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Bulgaro
     
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Un confronto fra Bulgaria e Italia, tracciato per mia figlia di 10 anni [1^ parte]

07.05.2014

Mamma, ma la Bulgaria è un paese povero?

Più povero dell'Italia e più ricco del Marocco, per esempio.

Ma una bambina di 10 anni sta meglio in Italia o in Bulgaria?

Dipende da chi è figlia.

Uffa, non mi dai mai risposte definitive! Ma ci sono più probabilità che una bambina di 10 anni stia meglio in Italia o in Bulgaria?

A sensazione, in Italia.

Mi dici sempre che le sensazioni valgono fino alla prova dei numeri. Cosa dicono i numeri?

Ogni paese nel mondo produce beni (per esempio automobili) e servizi (per esempio la riparazione di un'auto) che vengono misurati in danaro: in euro, in leva, oppure in dollari. Poiché molti paesi nel mondo utilizzano monete diverse, per rendere possibile il confronto fra di loro, è stata inventata dagli economisti una moneta che si chiama "dollaro PPP". Questo PPP significa "parità di potere di acquisto"; cioè con 1 dollaro PPP posso comprare la stessa quantità di beni o servizi senza considerare il cambio fra una valuta e l'altra.

Esprimendo la somma dei beni e dei servizi prodotti in un paese in questa particolare valuta, rendiamo confrontabili i dati fra i vari paesi nel mondo. E la somma dei beni e dei servizi si chiama Pil, cioè prodotto interno lordo di un paese; detto in parole semplici, la ricchezza creata da un paese in un anno.

Nel 2013 Bulgaria ha prodotto 104,6 miliardi di dollari PPP, posizionandosi al 74 posto nella lista di tutti i paesi nel mondo. Nello stesso anno Italia invece ha prodotto un Pil di 1.805 miliardi di dollari PPP, posizionandosi al 12 posto al mondo.

Quindi, gli italiani sono più ricchi dei bulgari?

Non possiamo ancora dirlo, possiamo solo affermare che il totale della ricchezza prodotta dagli italiani, che in economia si chiama Pil, è 17 volte maggiore rispetto alla ricchezza prodotta dai bulgari.

Ma i bulgari sono pochi, mamma, non arrivano a due Emilie - Romagne, mi dicevi.

Infatti, non conta solo il Pil (e vedrai che questa frase la ripeteremo tante volte in seguito), ma conta anche la popolazione, cioè quante persone vivono in un determinato paese. Per esempio, gli economisti stimano che quest'anno il Pil cinese in dollari PPP supererà quello americano, ma secondo te i cittadini di quale paese stanno meglio?

Non lo so, mamma, sicuramente in Cina non si sta bene, visto che tu non vuoi comprare i dolci "Made in Cina."

Hai ragione, non perdiamo di vista il nostro confronto fra la Bulgaria e l'Italia. Il punto è che in Italia vivono 66 milionidi persone e in Bulgaria 7,2 milioni che è un po' meno di due volte la popolazione dell'Emilia Romagna. Dividendo il Pil per il numero di persone del paese che vi abitano, arriviamo al Pil procapite, cioè la ricchezza a capo, appunto procapite. Nel 2013 le stime indicano un Pil procapite in Bulgaria pari a 14.400 dollari PPP e in Italia pari a 29.600 dollari PPP. L'Italia è al 51° posto nel mondo, la Bulgaria al 93° posto.

Allora la Bulgaria è più povera?

Non conta solo il Pil procapite, come ti dicevo. Il Pil procapite è un esercizio matematico semplice: tutto il Pil diviso per tutti gli abitanti. Ma non tutti gli abitanti beneficiano della stessa parte di Pil. Ti spiego meglio: se tu portassi a scuola un sacchetto di caramelle e lo lascasse sulla cattedra, permettendo che ognuno prenda quanto vuole e quanto riesce, probabilmente quelli seduti più vicino alla cattedra ne prenderanno di più e quelli seduti in fondo di meno. E anche se Pietro ne prendesse 8 e Lucia 4, gli economisti direbbero che Pietro e Lucia hanno preso mediamente 6 caramelle a testa.

No, mamma, la fai troppo semplice, i bulli ne prenderanno di più, non conta dove sono seduti!

