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Bulgaro
     
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Intervista a “Bulgaria solidale”

26.02.2014

Solidarna Bulgaria è nata nel 2009 ed è stata creata come rete di discussione di cittadini che condividono i valori della libertà, della solidarietà e dell'equità. Vi prendono parte rappresentanti di correnti dell'intero spettro politico, giornalisti e attivisti. Il suo nucleo è costituito da persone con idee di sinistra. Riteniamo che la Bulgaria abbia bisogno di cambiamenti non tanto nel modello politico, quanto piuttosto nel modello economico di sviluppo.

Солидарна България - Solidarna Bulgaria
Sito: http://solidbul.eu

1) Come e quando è nato il vostro gruppo?

Solidarna Bulgaria è nata nel 2009 in Facebook come comunità di idee in seguito alla delusione per la politica radicalmente di destra del BSP (Partito Socialista Bulgaro, attualmente al governo - N.d.R.). E' stata creata come rete di discussione di cittadini che condividono i valori della libertà, della solidarietà e dell'equità. Il gruppo in Facebook è del tipo chiuso, diretto da amministratori. Vi prendono parte rappresentanti di correnti dell'intero spettro politico, giornalisti e attivisti. Il suo nucleo è costituito da persone con idee di sinistra. Ci definiamo socialdemocratici, senza accettare la politica seguita negli ultimi anni nell'ambito dell'Unione Europea da gran parte dei partiti socialdemocratici, che hanno piegato la testa sotto la pressione delle grandi aziende.

In Solidarna Bulgaria prevalgono le persone giovani in età attiva. La politica per noi non è una professione. Ma la politica è l'unico modo per organizzare la vita qui e adesso. Per tutelare i nostri diritti di studenti, disoccupati, dipendenti, consumatori, genitori. Le valutazioni riguardo alla consistenza numerica delle classi inferiori e della classe media sono diverse, ma si tratta comunque di persone che possono potenzialmente riconoscersi nella sinistra, nella solidarietà e nella compartecipazione come unici modi per tutelare i propri diritti.

Ancora oggi l'impegno volontario costituisce il motore fondamentale delle attività del gruppo. Bulgaria Solidale funziona in tre diverse forme: comunità di idee in Facebook, organizzazione non governativa e sito web. Il gruppo in Facebook è una piattaforma per i dibattiti e le campagne di informazione, l'Ong è un laboratorio per la formulazione di posizioni e l'elaborazione di progetti, mentre il sito è il vettore mediatico dell'associazione, che tra l'altro riunisce un grande numero di giornalisti professionisti con una loro visibilità nei media tradizionali.

2) Siete organizzati formalmente (cioè avete strutture interne, regole scritte ecc.) oppure esistete solo informalmente? Per quali motivi avete scelto questa opzione?

Nel 2010 il nucleo più attivo della comunità in Facebook ha registrato un'associazione dallo stesso nome. L'associazione "Bulgaria Solidale" agisce in conformità al proprio statuto. Il consiglio di direzione è composto da cinque membri. Grazie a questa strutturazione formale possiamo adottare decisioni rapidamente e suddividere i compiti tra di noi. L'attuale dinamica situazione richiede azioni e persone flessibili che si assumono la responsabilità delle decisioni. L'esistenza di un'organizzazione formale consente inoltre di annullare il problema di chi svolge il ruolo di rappresentante.

Nella sua forma di associazione la comunità di idee ha la possibilità di preparare commenti a progetti di legge, avanzare proposte per modifiche di legge, prendere parte a discussioni pubbliche, insistere per un governo trasparente, e lo fa in concreto.

3) Su quali attività vi concentrate e quali obiettivi (ivi inclusi quelli politici) vi prefissate? Potete dare qualche esempio concreto di vostre iniziative, o della vostra partecipazione a movimenti/lotte?

