiglio d'Europa e gli altri organismi internazionali competenti." Queste richieste comprendevano la creazione di un "Istituto per la memoria e la coscienza europea" di tipo sovranazionale, come pure la richiesta di un maggiore sostegno ai memoriali, ai musei e agli istituti storici nazionali incaricati di indagare sui crimini del comunismo. Infine, la Dichiarazione di Praga ha chiesto "l'adattamento e la revisione dei libri di testo di storia europea in modo che i bambini possano imparare ed essere messi in guardia, rispetto al comunismo e ai suoi crimini, nello stesso modo in cui viene insegnato loro a considerare i crimini nazisti."

Tra il 2008 e il 2013, i leader europei hanno messo in pratica molte delle raccomandazioni della Dichiarazione di Praga. Nel 2009, l'Unione Europea ha istituito una nuova ricorrenza da celebrare ogni anno il 23 agosto: la Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo. L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha sostenuto questa nuova ricorrenza nella dichiarazione di Vilnius 2009, nella quale ha anche dato indicazioni alle nazioni europee di creare una politica comune sulla "crisi finanziaria mondiale e le conseguenze sociali di questa crisi."

Il 2009 ha visto anche il lancio del sito web victimsofcommunism.bg. Il sito comprende oltre diciassettemila nomi (ad oggi oltre 23mila, ndt), ed ammonisce i bulgari a non dimenticare mai i mali del loro passato comunista. Il progetto venne così descritto sulla homepage originale del sito: "Il XX secolo ha creato due mostri: il nazismo e il comunismo. Mentre oggi nessuna persona istruita, umana, democraticamente orientata difenderebbe il nazismo, molti ancora giustificano il comunismo, un regime responsabile della morte di oltre 100 milioni di persone in tutto il mondo. Nel 1944 il comunismo è stato introdotto forzatamente in Bulgaria. Il terrore seguì dal giorno alla notte e durò per un tempo molto lungo. In migliaia sono stati uccisi o mandati in prigione o nei campi di concentramento per il fatto di essere ricchi, educati, abili, politicamente 'pericolosi' o per qualsiasi altro pretesto."


Il sito stranamente indica solo il giorno e il mese della morte di Lukov ma non l'anno (1943) sebbene questo sia ben noto.

Nel 2011, i politici dell'Europa centrale hanno fondato la piattaforma della memoria e della coscienza europea a Praga, un consorzio di istituti e organizzazioni conservatrici con lo scopo di documentare e diffondere informazioni sulla sofferenza delle popolazioni dell'Europa orientale che hanno vissuto sotto il comunismo. La piattaforma è stata una diretta conseguenza della dichiarazione di Praga. Nel 2013, questo nuovo consorzio di ONG e istituti di ricerca aveva quarantatré membri provenienti da tredici paesi dell'Unione Europea, dall'Ucraina, dalla Moldavia, dall'Islanda, e dal Canada. Gli Stati Uniti ospitano due organizzazioni che fanno parte della piattaforma europea per la memoria e la coscienza: il Comitato Nazionale Misto Baltico-Americano e la Fondazione Memoriale delle vittime del comunismo, quest'ultimo guidato da Lee Edwards, "Distinguished Fellow" in Pensiero Conservatore della Fondazione Heritage e "storico di riferimento del conservatorismo americano".

A dire il vero, le controverse istituzioni dedicate alle vittime del comunismo esistevano prima del 2008. Il Museo delle vittime dei genocidio in Lituania, la Casa del terrore in Ungheria, e il Museo del comunismo della Repubblica Ceca hanno tutti fatto la loro parte per evidenziare i crimini di comunismo, minimizzando il terrore scatenato dal nazismo. Ma il numero di eventi, e il sostegno esplicito da parte della UE, è aumentato con l'inizio della crisi finanziaria globale.


Sofia, dicembre 1944: prima sessione del "Tribunale del popolo" - Foto: archives.bg

Chi controlla il passato ...

Come ricercatrice etnografica in Europa orientale per un periodo di quasi due decenni, per me è difficile capire come i politici, gli accademici ed i sostenitori di queste nuove e sempre più numerose commemorazioni possano essere così incompetenti o talmente disinformati sulla propria storia. Che siano queste commemorazioni una risposta deliberata alla crescente tensione sociale e alla "nostalgia rossa" in tutto il mondo ex comunista?

