Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
  


Mobilità e capitali in Europa

09.04.2014

Lazlo Andor, Commissario europeo, risponde ad alcune domande sulla libera circolazione delle persone all'interno dell'Europa e sui migranti dell'Est Europa; al centro del dibattito, il Regno Unito.
Prima di tutto, ci occupiamo di aspetti economici e di come fare affari con i nuovi stati dell'Est, membri dell'Unione europea.

20 anni di mercato unico ci hanno abituato a cose, che diamo per scontate. Ecco, quindi, un corso intensivo e rapido per capire come funziona il mercato unico e come si crea ricchezza non solo per le imprese, ma anche per noi come persone.

Il mercato unico europeo intende abbattere le barriere. Assicura la libera circolazione. Il 2.8% degli europei si sposta verso altri Paesi dell'Unione. La maggior parte è in età lavorativa, con una piccola percentuale di inoccupati, come studenti e pensionati.

Il mercato unico significa anche libera circolazione di merci, servizi e capitali con un aumento del PIL dell'UE dal 2 al 3%. Libertà e assenza di barriere commerciali fanno crescere gli investimenti esteri diretti e le esportazioni con un aumento dei vantaggi in termini di costi e concorrenza. Questo significa che le imprese possono accedere a 500 milioni di consumatori, dando luogo all'area di libero scambio più grande del mondo, che rappresenta il 20% del PIL globale.

Queste autonomie rendono le imprese europee totalmente competitive, consentendo loro di assumere la necessaria manodopera specializzata da tutta Europa.

Ma, rimangono lacune importanti come gli ostacoli amministrativi e la mancanza di disposizioni sul mercato unico. La congiuntura in Europa ha alimentato ad accesi dibattiti riguardo gli oltre 14 milioni di immigrati europei. Chi sono? Si muovono per lavoro o per altro?

Le lingue piú diffuse sono il rumeno e il bulgaro. La maggior parte di queste persone vive in Italia, Spagna e Germania con solo un 5% di presenze nel Regno Unito, dove l'argomento immigrazione è scottante.

Così Giovanni Magi prende in esame i problemi della mobilità del lavoro da una prospettiva leggermente diversa.

Londra, l'esperienza di Andrey Davtchev

Le trafficate strade di Londra, esprimono lo spinoso dibattito sul fenomeno della immigrazione europea nel Regno Unito. Secondo la Gran Bretagna vi è stato un aumento da 149.000 unità nel 2012 a 209.000 nel 2013.

Andrey Davtchev è uno di quei migranti, altamente qualificati, con un background internazionale, che vola dagli uffici di Amsterdam a quelli di Londra, dopo una lunga esperienza lavorativa negli Stati Uniti. Viene dalla Bulgaria, e i bulgari come i rumeni, spesso sono sospettati di voler solo sapprofittare dei benefici offerti dai servizi sociali.

"Penso che le opinioni siano diverse e che spesso siano influenzate dai media - dice Andrey Davtchev -. Penso che da una parte, c'è gente che immagina bulgari e rumeni intenti a rubare il lavoro, dall'altra, che davvero diano il giusto valore alla diversità. Lavoriamo sodo, questa è l'opportunità che ci dà l'Unione europea, giusto? Questa è la sua filosofia di base, credo".

La mobilità dei lavoratori in Europa è notevolmente aumentata dal 2010, dopo un brusco calo dovuto alla crisi. Sono i Paesi del sud Europa che stanno facendo registrare un vero e proprio esodo. Gran parte dei migranti in cerca di lavoro sono giovani con alti livelli d'istruzione. Un fenomeno che crea problemi nei rispettivi Paesi di provenienza.

Così, esaminate le recenti ricerche sulla migrazione qualificata e l'impatto sui paesi di origine e di destinazione, ecco cosa ci racconta Marco Manacorda, professore di Economia alla Queen Mary Univeristy.

"Quando guardiamo gli effetti della mobilità qualificata rispetto al mercato del lavoro locale, contrariamente alle teorie economiche standard, che prevedono un danno per i nativi, ció non accade. Viene registrato invece un costo per i paesi di origine, soprattutto se questi hanno investito nell'educazione".

Cosí, a Londra le opportunità equivalgono alla fuga di cervelli dalla Bulgaria.
Ma il know-how acquisito da Andrey potrebbe contribuire a ricreare le stesse opportunità, al suo ritorno a casa.

Giovani come Andrey fanno rientrare fondi e contribuiscono alla crescita economica: del 3,2% del PIL in Romania e del 4,1% in Bulgaria, ad esempio. I dati mostrano anche che la tendenza è di assunzione nei paesi di destinazione...

L'intero articolo si può consultare qui.


Fonte: Euronews




Commenta questa notizia



Notizie

12.04.2014Migliorano i collegamenti ferroviari e aerei tra le città balcaniche
10.04.2014“Un bulgaro vola nel cosmo!” Nel 1979 il primo cosmonauta bulgaro
10.04.2014Bulgaria: la lunga battaglia tra Nabucco e South Stream
09.04.2014Mobilità e capitali in Europa
08.04.2014L’organista della Basilica di San Marco a Venezia suona in Bulgaria
07.04.2014L’ABC della pasticceria italiana a Sofia: I dolci di Pasqua
06.04.2014UE, vince la net neutrality



Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura Città e Località Economia Folklore Informazioni Politica e Governo Società Turismo

Notizie
  Temi Speciali Autori News Feeds (rss) Media bulgari (english)