Riteniamo che la Bulgaria abbia bisogno di cambiamenti non tanto nel modello politico, quanto piuttosto nel modello economico di sviluppo. L'attuale modello economico si basa su continue concessioni al mondo delle aziende e degli affari, e in particolare al grande capitale bulgaro ed estero; su una politica di basse aliquote fiscali; su una quota eccezionalmente alta di imposte indirette e sullo scaricare il peso della crisi sulla popolazione; sulla più bassa ridistribuzione da parte dello stato in tutta l'Unione Europea; su una privatizzazione totale e, laddove non è possibile, sull'affidamento in concessione a lungo termine di beni sociali e servizi pubblici; sulla limitazione dei diritti e dei mezzi di tutela dei lavoratori ecc. Tutto questo dà vita a un'economia di tipo oligarchico. La Bulgaria non è certo un'eccezione nella politica dell'intera Unione Europea, ma qui i processi sono più evidenti e il nostro paese è come un poligono, una vetrina dei "successi" del neoliberalismo.

In considerazione di quanto abbiamo qui sopra esposto, le iniziative messe in atto da "Bulgaria Solidale" sono:

  • proposta al Parlamento riguardo alla Legge sulle comunicazioni elettroniche in difesa dei consumatori contro i prezzi speculativamente alti degli sms e delle conversazioni tramite cellulare;
  • sostegno all'iniziativa del Partito dei Verdi di richiedere una revisione delle permute di boschi privati con terreni statali particolarmente appetibili in prossimità di centri turistici;
  • presentazione delle nostre posizioni riguardo al Progetto di legge per l'istruzione prescolastica e scolastica contro il finanziamento delle scuole e degli asili privati con fondi del bilancio statale;
  • invio di una lettera all'Istituto Nazionale di Statistica con la preghiera di correggere i dati manipolativi da esso pubblicati riguardo alla situazione economica dei nuclei familiari;
  • proposta di misure per il controllo e la correzione delle bollette elettriche gonfiate nel marzo 2013;
  • presentazione in Parlamento di proposte per la tutela delle retribuzioni lavorative dei dipendenti di aziende insolventi;
  • segnalazione dei pericoli insiti nell'annullamento dei controlli successivi alle privatizzazioni;
  • partecipazione all'esame del progetto di accordo con l'UE per il successivo periodo programma, con formulazione di proposte ecc.


Protesta contro il fracking 2013 a Sofia
"Non possiamo bere soldi"

4) Qual è la posizione del vostro gruppo riguardo alle proteste del 2013 e all'occupazione delle università, nonché alla situazione in Bulgaria in generale?

Tutto è cominciato come una rivolta spontanea contro l'oligarchia. Nei primi giorni è esploso lo sdegno a lungo represso e la gente era felice di non essere da sola con la propria rabbia. Nel giorno in cui il boss mediatico Delyan Peevski, arricchitosi con modalità non chiare, è stato scelto come presidente del DANS (agenzia statale bulgara che riunisce i servizi segreti e quelli per la lotta contro la criminalità organizzata - N.d.R.), ci siamo uniti agli appelli a protestare con una posizione ufficiale sul sito dell'associazione, solidbul.eu. Il giorno successivo abbiamo reagito al fatto che si scandiva lo slogan "rossi immondizia" come a un tentativo di privatizzazione politica della protesta, che a lungo termine si è rivelata tra l'altro una delle cause della graduale smobilitazione dell'energia dei cittadini. Solidarna Bulgaria ha informato in modo critico sulle proteste quotidiane di fronte al Consiglio dei Ministri e, sempre in modo critico, le ha appoggiate nella loro prima fase, così come ha fatto anche per la protesta di fronte al Palazzo Nazionale della Cultura nel giorno in cui si svolgeva la riunione del consiglio del PSE (Partito Socialista Europeo, che nel parlamento europeo raccoglie i partiti del gruppo socialista e attualmente è presieduto da Sergey Stanishev, leader del Partito Socialista Bulgaro e, secondo molti, "eminenza grigia" dell'attuale governo bulgaro - N.d.R.).

