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Crisi bancaria: intervista all’economista bulgaro Petar Ganev

02.07.2014

L'inviato speciale de "La Voce della Russia" Petr Orlov ha parlato della situazione del sistema bancario con l'economista bulgaro Petar Ganev dell'Istituto di studi sull'economia di mercato di Sofia.

È vero che l'Unione Europea ha aperto alla Bulgaria una linea di credito per far fronte alla situazione degli ultimi giorni?

Sì, una linea di credito è stata aperta. La Bulgaria ha chiesto aiuto all'UE e la sua richiesta è stata accolta. Il governo non rivela però tutti i particolari. Da quello che io so, si tratta di soldi bulgari che la Commissione europea ha proposto di erogare. Non si tratta di soldi "cattivi" come nel caso dell'Ucraina. La Commissione europea ha dichiarato la sua solidarietà al governo della Bulgaria, incoraggiandolo a procedere ad adeguate misure se la situazione dovesse peggiorare.

Evidentemente, il principale scopo di questa operazione era quello di cambiare il rapporto di forze in Bulgaria in vista delle prossime elezioni e di costringere il governo a dimettersi, sebbene si sarebbe dimesso comunque tra alcune settimane. È un tentativo di creare una nuova situazione politica, pertanto le autorità hanno aperto un procedimento penale.

Il sistema finanziario della Bulgaria è stabile. Alle banche non mancano liquidità e capitali. Anzi, rispetto a talune banche europee, ne hanno di più. Quindi, non esistono premesse per una crisi bancaria. Certo, la gente è preoccupata, è molto sensibile a queste cose. Venerdì scorso per esempio, in un solo giorno, i cittadini hanno prelevato dai loro conti la somma complessiva di 800 milioni di leva che equivalgono a circa 400 milioni di euro. Una situazione analoga c'era già stata nel 1997, ma a differenza di allora, oggi la situazione si sta normalizzando. Non ci sono code di fronte alle banche, la gente ripensa e riporta alle banche i loro soldi. Credo che i cittadini comincino a capire che il sistema bancario è sicuro. Fra una settimana o due tutto finirà.

Eppure, i titoli della Banca degli Investimenti sono crollati del 23%. Non crede che il tutto possa essere orchestrato da qualcuno degli azionisti?

Sarà così, ma non credo che sia la causa principale. Da venerdì scorso la situazione è cambiata in meglio, i titoli della banca vanno su. No, non credo che siano gli azionisti o i proprietari della banca. Prorabilmente abbiamo a che fare con un tentativo di destabilizzare tutto il sistema bancario. Pare che qualcuno abbia cercato di guadagnare provocando una crisi politica.

Secondo le ultime relazioni della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, il tenore di vita in Bulgaria raggiunge solo il 12% del tenore di vita medio nei paesi UE. Che cosa Lei può dire dell'economia bulgara e qual'è il legame tra la situazione economica del momento e quello di cui abbiamo parlato?

Ha ragione, siamo una delle economie più povere d'Europa, ma d'altra parte, lo eravano anche dieci anni fa, quando la Bulgaria non era ancora membro dell'UE. Ci stiamo sviluppando, stiamo colmando il gap. Certo, il processo è più lento di quanto vorremmo che fosse, ma se prendiamo i prezzi, il reddito pro capite, la capacità d'acquisto dei cittadini, il nostro livello corrisponde al 55% della media europea. Siamo ancora molto indietro, è vero, ma oggi i bulgari sono molto più vicini ai livelli dell'Europa occidentale… Non tutte le cose vanno bene, ma abbiamo quello che abbiamo. Ci sono ancora dei problemi di fondo che riguardano la competitività delle aziende, il settore dell'energia, il mercato del lavoro. Il tasso di occupazione da noi è, difatti, più basso che in altri paesi UE, ma il sistema dei finanziamenti statali è più stabile, mentre il debito pubblico è più basso, come pure il deficit del bilancio.

È stabile anche il sistema bancario, nonostante i problemi del momento. Il sistema bancario è abbastanza flessibile ed è in grado di reagire in maniera adeguata alle sfide come quella di oggi. Per quel che riguarda la crisi politica, ci sono tutte le premesse per superarla. Negli ultimi anni il paese è vissuto senza una netta linea politica a causa della lotta tra i partiti. Ciò ha avuto conseguenze negative per il mercato dell'energia, è cresciuto il deficit delle aziende del settore, sono sorti dei problemi a livello del sistema pensionistico, anche l'ambiente politico ne è stato destabilizzato. Tutto sommato però, il nucleo della nostra economia è sano. La nostra è un'economia reale con aziende redditizie che guadagnano non con speculazioni, ma vendendo i loro prodotti ad altri paesi europei, per esempio, alla Germania. Le esportazioni stanno crescendo e con esse sta crescendo anche l'economia. In prospettiva, se riusciamo a vincere la sfida dell'energia e delle pensioni, credo che possiamo raggiungere un buon tenore di vita come in altri paesi d'Europa.

Pubblicato il 01.07.2014


Autore: Pavel Orlov
Fonte: La Voce della Russia


Per approfondire: Notizie di Economia



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