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Bulgaria: elezioni anticipate fissate per il 5 ottobre, mentre il sistema bancario trema

29.06.2014

Le elezioni anticipate per il Parlamento della Bulgaria si terranno il prossimo 5 ottobre. E' questo l'esito delle consultazioni tra i tre partiti maggiori rappresentati all'assemblea nazionale: GERB, Partito socialista bulgaro (BSP) e il Movimento per i diritti e le libertà (DPS). Il quarto gruppo parlamentare, il partito nazionalista Ataka, non ha partecipato alla riunione.

Secondo i piani della coalizione uscente, composta da BSP e DPS, le dimissioni del primo ministro Plamen Oresharski sono attese entro 60 giorni dal voto, e l'interim dovrebbe essere gestito da un governo di transizione come già accaduto in situazioni analoghe. Il caso più recente è stato l'esecutivo guidato dall'attuale ambasciatore a Roma Marin Raykov, dal 13 marzo al 29 maggio 2013, subentrato a Boyko Borissov, dimissionario in seguito alle proteste popolari "invernali".

Tuttavia, a distanza di soli 15 mesi è proprio il partito GERB di Borissov il favorito in vista del nuovo voto, avendo ottenuto il 30% dei voti alle elezioni europee, con un vantaggio di ben 11 punti percentuali su BSP. Sebbene le elezioni del 25 maggio abbiano registrato una affluenza del 35%, rispetto al 51% delle politiche dell'anno precedente, e quindi i due dati non siano immediatamente confrontabili, il partito socialista ha dovuto prendere atto non solo della propria debolezza ma anche della indisponibilità dell'alleato DPS a proseguire l'esperienza del governo Oresharski. Vista l'impossibilità di costruire una nuova maggioranza nell'attuale parlamento l'unica strada percorribile si è rivelata quella del ritorno alle urne.

Partito socialista in profonda crisi

In casa socialista i problemi erano evidenti da tempo. Nel gennaio l'ex presidente Parvanov se ne era andato, riportando vita il proprio movimento (ABV, Alternativa per la rinascita della Bulgaria) che ha presentato una propria lista alle europee, e che in questi giorni si è trasformando in partito. Allora aveva convinto a seguirlo anche l'ex europarlamentare Ivaylo Kalfin, che sebbene non iscritto al partito, era l'uomo di punta a Strasburgo della pattuglia socialista. Kalfin inoltre era stato il candidato alle presidenziali dell'ottobre 2011 e sebbene non vittorioso aveva ottenuto un dignitoso 47,4% nel ballottaggio con l'attuale presidente Plevnevliev.

Nonostante il 4% raccolto da ABV alle europee non abbia consentito a Kalfin di tornare a Strasburgo (Parvanov non era candidato), questa fetta di voti, secondo gli analisti dei flussi elettorali, ha contribuito ad indebolire ulteriormente BSP che forse in assenza di questa scissione, avrebbe potuto avere un risultato elettorale meno disastroso ed essere tentato a tirare a campare ancora per un po', nonostante fosse evidente a tutti che il governo attuale era traballante da tempo. Da un lato, anche se ha avuto la capacità di sopravvivere a tutti i voti di sfiducia promossi da GERB, il governo non ha mai avuto una solida maggioranza alle spalle (BSP e DPS dispongono di soli 120 deputati su 240), dall'altra le proteste "estive" ed "autunnali", concentrate soprattutto nella capitale, sono state una spina sul fianco dell'esecutivo a partire dalla nomina, poi ritirata, di Delyan Peevski a capo dell'Agenzia per la Sicurezza Nazionale (DANS), nel giugno dello scorso anno.


Sofia 1 maggio 2014, Sergei Stanishev durante un comizio elettorale (Foto: bsp.bg)

Stanishev al tramonto (almeno in Bulgaria)?


I mutati rapporti di forze hanno fatto sì che alla fine Sergei Stanishev, leader del BSP e presidente del PSE, contrariamente a quanto dichiarato prima delle elezioni europee abbia deciso di dimettersi dall'incarico di parlamentare nazionale e assumere l'incarico di eurodeputato, essendo risultato tra gli eletti il 25 maggio scorso. Questa manovra potrebbe rappresentare l'inizio dalla fine dell'era Stanishev alla guida del BSP, che da molti anni si è caratterizzato per una politica sostanzialmente neoliberista e filoatlantica.