Verso la fine di agosto siamo stati contattati con una richiesta di collaborazione da parte del gruppo Rete di Protesta (gruppo nato in quel mese, con l'intento di diventare soggetto egemonizzante delle proteste - N.d.R.). Abbiamo risposto proponendo che la rete riconoscesse le nostre posizioni e proposte (antimonopolistiche, in difesa dei diritti dei lavoratori, sociali, contro la privatizzazione criminale dei principali settori e così via). Posizioni e proposte che riguardano la base economica che ha portato alla nascita dell'oligarchia. Abbiamo ottenuto come risposta un tacito rifiuto, motivo per il quale non abbiamo appoggiato la protesta svoltasi alla riapertura dei lavori del parlamento dopo la pausa estiva. La successiva collaborazione reciproca tra la Rete di Protesta e i partiti di destra, Blocco Riformatore e GERB (il 4 settembre 2013), ha confermato che la nostra valutazione era giusta. Le brutte scene alle quali abbiamo assistito in quella data hanno segnato il fallimento della protesta in termini di idee, con l'opportunismo che ha accomunato i burattinai occulti delle proteste in strada con un partito precedentemente al governo come GERB. Siamo tornati indietro di 16 anni (il riferimento è al 1997, data in cui dopo manifestazioni e un assalto al parlamento la destra era salita al potere - N.d.R.). Gli stessi oppositori, le stesse fratture, gli stessi argomenti, le stesse manipolazioni.

Il potere e l'opposizione cercano di ridurre la nostra possibilità di scelta a un dilemma molto semplice: o con noi, o contro di noi. Fanno di tutto affinché abdichiamo dalle nostre critiche e indirizziamo la nostra energia verso alcuni dei gruppi che organizzano le proteste. Si tratta di un falso dilemma. E il risultato è che salgono al potere altre cerchie oligopolistiche.

Per quanto riguarda l'occupazione delle università, la scusa che si tratta di studenti è un facile modo per nascondere altro. In tutto il mondo agli studenti viene storicamente associata un'immagine di disinteresse e abnegazione, che genera associazioni con l'insolente e allegro carnevale del 1968. Il ruolo degli studenti è stato quello di occupare un'aula e di rendere così disponibile una tribuna a noti predicatori della destra, che hanno nuovamente cominciato a parlare della lotta contro il comunismo e di battaglie contro i monumenti del passato.

Tutto ciò priva la protesta e l'occupazione di un'ampia base sociale e alla fine entrambe sono andate scemando. Anche se ciò, naturalmente, non esclude che possano scoppiare nuove proteste con rivendicazioni sociali chiaramente formulate. I postcomunisti sono come naufraghi che si aggrappano al cadavere galleggiante del comunismo morto un quarto di secolo fa per non affogare. Non ci troviamo di fronte a un'alternativa al modello oligarchico, ma al tentativo di lanciare una cover version del 1997.

Né le protesta, né l'occupazione hanno sollevato questioni che sono fondamentali per la nostra società. Riteniamo che la comparsa di una sinistra indipendente abbia rappresentato per l'oligarchia un grande spauracchio durante la transizione. Anche adesso questa oligarchia si sta preparando ad assorbire il voto di protesta con la creazione di una nuova formazione populista, partorita da una televisione (il riferimento è al nuovo partito "Bulgaria senza censura", del presentatore televisivo Nikolay Barekov - N.d.R.), con un pathos da strada e danze folcloristiche. L'alternativa solidale al modello di destra deve puntare sulla demografia, sull'ecologia, sull'istruzione e sul ripristino dell'equità tramite una tassazione progressiva, sull'abolizione dei monopoli, sulla difesa dei consumatori e sulla riforma della giustizia.

5) Collaborate con altri gruppi che hanno obiettivi o posizioni simili alle vostre e se sì, come?

In diverse occasioni abbiamo lavorato insieme ad altre organizzazioni e gruppi informali. Prendiamo parte alle discussioni organizzate dal centro sociale Haspel. Insieme allo Haspel abbiamo organizzato l'iniziativa di raccolta di donazioni per i profughi siriani. Abbiamo preso parte a iniziative antifasciste, proteste, raccolte di firme insieme a HoRa, Haspel, il partito Bulgarska Levitsa (Sinistra Bulgara) e rappresentanti di Priziv (Appello, gruppo studentesco). Abbiamo partecipato attivamente alle proteste contro i sondaggi e l'estrazione dello shale gas in Bulgaria, che sono state appoggiate da un gran numero di organizzazioni ecologiste e civiche. Il gruppo ha preso parte anche alle proteste contro l'introduzione degli OGM, contro l'approvazione dell'ACTA, contro la cementificazione di una delle ultime spiagge vergini del paese, quella di Irakli, e per salvare il patrimonio boschivo. Abbiamo appoggiato anche alcune proteste contro l'aumento delle tasse universitarie.