Molto probabilmente hai ragione tu, ma questa è un'altra storia. Concentriamoci invece su come è distribuito il Pil, cioè il sacchetto di caramelle, all'interno di un paese. Gli economisti hanno inventato un indice che si chiama "indice di Gini" che misura come è distribuita la ricchezza all'interno di un paese. Se l'indice è uguale a 0, significa che tutti gli abitanti hanno esattamente la stessa quantità di caramelle; se invece è uguale a 100, è la massima diseguaglianza: quello seduto sul primo banco (oppure quello più bullo, per usare la tua terminologia) si è beccato tutte le caramelle!

Sono due casi estremi che non si riscontrano nella realtà, ma te li ho citati per rendere l'idea. In sostanza, se un paese ha l'indice Gini basso, significa che le caramelle sono distribuite più equamente all'interno del paese. Con questo numero possiamo confrontare l'Italia e la Bulgaria. Il grafico qui sotto dice che l'Italia ha un indice Gini leggermente più basso dalla Bulgaria, 32 contro 35.

Allora la bambina di 10 anni starebbe meglio in Italia!

Perché pensi sia meglio avere l'indice Gini più basso?

Se tutti hanno la stessa quantità di caramelle oppure se non proprio la stessa, una quantità molto simile, saranno più felici. Si sentiranno meno colpiti da un'ingiustizia, faranno meno polemica, come dice la maestra, e chissà, magari studieranno anche meglio!

Questa è la tua opinione, ma non va tanto lontana dalla realtà, nel senso che un paese dove l'indice Gini è alto è un paese in cui vivono persone molto ricche, ma anche persone molto povere, che faticano a soddisfare i bisogni primari.

Questo lo so! I bisogni primari sono il cibo, l'acqua e l'abbigliamento che serve per non patire freddo! Se non soddisfi quelli, allora sei proprio povero!

Perfetto. Per misurare la povertà in Europa viene utilizzato un indice che si chiama rischio di povertà. Nel 2012 in Italia il 19,4% della popolazione era indicata come "a rischio di povertà" contro il 21,2% della Bulgaria.

Non mi sembra molto diverso… Ma non ho capito bene: una persona che rischia di essere povera, è povera?

Proverò a spiegartelo, concentrati bene. Il rischio di povertà conta non solo chi si trova attualmente in condizioni di povertà, ma anche chi ha elevatissime probabilità di diventare povero in giro di pochi mesi. Vengono considerate tre variabili:

1) la prima la possiamo chiamare la povertà vera, cioè le famiglie che vivono con redditi che sono inferiori del 60% del reddito medio di una famiglia. Vuol dire che se una famiglia media guadagna in un mese 1000€, la famiglia povera è quella che guadagna 400€ al mese;

2) il secondo indicatore, che chiameremo privazione materiale, è quella che misura la capacità delle famiglie di far fronte ad almeno 3 voci di spesa (sono state individuate esattamente 9 tipologie di spesa, fra cui tenere la propria abitazione calda, mangiare carne/pesce ogni 2 giorni, far fronte a spese inaspettate, evitare di cadere in mora, acquistare una lavatrice, una TV, ecc);

3) la terza, che chiameremo insufficienza di lavoro, misura le famiglie dove i membri adulti lavorano meno del 20% del proprio tempo che vorrebbero dedicare al lavoro.

Cioè i disoccupatati? O quelli che vorrebbero lavorare tutto il giorno, ma lavorano solo part time?

Giusto, proprio così, ma inseriti nel concetto di famiglia. Perché se hai una famiglia di 2 adulti, dove 1 adulto lavora normalmente e 1 adulto non lavora, non verrai contato fra le persone che soffrono di insufficienza di lavoro, mentre se hai due adulti che lavorano un mese si e due no, molto probabilmente verrai incluso fra le famiglie che "soffrono" di insufficienza id lavoro.

Come i genitori di Piera, vero, mamma?

Proprio come i genitori di Piera che non sono poveri, cioè vivono con più di 400€ al mese, ma verranno sicuramente contate fra le famiglie a rischio di povertà, perché se il papà continua a non trovare lavoro, non potranno sicuramente permettersi di affrontare i 3 punti della famosa lista di 9 spese effettuabili.

Come vedi dal grafico di sotto, sia la Bulgaria che l'Italia evidenziano un rischio povertà superiore alla media europea, e la Bulgaria è il paese peggiore in Europa unita.

Quota di popolazione che rischia la povertà

Ma è sempre stato così?

Mentre l'indice Gini in Italia è rimasto sempre molto vicino a 40, senza grosse variazioni nel corso degli ultimi 20 anni, con un peggioramento negli ultimi 2-3 anni, in Bulgaria il peggioramento è molto più visibile: nel 2001 l'indice Gini era pari a 26; nel 2010 a 35,1. Se invece partiamo dal 1990, l'aumento è ancora più forte; un fenomeno che ha coinvolto tutti i paesi dell'Est Europa.

