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Previsioni sull'andamento dell'economia bulgara

20.12.2014

Il Ministero delle Finanze bulgaro e l'Unione Europea hanno diffuso le proprie previsioni sull'andamento dell'economia bulgara nei prossimi anni. Ne da notizia l'ufficio ICE di Sofia.

Previsioni del Ministero delle Finanze

Nella sua previsione macroeconomica di fine novembre in merito all'attualizzazione del budget 2015, il dicastero ha ridotto ulteriormente la stima per la crescita del PIL allo 0,8%, mentre è attesa una lieve ripresa per il prossimo biennio: 1,5% e 2,3% grazie alla domanda interna. Viste le stime al ribasso, il percorso da seguire da parte dell'esecutivo sarà il consolidamento graduale del bilancio dello Stato, con il deficit nel 2015 alla soglia di Maastricht del 3%, riducendosi progressivamente al 2,5% nel 2016 e al 2% nel 2017. Per il 2015 è prevista una contrazione delle spese dal 39,8% al 38,2% del PIL.

Un'altro aspetto negativo sia per l'economia sia per il budget è rappresentato dalla deflazione: la previsione dell'inflazione per il 2015 raggiunge appena lo 0,1%, anche se, secondo il Ministero delle Finanze, vi sono già segnali incoraggianti di una inversione di marcia da attribuirsi alle tariffe più alte dell'energia elettrica.

Unione Europea: stime al ribasso

Il Documento previsionale d'autunno della Commissione Europea delinea un quadro poco ottimistico per la Bulgaria nel prossimo triennio. La combinazione di una serie di fattori negativi, tra cui il peggioramento del debito pubblico, la crisi bancaria, la riduzione dei flussi degli investimenti esteri, la deflazione, la contrazione del mercato creditizio e la debole domanda interna, avrà come risultato un'economia stagnante almeno fino al 2016.

Dal confronto con l'analisi della scorsa primavera, l'esecutivo comunitario ha ridotto della metà le previsioni di crescità dell'economia bulgara: nei prossimi tre anni, il PIL non supererà l'1%, con la punta minima dello 0,5% nel 2015. Tra le cause il rallentamento dell'economia europea, la dipendenza del gas russo, la crisi della Corporate Commercial Bank (KTB).

A differenza del Ministero delle Finanze, gli esperti della CE prevedono un'aumento del deficit: 3,7% nel 2015 e 3,8% nel 2016. Il debito pubblico crescerà dal 18,3% nel 2014 al 25% nel 2015 per raggiungere il 30% nel 2016 a seguito dell'emmissione di titoli per affrontare la crisi bancaria.

Stime ottimistiche invece per le esportazioni: nonostante il rallentamento nel primo semestre dell'anno, nel prossimo biennio, l'export sia verso l'UE, sia verso i Paesi extra UE, è destinato a crescere, anche se non in maniera esponenziale. La quota dell'export alla formazione del PIL aumenterà sia nel 2015 sia nel 2016.


Fonte: ICE Sofia


Per approfondire: Notizie di Economia



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