Nel momento stesso in cui il capitalismo sta vivendo il peggiore shock globale dai tempi della grande depressione, e le disuguaglianze economiche crescono in maniera esponenziale, le élite politiche ed economiche sembrano pensare che ora è più che mai importante predicare sui mali delle alternative di sinistra. Dettagli storici relativi alle vittime del comunismo - alleanze con Hitler, ideali fascisti, e deportazione degli ebrei - possono essere a prima vista offuscati o semplicemente ignorati.

La politica contemporanea della memoria e del ricordo in Europa orientale ci fa presente che la storia è relativa tanto all'oggi quanto a 70 anni fa. La nostra interpretazione del ventesimo secolo inevitabilmente definirà il percorso del ventunesimo. Come ha osservato George Orwell: "Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato."


[1] Il giorno è stato celebrato anche il 1° febbraio 2014, ma ha ricevuto una minore attenzione da parte dei media internazionali.

Kristen Ghodsee ha conseguito il dottorato di ricerca presso la University of California-Berkeley ed è un professore di studi di genere e femminili al Bowdoin College (USA). Ha svolto ricerca presso il Woodrow Wilson International Center for Scholars di Washington, DC; l'Institute for Advanced Study di Princeton, New Jersey; l'Istituto Max Planck per la ricerca demografica a Rostock, in Germania, l'Istituto Radcliffe for Advanced Study presso la Harvard University, e l'Istituto di Studi Avanzati di Friburgo (FRIAS) in Germania. Ghodsee è autrice di cinque libri e numerosi articoli sul comunismo, postcomunismo e sulla transizione economica in Europa orientale, nonché su studi culturali. Il suo ultimo libro, "Il lato sinistro della storia: la seconda guerra mondiale e la promesse non mantenute del comunismo nell'Europa orientale" (The Left Side of History: World War II and the Unfulfilled Promise of Communism in Eastern Europe) è in uscita per la Duke University Press.
Il suo sito è: http://scholar.harvard.edu/kristenghodsee/home


L'organizzazione degli ebrei bulgari "Shalom" il 3 febbraio 2015, in un comunicato, ha espresso la sua profonda preoccupazione per l'indizione anche quest'anno della "Lukov Marsh", manifestazione politica intesa ad omaggiare il generale Hristo Lukov, che fu apertamente nazista e promosse attivamente l'applicazione delle leggi anti-ebraiche in Bulgaria durante la seconda mondiale mondiale. "Shalom" sottolinea che questa promozione di idee xenofobe e neo-naziste, causa non solo odio e tensioni etniche e religiose, ma anche crea un'immagine negativa della Bulgaria e offende la memoria di milioni di vittime dell'Olocausto. [Nota a cura di Bulgaria-Italia]


Autore: Kristen Ghodsee
Traduzione: Paolo Modesti



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05.02.2015Non si dimentica [kotane]
Salve, mi chiamo elisaveta boyadzhievaa, nata in bulgaria .vorrei solo precisare che ricordando le vittime del comunismo nessuno dimentica le vittime del nazismo! Dobbiamo rispetto in memmoria di tutti quelli che sono stati uccisi .... E tanti come il mio nonno senza processo , in una fossa comune che avevano unica colpa di essere istruiti e non nulla tenenti Non posso dimenticare il dolore della mia nonna di non ha mai saputo dove è stato ucciso il mio nonno e di essere morta senza p ...
leggi tutto
24.03.2015Non si dimentichi! [emmevu]
Trovo questo articolo molto interessante, per me che non conosco molto la storia Bulkgara ma che da Italiano conosce bene i tentativi di revisionismo storico. E' ovvio che le vittime innocenti vadano ricordate: ma come giustamente viene fatto notare nell'articolo, le vittime del 1 febbraio 1945 di innocente non avevano nulla, per tutte le valide ragioni esposte.
Il revisionismo va a passo con la smemoratezza: come quando per ricordare molte vittime sicuramente innocenti delle cosidette foibe ...
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