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Bulgaria: commenti alla vittoria di SYRIZA in Grecia

26.01.2015

La vittoria della coalizione della sinistra radicale (SYRIZA) alle elezioni parlamentari greche è stata oggetto di numerosi commenti da parte di giornalisti ed esperti bulgari. Ne proponiamo una selezione.

Alla radio nazionale bulgara (BNR), il celebre scrittore bulgaro Angel Wagenstein si è congratulato per la vittoria di SYRIZA, però si è dichiarato scettico a proposito della possibilità di mantenere le promesse fatte agli elettori. "La Grecia è sottoposta a vincoli: è un paese della NATO, è membro dell'UE, fa parte dell'accordo di Schengen. Questo è un sistema circolatorio complicato che non può essere aggirato da un bypass. Non sono certo che SYRIZA sia la medicina, però è il termometro che dimostra che la cosiddetta "Europa Unita" è ammalata, che le cose in Bulgaria non sono così belle e magnifiche come molto spesso i politici declamano. Spero che questo possa essere l'inizio di un cambiamento, ma sono un po' prudente."

Sempre la stazione radiofonica BNR ha chiesto una previsione al prof. Duhomir Minev, sociologo ed economista dell'Accademia delle Scienze bulgara, direttore della "Rete anti-povertà in Bulgaria": "Il modello (economico-sociale, ndt) cambierà, con i partiti come SYRIZA o meno, perché è evidente che i suoi risultati sono catastrofici. Si è trattato di una svolta politica intenzionale in una certa direzione, organizzata con la partecipazione di tutte le forze politiche. Sono state utilizzate frodi inconcepibili, manipolazioni e persino mezzi criminali. Esso ha portato alla criminalizzazione del potere politico, alla piena delegittimazione del sistema. Non è che la gente semplicemente non ha fiducia in loro, proprio non li sopporta. Il cambiamento porterà a trasformazioni nella personalità dei partiti politici, a cambiamenti strutturali nello spazio politico. Negli ultimi quaranta anni è stata condotta una vera e propria guerra contro i cittadini e le società."

Il sociologo Mihail Mirchev sempre alla radio bulgara, ha commentato che "dopo le elezioni in Grecia, SYRIZA si trova a ridosso della maggioranza assoluta. Sulla base delle previsioni, molti dei grandi poteri euroccidentali hanno avvertito che stava quasi per arrivare l'apocalisse. La paura della destra è grande. Adesso aspettiamo di vedere come SYRIZA affronterà il sabotaggio, che sarà organizzato sulla linea della finanza e delle banche, degli impegni presi e della NATO. SYRIZA avrà successo se non permetterà che la crisi si aggravi ulteriormente. Non ci possiamo aspettare una grande prosperità in Grecia. Il loro grande successo sarà se non permetteranno un caos catastrofico nel paese, iperinflazione, impoverimento di massa. Questo è il loro compito. Sono convito che sia cominciata un'onda politica di un diverso tipo, con la revisione delle politiche di alcuni paesi centrali. SYRIZA non ha il compito di fare una rivoluzione proletaria, non deve seguire vecchi schemi. Il partito persegue un ammorbidimento del modello capitalistico, così come l'abbiamo conosciuto finora. E che il collasso di un'enorme massa di persone non sia deciso dallo Stato e dalla società. SYRIZA vuole che il capitalismo abbia un volto umano."

Ivan Prestrinki, caporedattore del giornale bulgaro "Notizie Bulgare" di Atene, ha dichiarato all'agenzia Focus, che "molto presto Alexis Tsipras dovrà fare dei passi indietro rispetto al suo programma preelettorale. Lui scommette sulla diminuzione delle tasse per i poveri ed il corrispondente incremento per i ricchi, l'aumento delle pensioni e del salario minimo. In questo momento sono promesse assolutamente irrealizzabili, nessuno ci crede, tutti lo sanno, inclusi un terzo dei suoi elettori. Non ci sono soldi in cassa. E se venissero bloccati i pagamenti ai creditori questo rappresenterebbe una catastrofe per la Grecia."

L'agenzia d'informazione Cross riporta il commento del giornalista Ivo Hristov: "Diversi anni fa, i media e i commentatori bulgari sghignazzavano su quanto male stavano i greci, a differenza di noi che avevamo gli indicatori macroeconomici in ordine. Da ieri però il tono prevalente è: adesso vedremo come li puniranno le banche e Bruxelles poiché si sono permessi di insorgere. D'altronde i greci, oggi come allora, stanno molto meglio di noi, almeno perché hanno energia ribelle e mantengono il morale alto, mentre noi sguazziamo demoralizzati nella rassegnazione. E se la rivolta greca sarà soffocata dalle banche, questa sarà una sconfitta per l'idea stessa della democrazia. Per questo - Viva SYRIZA!"

Il noto conduttore della Radio Nazionele Bulgara Petar Volghin ha sostenuto: "Sinceramente spero che in un futuro prossimo la vittoria elettorale di altri partiti europei autenticamente di sinistra, come Podemos in Spagna e Sinn Féin in Irlanda, si possa concretizzare. In questo modo i cittadini comuni, nei rispettivi paesi, saranno ricompensati degli anni di privazioni ai quali sono stati condotti dai loro governi. Questi privazioni venivano giustificate con le necessità di uscire dalla crisi, di sistemare le finanze dei paesi, di pagare i debiti e di bilanciare i budget.
Si è scoperto però, che nonostante tutti i tagli dei costi, i licenziamenti, il congelamento delle pensioni e dei salari, la situazione non migliorava. Oppure che, se migliorava sulla carta, la gente comune non se ne accorgeva nella vita reale. I dirigenti di SYRIZA promettono farla finita con questo tipo di politica, di eliminare la filosofia secondo la quale lo Stato può governare solo con i tagli e facendo tirare la cinghia."

Infine il giornalista dal quotidiano Duma Aleksandar Simov ha sintetizzato: "La Grecia è un esempio di come un piccolo paese possa influenzare l'andamento della politica mondiale."


Autore: P.M.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Notizie di Economia



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