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In mostra a Bologna fumettisti immigrati contro stereotipi

16.11.2014

Sono fumettisti, e con le loro matite danno vita a personaggi e storie; questi artisti però oltre ad essere bravissimi hanno in comune che sono immigrati e hanno disegnato strisce per parlare di migrazioni, contro gli stereotipi e il razzismo.

Sono 42 fumettisti che hanno partecipato al progetto Comix4equality e adesso a Bologna dal 14 novembre fino al 24 novembre saranno, con una preview al Fish'n'roll bar (via Santa Croce) dove si terranno anche i djset e le performance live del fumettista messicano Carlos Carmonamedina (il 15 e il 20 novembre), mentre la mostra sarà allestita dal 25 novembre al 12 dicembre in Salaborsa.

Due amici maltesi stanno chiacchierando in un pub nel Regno Unito. Improvvisamente il barista li caccia. Quando si rende conto da dove vengono, chiede scusa. È l'episodio raccontato nel "Il problema", fumetto di Thomas Cuschieri, matematico maltese e vive a Brighton. Alla fine della storia, uno dei due amici spiega che il maltese è una lingua semitica ma scritta in caratteri latini, è l'unica al mondo con queste caratteristiche e poi dice: "Il problema è che quando parli maltese velocemente sembra arabo". E l'amico risponde che, in effetti, un problema c'è ma non è proprio quello.

"Il problema" è uno dei 6 vincitori (premio della giuria nella sezione 'lotta al razzismo') del Primo premio europeo per il miglior fumetto inedito di artista migrante. Indetto all'interno del progetto transnazionale Comix4equality diretto da Africa e Mediterraneo in collaborazione con Ngo Mondo (Estonia), Workshop for civic initiatives foundation (Bulgaria), Arca (Romania), Grafiskie stasti (Lettonia) e cofinanziato dall'Unione europea e dalla Chiesa Valdese con l'8 per mille", il premio ha visto la partecipazione di 42 fumettisti (professionisti e non) da oltre 20 Paesi europei con lavori su stereotipi, storie di migrazioni e lotta al razzismo, appunto. "Il target del premio erano gli artisti migranti, intendendo la migrazione a 360 gradi - spiega Marta Meloni, responsabile del progetto per Africa e Mediterraneo - Perché migrazione vuole dire tante cose: è così che tra i partecipanti ci sono ragazzi di seconda generazione che vivono in Italia, artisti che si sono trasferiti all'estero, migranti economici da fuori Europa".

Stimolare il dialogo positivo sulla migrazione. È questo l'obiettivo del premio, e del progetto di cui fa parte. "Senza dimenticare le tragedie che riguardano i migranti - continua Meloni - credo che utilizzare una narrazione positiva per parlare di migrazioni, abbia molto più appeal di un atteggiamento negativo: e i fumetti ci hanno dato ragione".

Tra i vincitori c'è anche Mari Ahokoivu, finlandese che vive in Danimarca, che ha partecipato con un fumetto dal titolo "È sbagliato usare gli stereotipi del proprio Paese a vostro vantaggio?" (vincitrice del premio della giuria nella sezione 'stereotipi'). Nel fumetto Mari racconta le piccole differenze tra i Paesi nordici, differenze che spesso si trasformano in stereotipi, "che sono a volte divertenti e a volte problematici", e ammette di aver iniziato a usare la sua nazionalità come scusa per uscire da situazioni scomode.

Dmitry Yagodin, artista freelance russo che vive a Sofia, ha raccontato la vita di un immigrato che si deve integrare in un Paese diverso e dell'indifferenza di un'enorme macchina burocratica che crea impicci e difficoltà in "Come il signor Nero diventò blu", vincitore del premio della giuria per la sezione 'storie di migrazione'.

Il premio ha visto anche una grande partecipazione del pubblico - i fumetti sono stati caricati in un archivio online, tradotti in 9 lingue e votati tramite Facebook. In 4 mesi in 7 mila persone li hanno votati, decretando vincitori "Burocrazy" di Angela Wanjiku Njoroge, originaria del Kenia e studentessa all'Università di Padova (per gli stereotipi), "I Boomerang, in tre capitoli", di Corsino, argentino che vive a Lubiana (storie di migrazioni) e "Helver, my first ROMmate" di Elena Vitagliano, italiana che fa la graphic designer a Londra (per la lotta contro il razzismo).


Autore: Laura Catanoso
Fonte: Immezcla




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