Tra i segnali che ormai anche un numero crescente di compagni di partito ritiene questo scenario inevitabile, vi sono le dimissiomi di alcuni alcuni parlamentari di spicco come Georgi Kadiev, Kornelia Ninova e Yanaki Stoilov da vari incarichi per manifestare il bisogno di cambiamento. E nonostante l'interessato per ora affermi di non avere intenzione di farsi da parte, cominciano già a circolare nomi di possibili sostituti, come ad esempio quelli del Ministro dell'Economia e dell'Energia Dragomir Stoynev, del Ministro della Difesa Angel Naydenov e dell'attuale presidente del Parlamento Mihail Mikov.

Riguardo ai tempi, gli scenari aperti sono due. Il primo prevede la possibilità di una sostituzione a breve in tempo utile per permettere al partito di darsi una riverniciata prima del voto di ottobre. La seconda invece prevede tempi più lunghi con una resa dei conti dopo le elezioni, che appaiono tutte in salita per i socialisti. Un elemento ulteriore nella partita a scacchi è la nomina del prossimo euro-commissario bulgaro che dovrebbe essere effettuata nelle prossime settimane dal governo uscente. A tal proposito, si è parlato anche di una candidatura di Sergei Stanishev, che come presidente dei socialisti europei non dovrebbe trovare ostacoli a Bruxelles, ed che è al momento impegnato nelle trattative per la definizione delle politiche della nuova Commissione Europea. Comunque vada, per Stanishev è più probabille che si sia un futuro in Europa piuttosto che in patria.

Le prospettive delle altre forze politiche

Quanto altre forze politiche bulgare, ABV spera di poter entrare in parlamento, superando la soglia di sbarramento del 4%, come pure il "Blocco Riformatore" della destra neo-liberista, che ingloba forze (Coalizione Blu e Democratici per una Bulgaria Forte) che avevano perso la loro rappresentanza parlamentare solo un anno fa. Oltre al DPS, altro partito che potrebbe entrare agevolmente potrebbe essere "Bulgaria senza censura", formazione populista recentemente formata del giornalista Nikolay Barekov, che nel Parlamento Europeo si è associata al gruppo di cui fanno parte i Conservatori britannici. Precaria la situazione del partito nazionalista Ataka che alle ultime elezioni europee non ha eletto nessuno e si è fermato al 3%.

Come detto GERB appare il favorito e Boyko Borissov spera di riprendersi il potere, senza aver faticato più di tanto. Tuttavia appare difficile che possa ottenere la maggioranza assoluta, e nel caso si porrebbe il problema di trovare dei partner di governo. Il primo candidato è il "Blocco riformatore" che assieme a GERB si è attivato al fine capitalizzare il malcontento sfociato nelle proteste "estive", ma anche questo potrebbe non bastare, visto che alle europee il blocco ha conquistato appena il 6,5% dei consensi. Da alcune parti si è parlato anche di una coalizione GERB-BSP, o comunque una coalizione di larghe intese facente perno sui due maggiori partiti, come ipotesi per dare stabilità all'esecutivo bulgaro, cosa che viene considerata una necessità prioritaria in alcuni ambienti europei.


Primo anniversario delle proteste contro il governo Oresharski (NovaTV)

Assalto alla diligenza?

Sgombrando il campo dalla pura speculazione (mancano più di 3 mesi al voto), rimane il fatto che la lotta politica in Bulgaria continua ad essere sostanzialmente un confronto tra comitati d'affari, dietro i quali si celano coloro che vengono comunemente chiamati gli oligarchi. Il loro scopo è il controllo, ma volte molto più pragmaticamente la spartizione, delle leve del potere che permettono di mettere le mani sulle risorse dello stato e sui finanziamenti europei.

