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Sofia: 21° Congresso europeo sull'obesità

29.05.2014

Dal 28 al 31 maggio 2014 a Sofia, in Bulgaria, si tiene il 21° Congresso europeo sull'obesità (ECO 2014).

I livelli di obesità in Europa sono aumentati nettamente negli ultimi decenni, costituendo un enorme fardello per i sistemi sanitari. L'obesità e i disturbi a essa legati rappresentano un grande rischio per la salute pubblica a causa dello sviluppo di malattie croniche.

Questo congresso affronta le cause e gli effetti dell'obesità. Le aree di discussione comprendono il comportamento alimentare, le influenze ambientali e l'obesità come porta verso altre malattie.

L'evento riunisce professionisti della sanità, responsabili delle politiche e fautori della salute pubblica per identificare strategie per ridurre la prevalenza dell'obesità.

"L'aumento vertiginoso dei tassi di sovrappeso e obesità è un fenomeno che interessa il mondo intero e ha riguardato sia gli adulti (+ 28%), che i bambini (+47%) negli ultimi 33 anni. In questo periodo i numeri dell'obesità sono letteralmente esplosi, passando dagli 857 milioni del 1980, ai 2,1 miliardi del 2013, secondo una nuova analisi del Global Burden of Disease Study 2013, pubblicata su Lancet, che ha preso in esame i dati relativi a 188 nazioni, tra il 1980 e il 2013." Scrive Maria Rita Montebelli oggi su Quotidianosanità.it.

Inoltre riporta l'affermazione del Professor Hermann Toplak, Presidente eletto della European Association for the Study of Obesity: "Sovrappeso e obesità sono diventati, vista la loro prevalenza, il problema di salute più importante del 21° secolo. La modernizzazione e tecnologie hanno ridotto a tutti i livelli l'attività fisica. Ed è noto che le persone che smettono di fare esercizio fisico, perdono il controllo dell'assunzione del cibo, mentre chi resta attivo, tende a mangiare in maniera adeguata in relazione alle sue necessità energetiche. E il problema dell'obesità non ha risparmiato le nazioni in via di sviluppo, dove la disponibilità di cibo - in particolare sotto forma di fast food - è aumentata a partire dalla fine degli anni '70. Questi elementi hanno contribuito a far sì che molti ragazzi (e naturalmente anche molti adulti) non mettono più su massa magra e hanno perso la cultura dell'alimentazione 'tradizionale', rimpiazzata da un'incontrollata assunzione di calorie, attraverso spuntini e cultura del mangiare, spalmata lungo tutto il giorno".






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