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La regione del Grande Mar Nero - La cooperazione economica nella regione. Introduzione (7)

19.06.2014

Cap 2 della tesi "La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria" (Anna Miykova)

L'idea di fondo della cooperazione regionale presuppone che ciascun paese possa ottenere vantaggi maggiori di quelli che potrebbe raggiungere attraverso un'azione indipendente. Essa mira quindi ad ottenere risultati "win-win" in cui tutte le parti ottengano il soddisfacimento delle proprie esigenze e dove il guadagno di una parte non sia percepito come la perdita relativa o assoluta da parte delle altre. Affinché la cooperazione possa risultare coerente, efficace e utile, si tiene conto sia delle analogie che delle differenze tra gli Stati in una particolare area geografica.

Nel Mar Nero, il regionalismo è decollato dopo la fine della Guerra Fredda, grazie a numerosi fattori locali ed esterni. Tra questi vengono annoverati il processo di globalizzazione, i cambiamenti sistemici del post-Guerra Fredda, la politica della porta aperta condotta dalla NATO, la politica di vicinato e l'allargamento dell'UE, le transizioni politiche ed economiche dei paesi della regione e il contesto della sicurezza internazionale. Di conseguenza, la cooperazione regionale del Mar Nero riflette la complessità delle condizioni socio-economiche e di sicurezza dell'area, le politiche e le priorità dei propri stakeholder (i paesi che hanno interessi diretti nell'area).

La regione del Mar Nero gode della presenza di numerose strutture e programmi regionali che sono apparsi dopo la fine della Guerra Fredda e che includono organizzazioni come BSEC, GUUAM - ODED (Organizzazione per la democrazia e lo sviluppo economico - Georgia, Ucraina, Uzbekistan, Azerbaigian, Moldavia), CDC (Community of Democratic choice) e il Forum del Mar Nero.

Esistono inoltre programmi avviati dall'UE, come il progetto TRACECA, la Danube - Black Sea Task Force (DABLAS) e la Interstate Oil e Gas Transportation in Europe (INOGATE) che coprono rispettivamente il campo del trasporto, dell'acqua e quello dell' energia.

In aggiunta si affiancano le più ampie politiche comunitarie come la Politica europea di vicinato (PEV), la Sinergia del Mar Nero e il Partenariato Orientale.

Su tali basi chiunque potrebbe essere legittimato - e ne verrebbe per giunta giustificato - a ritenere che la regione sia un alveare di attività internazionale che riflette la sua rilevanza strategica, economica e politica.

In verità, questa proliferazione di organizzazioni deve essere analizzata in un contesto di agende che si sovrappongono, di rivalità regionali e di tese relazioni bilaterali, accompagnate da insufficiente capacità istituzionale per intraprendere grandi progetti di rilevanza per l'intera regione.


Autore: Anna Miykova
Fonte: Blog di Paola Casoli


Per approfondire: La regione del Grande Mar Nero a cavallo tra Europa e Asia; focus sulle interrelazioni con la Bulgaria



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