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Bulgaria: aumento dei prezzi dell'energia a pochi giorni dalle elezioni

01.10.2014

Il 5 ottobre la Bulgaria si recherà alle urne per eleggere il prossimo Parlamento. La precedente legislatura è durata poco più di un anno e si è conclusa a fine luglio con le dimissioni del primo ministro Plamen Oresharski. Uno dei temi caldi di questa campagna elettorale è stato quello dell'energia. Ci sono pochi soggetti di ispirazione ecologista che suggeriscono di puntare sulle energie rinnovabili, mentre la maggioranza delle forze maggiori, nonché quelle della destra liberista e nazionalista, anche se con diverse sfumature di orgoglio patriottico, ritengono che il nucleare sia al momento irrinunciabile. Anche la questione del gas, e del South Stream, sono sempre attuali, ma il tema del giorno è il previsto aumento del 10% del prezzo dell'energia elettrica che si teme possa essere il prodromo di quanto potrebbe accadere dopo il voto, con un grave impatto sui già magri redditi dei cittadini bulgari.

Il gas naturale

Mentre la maggior parte delle forze politiche sostiene, o non osteggia, il nucleare, più diversificate sono le posizioni sul gasdotto South Stream. Oltre agli interessi materiali diretti (appalti, commesse) dei vari gruppi di poteri, si manifestano differenze nel modo di intendere il rapporto con la Russia, paese con il quale sono forti i legami storico-culturali, ed ma anche quelli economici, essendo ancora un importante partner commerciale a partire dalle insostituibili, almeno per il breve periodo, forniture di gas naturale che rappresentano l'88% del fabbisogno totale. In generale, sebbene nel paese non manchino i sostenitori di una politica conflittuale con la Russia, un recente sondaggio ha mostrato che per ogni bulgaro favorevole alle sanzioni alla Russia, ve ne sono altri tre che invece sono contrari. A seconda dei punti di vista, la Bulgaria viene vista come ponte tra l'Unione Europea e la Federazione Russa, oppure come cavallo di troia della stessa.

A prescindere delle prospettive geo-politche, nell'immediato, la Bulgaria guarda con apprensione all'evoluzione della situazione in Ucraina, sperando che le forniture di gas russe, che attraversano il territorio di quel paese, possano arrivare regolarmente quest'inverno nelle case bulgare. Nell'inverno del 2009, al pari di altri paesi balcanici, la Bulgaria rimase senza gas naturale per oltre due settimane a causa delle controversie tra Mosca e Kiev.

Secondo i dati pubblicati dalla compagnia statale del gas Bulgargaz, diffusi dall'ufficio ICE di Sofia, nei primi sei mesi dell'anno, meno del 5 % del fabbisogno di gas naturale è stato coperto dalla produzione locale, con una flessione di quasi un terzo rispetto allo stesso periodo del 2013. Nel primo semestre del 2014, Bulgargaz ha acquistato complessivamente 1.392 milioni di metri cubi di gas (+10 % su base annua) ad un prezzo medio di circa 284 euro per mille metri cubi per venderlo a 316 euro.

La Bulgaria è già attiva nel diversificare nel medio periodo gli approvvigionamenti, e secondo quanto riferito dal Ministero dell'Economia e dell'Energia, e riportato da ICE Sofia, lo scorso 19 settembre, dopo la cerimonia d'inaugurazione del Corridoio Sud a Baku, è stato firmato un memorandum tra Bulgartransgaz, società statale bulgara gestore delle forniture di gas, e la compagnia azera Socar avente ad oggetto le attività di esplorazione congiunte per l'ampliamento della capacità del deposito sotterraneo di stoccaggio del gas di Chiren. Le due società hanno siglato anche una lettera di intenti per l'avvio di colloqui in merito alle forniture di gas attraverso l'interconnessione della rete del gas con la Grecia, nel 2017.

Altra questione oggetto di discussione, è quella dell'estrazione del gas di scisto con la tecnica della fratturazione idraulica. Il Parlamento bulgaro, in seguito alle pressioni del movimento ecologista, aveva deliberato nel 2012 una moratoria, revocando l'autorizzazione preliminare ottenuta dalla compagnia statunitense Chevron nel giugno 2011 per compiere ricerche nel nord-est del paese. Gli ecologisti temono che, anche con la scusa dell'indipendenza energetica del paese, le lobby possano far pressione sul nuovo Parlamento per revocare la moratoria.

Il prezzo dell'energia elettrica

Dal primo ottobre, i prezzi dell'energia elettrica per le famiglie dovrebbero aumentare del 9,79%. La decisione attesa per la serata di ieri è slittata, ma dovrebbe essere ufficializzata nella giornata di oggi dalla Commissione statale bulgara per la regolamentazione energetica e idrica (DKEVR)

Le ragioni di questo aumento sarebbero il deficit della Società Elettrica Nazionale statale (NEK), nonché la necessità avviare lavori di ammodernamento della rete. A livello produttivo e commerciale sono attive nel paese tre società : le ceche Cez ed Energo Pro e l'austriaca Evn.

Un aumento superiore al 10% sarebbe "socialmente inaccettabile", ha affermato la presidente, fresca di nomina del DKEVR, Svetla Todorova. Lunedì, durante la trasmissione del mattino di BTV, ha spiegato che c'erano i presupposti per un aumento fino al 50%. Questo potrebbe permettere l'azzeramento del deficit di NEK, ma nessuno al momento sembra disponibile a tanto.

La questione dei prezzi dell'energia è in Bulgaria una questione delicata. Infatti è stata una delle cause scatenanti le proteste popolari che hanno portato nell'inverno del 2013 alle dimissioni del governo di Boyko Borissov (GERB), ed aperto un lungo periodo di instabilità politica. Paradossalmente, se si avvererà quanto prevedono unanimemente i sondaggi, Borissov potrebbe ritornare ad occupare la carica di primo ministro dopo poco più di un anno e mezzo di purgatorio.

Tuttavia, già la scorsa settimana cittadini arrabbiati hanno bersagliato alcuni membri DKEVR con delle uova, a causa di quello che hanno descritto come un appiattimento del regolatore ad una precisa una linea politica.

Sebbene i prezzi dell'elettricità in Bulgaria siano decisamente inferiori alla media europea, il loro impatto, a causa del limitato livello di reddito, hanno una incidenza su tenore di vita molto maggiore. Considerato che ci sono pensioni di appena 100 euro e che il salario minimo è di poco superiore ai 200 euro è lampante che le spese per l'alimentazione e le bollette costituiscano la principale preoccupazioni di larghe fasce popolari che per vivere lottano tutte le ore. Eroi contemporanei, come Luigi delle Bicocche.

Combustibili solidi

Incrementi in vista anche per i combustibili solidi. A causa del caro-elettricità, secondo gli esperti, sempre più persone inizieranno a utilizzare legno e carbone per il riscaldamento. Nella regione di Blagoevgrad, per esempio, informa novinite.com, la maggior parte dei cittadini utilizza combustibili solidi. I prezzi nella regione per i vari tipi di carbone variano tra BGN 180 e BGN 350 a tonnellata, mentre 0,6 metri cubi di legno sono venduti a 50 BGN.

Secondo la televisione nazionale bulgara (BNT) gli prezzi di queste fonti potrebbero crescere fino al 20%, ma per il direttore della azienda municipale Toplivo JSC, Ivan Rizov, nonostante questo rappresenteranno ancora una alternativa economica.


Autore: P.M.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Notizie di Economia

Per approfondire: Speciale Elezioni Europee e Politiche 2014



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