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I minatori bulgari protestano contro l'aumento dell'età pensionabile

18.10.2014

Centinaia di minatori provenienti da tutta la Bulgaria hanno protestato venerdì nella città di Madan, nel sud della Bulgaria, contro le proposte di aumentare l'età pensionabile. Lo riferisce la Radio Nazionale Bulgara (BNR) citata da novinite.com.

La protesta, organizzata dai sindacati KNSB e Podkrepa, ha come obbiettivo le proposte dagli esperti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di aumentare l'età pensionabile per i minatori di minerali ferrosi e di carbone di 8 anni e mezzo, misura che dovrebbe far parte di una riforma del sistema pensionistico di cui si parla da tempo.

Attualmente i minatori bulgari, con almeno 10 anni di lavoro in miniera possono andare in pensione all'età di 45 anni. Nel 2013 e il 2014, l'UE ha raccomandato alla Bulgaria di eliminare gradualmente le possibilità di prepensionamento per diverse categorie, tra cui i minatori, agenti di polizia e militari nel tentativo di ridurre il deficit di quasi 1 mld di euro nel fondo nel fondo pensione statale.

Le proposte, svelate dal Ministro del Lavoro e Ministro delle Politiche Sociali del governo ad interim, Yordan Hristoskov, prevedono un ulteriore aumento dell'età pensionabile per i minatori fino a 57 anni entro il 2021, ha affermato il rappresentante sindacale KNSB per le miniere Gorubso di Madan Rumen Karov.

"Questo è ridicolo. Non lasceremo che accada", ha detto Karov a BNR, spiegando che quella dei minatori è una professione molto impegnativa.

Il rappresentante locale dell'altro sindacato Podkrepa, Maxim Bankov, ha minacciato che se il nuovo Parlamento, che si riunirà per la seduta inaugurale il 27 ottobre, deciderà di aumentare l'età pensionabile per i minatori, essi daranno vita a proteste di fronte alla sede del Parlamento a Sofia.

Sta al prossimo governo, per il quale sono in corso le trattative tra le forze politiche, decidere se presentare le proposte di modifica al Parlamento per l'approvazione, conclude novinite.com

I minatori di Madan erano già stati protagonisti due anni fa di una lunga vertenza riguardo al ritardato pagamento dei salari.

Alcuni giorni fa l'ufficio ICE di Sofia ha comunicato che secondo i dati del Ministero del'Economia circa un quarto del territorio nazionale è occupato dall'industria mineraria, settore che da lavoro ad oltre 24 mila persone. Dall'inizio dell'anno il Ministero ha riscosso oltre 33 milioni EUR dai contratti di concessione. I ricavi più sostanziosi provengono dai diritti sulle miniere d'oro e rame; l'incremento maggiore si è registrato nel numero di licenze per lo scavo di materiali ad uso edile. In aumento anche il numero di permessi di esplorazione e prospezione del sottosuolo.


Autore: P.M.




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