Ed in questa fase di incertezza, le manovre che hanno colpito due banche bulgare hanno il sapore di un regolamento di conti. Dopo il blocco della attività della Corporative Commercial Bank (KTB) che si è trovata in crisi di liquidità dopo che i principali clienti istituzionali avevano ritirato i propri attivi, venerdì scorso è stata presa di mira la First Investment Bank (FIBank), ai cui sportelli si sono formate code di correntisti che in poche ore hanno ritirato 800 milioni di lev (400 mln euro). E' importante precisare che la dinamica degli eventi è piuttosto diversa, dato che già in passato era stata evidenziata l'eccessiva dipendenza della KTB da pochi clienti istituzionali. In questo caso la crisi del rapporto tra Tzvetan Vassilev, principale azionista di KTB e Delyan Peevski controverso esponente politico del DPS, con conseguenti accuse di aver complottato per attentare alla vita dell'altro e corollario di strascichi giudiziari, sembra essere stata la causa principale della crisi della KTB che è stata posta sotto amministrazione controllata da parte della Banca Nazionale Bulgara (BNB).

L'origine dell'ondata di panico che ha colpito la FIBank è stata invece imputata alla diffusione di comunicazioni (SMS e messaggi diffusi in rete) volte a spargere la voce che l'istituto di credito è sull'orlo del fallimento, cosa che FIBank assicura essere destitutita di fondamento, sostenendo invece di essere solida e di poter far pronte alla situazione. Tuttavia venerdì gli sportelli sono stati chiusi anticipatamente alle 15, promettendo di riaprire regolamente lunedì. Nella stessa giornata il titolo azionario ha perso fino al 23% del suo valore.


Il governatore della Banca Nazionale Bulgara Ivan Izkrov (Foto: bnb.bg)

La Banca Nazionale Bulgara ha denunciato il fatto come un tentativo di destabilizzare lo Stato attraverso un attacco al sistema bancario ed il governo si è attivato per rassicurare i risparmiatori, ricordando che tutti i depositi sono garantiti fino a 100.000 euro, secondo quanto previsto dalla normativa europea. BNB ha diffuso inoltre un comunicato nel quale si rivolge a tutte le istituzioni e alle forze politiche di presentare una posizione unitaria a sostegno degli sforzi della BNB e del governo bulgaro per preservare la stabilità finanziaria e bancaria del paese.

Persino il telegiornale della televisione nazionale BNT ha convolto, oltre a politici ed esperti, degli attori che intervistati hanno cercato di rassicurare i cittadini sulla solidità delle banche.

Nella stessa giornata di sabato sono stati effettuati dal DANS tre arresti. I sospetti sono accusati di aver diffuso i messaggi in questione. Sebbene poche informazioni siano disponibili sul loro conto, il profilo dei sospetti appare quello di esecutori materiali piuttosto che di grandi manovratori. E' circolata anche la notizia che uno degli indiziati avesse contratto un debito con la FIB che non sarebbe stato in grado di ripagare.

Al di là delle motivazioni e dei mandanti questo tipo di operazioni, esse hanno avuto un impatto concreto e potrebbero rappresentare una forma di terrorismo mediatico-finanziario da affiancare alle tradizionali manovre speculative. Un altro aspetto da non sottovalutare è che i due istituti in questione siano i due maggiori controllati da azionisti locali, mentre il 75% del settore è controllato da banche europee (italiane, greche austriache e francesi principalmente). E questo è sostanzialmente l'argomento usato da diversi osservatori internazionali, tra cui il Financial Times, per assicurare che il sistema bancario bulgaro è solido.

Sebbene qualcuno evochi la crisi bancaria del 1996-97, lo scenario attuale è molto diverso in quanto la valuta locale è legata ad un cambio fisso con l'euro e quindi non è soggeta a speculazioni sul cambio. L'inflazione inoltre è a livelli molto bassi, mentre in quel periodo si registrò una iper-inflazione causata anche dalla forte speculazione sul lev che nel giro di poche settimane si deprezzò di 30 volte rispetto al dollaro e volatilizzò i risparmi dei bulgari.

Tuttavia i cittadini bulgari non sono molto tranquilli e la situazione appare incerta. I prossimi giorni saranno dunque decisivi per capire se si tratta di episodi gravi, ma controllabili, o se siamo di fronte ad una crisi sistemica.


Pleven: chiusura anticipata degli sportelli della FIBank, venerdì pomeriggio


Autore: P.M.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Notizie di Economia

Per approfondire: Speciale Elezioni Europee e Politiche 2014



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