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Bulgaria: un bambino ogni cinque ha un genitore migrante

03.02.2015

Oltre 260 000 bambini in Bulgaria vivono senza almeno uno dei genitori. Lo afferma una ricerca dell'Unicef. Un bambino ogni cinque, ovvero il 22% dei minorenni, ha la madre o il padre che lavorano all'estero. Il 15% di questi ragazzi ha un comportamento problematico, denuncia un programma di Nova TV.

Il servizio di Marina Malasheva trasmesso ieri ha raccontato la storia di Erik (4 anni) che cresce con i nonni, i quali, anche se ci provano, non riescono a dargli quello che il bambino si aspetta dai genitori. La nonna lamenta che la sera il piccino non riesce ad addormentarsi, vuole la propria mamma.

La realtà è che nei villaggi dei Rodopi il lavoro non c'è. Cosi le giovani famiglie sono costrette a trovare sostentamento fuori dalla terra d'origine. L'assenza dei genitori però può esporre i figli a grandi rischi. Le ricerche dimostrano che una parte di loro ha un atteggiamento problematico. "Arrivano depressioni, chiusure oppure il comportamento diventa iperattivo", denuncia Rumen Minkovski dalla fondazione "Partners-Bulgaria".

In uno studio della stessa fondazione si nota che il 73% di tutti i bulgari emigrati nel decennio 2001-2011 hanno risieduto all'estero per meno di cinque anni e che le destinazioni principali con l'adesione alla UE sono diventati i paesi dell'Unione. La migrazione ha un modello specifico: la percentuale di donne è il 55,5% (dati della International Organization for Migration, 2013). Se da un lato il fenomeno ha portato ad un miglioramento delle condizioni di vita materiale dei bulgari (nel 2010 le rimesse hanno costituito il 4% del PIL) dall'altra la migrazione dei genitori, ha un impatto sui bambini e costituisce un problema serio. In alcuni casi la mancanza di controllo porta a degli estremi. Il problema maggiore è l'abbandono scolastico. Una parte dei ragazzi fatica a seguire le lezioni e rinuncia a frequentare.

I genitori andati all'estero per tentare di migliorare le prospettive dei loro figli si possono così trovare in trappola. La psicologa infantile Inna Braneva commenta: "Il processo è bilaterale, quando il genitore rientra dopo 3-4 anni, incontra un ragazzo che non conosce e con il quale bisogna imparare da capo a comunicare."

Il servizio di Nova TV si è concluso con l'auspicio che i giovani rientrino presto e che non siano mai più costretti di allontanarsi da casa.


Inno dei migranti - antica canzone popolare cantata dai migranti italiani giunti in Sud America


Autore: D.P.




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