Abbiamo denunciato al PSE la collaborazione opportunistica tra il BSP e organizzazioni di estrema destra come la VMRO, che è in contraddizione con le posizioni dichiarate dai socialisti europei. Abbiamo denunciato alla procura, insieme al partito Bulgarska Levitsa, all'iniziativa Nuove Prospettive di Sinistra, a un membro del Forum Sociale Bulgaro e a studenti vittime di aggressioni da parte di neonazisti, la fondazione, contro i dettami della costituzione, di un partito neonazista.

Abbiamo partecipato insieme a oltre 300 organizzazioni non governative alla petizione paneuropea inviata alla Commissione Europea riguardo all'abolizione del requisito di una valutazione obbligatoria dell'impatto ambientale per l'estrazione di combustibili non convenzionali. Attualmente ci stiamo impegnando in modo particolare per informare la società riguardo ai negoziati che si stanno tenendo in segreto per la stipula di un Accordo di Partnership Transatlantica tra gli USA e l'UE.

Le iniziative che abbiamo elencato sono solo una parte delle attività di Solidarna Bulgaria. Nella maggior parte dei casi condividiamo una medesima posizione con gli altri gruppi. Naturalmente, ognuno ha le proprie caratteristiche specifiche e per questo esistiamo separatamente. Per noi si è rivelata una difficoltà, nell'instaurare contatti, la mancanza nella maggior parte delle rimanenti formazioni di una persona o di un gruppo di persone che abbia il diritto di rappresentarle. La loro scelta di condurre discussioni e adottare decisioni solo dopo una serie di incontri faccia a faccia merita di essere rispettata, ma in un ambiente dinamico come quello attuale spesso la rapidità è decisiva.

6) Secondo voi, cosa è necessario affinché si possano unire le forze e creare in Bulgaria un movimento più ampio, in grado di incidere concretamente sulla situazione politica e sociale nel paese?

E' necessario che la gente giunga a una maturazione che sia adeguata a una tale politica, perché spesso la loro rabbia viene canalizzata da partiti populisti, ivi inclusi quelli di estrema destra. Una delle conclusioni alle quali si può giungere sulla base della nostra transizione è che più diminuisce il livello di istruzione della popolazione, e più la stessa tende ad affidarsi a questo tipo di politici.

Ci rendiamo conto che il BSP è ancora un fattore non aggirabile nello spazio della sinistra in Bulgaria, perché molte delle persone con idee di sinistra continuano per inerzia a votare per questo partito, senza rendersi conto che non ricevono la rappresentanza politica che si attendono. Pertanto il destino della sinistra in Bulgaria dipende in grande misura dal fatto che il BSP riesca o meno a trovare il modo per rompere, non a parole ma con i fatti, con il neoliberalismo; dal fatto che continui o meno a fare compromessi senza scrupoli rispetto all'essenza delle sue idee, formando coalizioni con partiti di destra per essere al potere a ogni costo; dal fatto che il suo peso elettorale continui a diminuire o meno; dalla sua capacità o meno di liberarsi dalla pesante dipendenza dall'oligarchia e dal fatto che al suo interno si verifichino o meno spaccature che in tale modo liberino spazio per un nuovo soggetto a sinistra. Non è escluso che in futuro si formi un tale soggetto in diretta concorrenza con il BSP, o con quello che sarà rimasto di esso. Speriamo che in breve tempo il BSP non sia più il tappo che ostacola la formazione di una sinistra democratica moderna in Bulgaria.