Se guardiamo come è andata per la popolazione veramente povera, cioè quella che vive con il 40% dei redditi della famiglia media bulgara, vediamo quanto sia peggiorata la situazione negli ultimi 10 anni.

Ma nessuno ha fatto niente per cambiare questa situazione?

Probabilmente chi ha governato in Bulgaria ha pensato che fosse normale avere dei poveri, che un certo livello di povertà fosse tollerabile e che la situazione sarebbe migliorata nel corso degli anni. E invece….

E invece la situazione è solo peggiorata a partire dal 2001…

Torniamo alla nostra bambina di 10 anni. Il Pil e in generale le misure economiche non sono sufficienti per capire se lei starà meglio in Bulgaria o in Italia. Conta anche quanto un paese spende in sanità e in istruzione.

Perché conta?

Per la legge della probabilità. Se una bambina di 10 anni vive in un paese che spende tanto per l'istruzione, avrà più probabilità di ricevere un'istruzione adeguata, che la aiuti a crescere con le competenze necessarie per trovare un lavoro che le piaccia e che a sua volta farà crescere il suo paese. Una persona con una buona educazione potrà capire, per esempio, quanto sia utile distribuire le caramelle in maniera equa. Inoltre, un paese dove tutta la popolazione ha una buona istruzione è un paese più forte, direi più ricco, visto che mi hai chiesto della ricchezza.

Perché se tutti sono più istruiti il paese è più ricco?

Perché le persone istruite potranno comprendere cose più complesse: per esempio, perché bisogna che tutti paghino le tasse. Oppure inventare medicine che migliorino la qualità della vita, che salvino delle vite.

Per guarire dal tumore al pancreas che ha fatto morire la maestra Elena, mamma?

Per esempio. La Bulgaria spende in istruzione il 4,1% del Pil e l'Italia il 4,5%. La Bulgaria si posiziona al 108° posto al mondo e l'Italia al 88°. Tieni presente che Francia spende il 5,7% e la Svezia di Pippi Calzelunghe il 7,1%!

Andiamo a vivere in Svezia, te lo dicevo io…

Se invece un paese spende molto in sanità, allora la famosa bambina di 10 anni avrà più probabilità di essere curata in caso di necessità. E anche tutta la popolazione starà meglio e probabilmente vivrà di più.

Vediamo la sanità: Bulgaria spende per la sanità il 7,6% del Pil e si classifica al 73° posto al mondo; Italia spende il 9,5% ed è 33° al mondo.

Allora è messa meglio Italia, senza dubbio!

Ti dirò di più: se guardiamo la spesa per sanità procapite dei due paesi nel corso degli anni, vediamo come quella italiana si posiziona sopra la media dell'Unione europea, mentre quella bulgara rimane bassissima nel corso degli anni.

Be', mamma, se lo stato bulgaro è povero, come fa a spendere per la sanità?

Quando lo stato non ha abbastanza soldi per finanziare i servizi necessari ai propri cittadini, li prende in prestito dalle banche. Come il mutuo che prendono le persone per acquistare una casa. Poi li restituiscono nel corso degli anni, facendo economie oppure aumentando le tasse. I soldi presi in prestito dallo Stato si chiamano debito pubblico. Il debito pubblico diviso il Pil, cioè la ricchezza del paese, ci dice quanti anni deve lavorare un paese per ripagare tutti i suoi debiti. In Italia il peso del debito pubblico è fra i più alti del mondo, attualmente vicino al 140%. In Bulgaria invece il rapporto è del 18,3%.

Quindi, in Bulgaria hanno deciso di non spendere per la sanità e per l'istruzione, anche se ne avevano la possibilità?

Probabilmente pensavano che gli altri paesi più ricchi si sarebbero arrabbiati con un paese piccolo come Bulgaria se avessero speso di più per la sanità e per l'istruzione. Ma torniamo ai dati. Ti avevo parlato dell'obesità, vero?

Fine della prima parte.



Le fonti dei dati e dei grafici sono Istat, Istituto Nazionale di Statistica bulgaro (Национален статистически институт), World Bank, WHO (World Health Organization) e Eurostat.

Un confronto fra Bulgaria e Italia, tracciato per mia figlia di 10 anni [2^ parte]


Autore: Milena Kotseva

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Notizie di Economia



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