Da noi la destra ha la presunzione di essere immacolata e moderna, mentre la sinistra è cattiva per definizione, e questo è "merito" del BSP. Nel resto del mondo vale piuttosto il contrario. In Bulgaria non c'è una sinistra forte e autentica e questo è il motivo della degradazione sociale della nostra società.

Una sinistra autentica non nascerà dal BSP. Questa sinistra esiste di già - Solidarna Bulgaria e altri gruppi di sinistra, convinti democratici, hanno sostenuto le proteste contro l'oligarchia, ma si sono tirati indietro quando si sono trasformate in un'iniziativa di pubbliche relazioni per la nuova destra.

7) Quali sono le vostre posizioni di massima riguardo ai problemi globali (per es. movimenti contro le politiche di austerità, cambiamenti climatici, situazione dell'economia globale ecc.)?

Un'espressione del nostro atteggiamento rispetto a tutti i temi indicati è la nostra posizione rispetto all'accordo, preparato in un contesto di semisegretezza, per la Partnership Transatlantica per il Commercio e gli Investimenti (TTIP) tra l'UE e gli USA. Secondo quanto si prevede, la TTIP intaccherà la sovranità sia dei singoli stati che dell'UE, ponendosi al di sopra delle disposizioni del diritto nazionale ed europeo. Tra gli obiettivi della TTIP c'è non solo la cancellazione dei dazi sui due lati dell'Atlantico (con le conseguenti perdite per i bilanci nazionali e il bilancio dell'UE), ma anche la concessione di privilegi eccezionali alle multinazionali.

E' in base a queste modalità, per esempio, che il gruppo Philip Morris sta facendo causa all'Australia per le leggi che limitano il fumo e un'azienda privata sta facendo causa all'Egitto per l'aumento del salario minimo. E' facile immaginare con quale entusiasmo le grandi aziende americane si attiveranno per ottenere simili "diritti" per sé in Europa, opponendosi a regolamenti che non desiderano vengano approvati. Lo stesso vale per i megagruppi europei negli USA. Son fondati i sospetti che con la TTIP verranno abolite le garanzie sull'origine e la qualità degli alimenti, che verrà aggirato l'embargo europeo contro una serie di prodotti la cui innocuità per la salute umana non è stata dimostrata, ivi compresi quelli che contengono OGM, che verrà scavalcata la decisione di respingere l'accordo ACTA sui diritti d'autore, adottata dai governi europei sotto l'enorme pressione dei cittadini.

Siamo categoricamente contrari all'ipotesi che i diritti dei cittadini, così come delle istituzioni legittime da essi elette, vengano trasferiti a strutture private, società e grandi aziende che non sono controllate da nessuno.

8) Desiderate aggiungere altro?

La società ha bisogno che vengano ripristinati i legami solidali che trasformano la massa di individui in un organismo sociale. E' necessario che le organizzazioni di sinistra coscienti collaborino reciprocamente e solo quando verranno neutralizzati gli eccessi del neoliberalismo mettano all'ordine del giorno le differenze che esistono tra di loro. Il vero deficit da noi non è un deficit di competenze, ma un deficit di volontà politica.

Il successo del progetto socialdemocratico in Bulgaria passa attraverso una reale concorrenza di candidati e idee nell'ambito dell'intera sinistra. Il vuoto politico esistente in tutte le sfere non può essere riempito con campagne di pubbliche relazioni insistenti.

Una politica di sinistra in Bulgaria può trovare una grande risorsa per sé in obiettivi come liberare lo stato dalla criminalità e dalla corruzione, fare sì che la legge venga applicata, lottare contro la creazione di cartelli nell'economia, riformare la giustizia, armonizzare i contrasti sociali. La Bulgaria deve puntare sulla sua peculiarità (investimenti nell'educazione, nel turismo, priorità per l'agricoltura biologica), piuttosto che prendere parte al dumping sociale in atto.

Gli imperativi ecologici devono essere, insieme a quelli sociali, alla base del programma della sinistra socialdemocratica.


Fonte: Crisi Globale e Bulgaria-Italia
Traduzione: Andrea Ferrario

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Inchiesta sui gruppi alternativi di sinistra e/o antiautoritari in Bulgaria



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