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Intervista al sito bulgaro ”Vita dopo il capitalismo”

19.02.2014

Il progetto Zhivot sled kapitalizma è nato nell'aprile 2009 ritenendo che nello spazio pubblico mancasse un dibattito sui problemi fondamentali del capitalismo, della pianificazione centralizzata, dello stato e delle democrazia rappresentativa. Era importante dimostrare che le alternative ci sono, e che vengono vissute quotidianamente da moltissime persone e comunità in tutto il mondo attraverso la costruzione di un modello alternativo di autorità al di fuori delle strutture del sistema esistente.

Живот след капитализма - Zhivot sled kapitalizma
Sito: http://www.lifeaftercapitalism.info

1) Come e quando è nato il vostro gruppo?

Il progetto Zhivot Sled Kapitalizma è nato nell'aprile 2009. L'idea è nata da una parte del collettivo del sito alternativo di attivisti Indymedia Bulgaria all'incirca un anno prima di tale data (e forse anche di più). In Indymedia, che ha un orientamento maggiormente giornalistico, mancavano materiali più approfonditi e analitici, sia in termini di critica del sistema che in quello di idee alternative per l'organizzazione della società. Abbiamo deciso che nello spazio pubblico manca un dibattito sui problemi fondamentali del capitalismo, della pianificazione centralizzata, dello stato e delle democrazia rappresentativa e che è importante avviarlo - dimostrando che il mantra neoliberale di Margaret Thatcher ("non ci sono alternative") è una menzogna. Era importante dimostrare che non solo le alternative ci sono, ma anche che esistono qui e adesso, e vengono vissute quotidianamente da moltissime persone e comunità in tutto il mondo attraverso la costruzione di un modello alternativo di autorità al di fuori delle strutture del sistema esistente.

Successivamente hanno aderito al collettivo altre persone, e molte altre hanno aiutato nel corso degli anni con traduzioni e proposte di articoli. Numerose persone continuano ad aiutare con traduzioni e proposte ancora oggi, e grazie a ciò il sito copre una gamma di temi e idee sempre più ampia.

Oggi abbiamo oltre 300 pubblicazioni tradotte e originali, abbiamo pubblicato 3 libri (la tiratura della prima, pubblicata alla fine del 2010, è andata esaurita in meno di un anno) e siamo stati svariate volte presenti nei media (ivi inclusi quelli nazionali). Abbiamo organizzato iniziative di molti tipi in diverse città del paese.

2) Siete organizzati formalmente (cioè avete strutture interne, regole scritte ecc.) oppure esistete solo informalmente? Per quali motivi avete scelto questa opzione?

Zhivot Sled Kapitalizma è una piattaforma di idee, che comprende persone facenti parti di numerosi altri collettivi, iniziative, campagne e gruppi di attivisti. Il collettivo di Zhivot Sled Kapitalizma è informale, si basa su principi antiautoritari ed è aperto alla partecipazione. L'organizzazione e le modalità di funzionamento di questo progetto e del collettivo, che sta dietro di esso, sono l'incarnazione delle idee illustrate nel progetto stesso.

Questo progetto è stato creato, sostenuto e sviluppato esclusivamente da volontari e attivisti con finalità non commerciali. Non riceve il supporto e il finanziamento, né è il frutto, di fondazioni, partiti, interessi economici e organizzazioni d'affari o di tipo simile, che mirano a qualsivoglia forma di potere o di consulenza di esperti al potere.

Per questo motivo non ci riteniamo in alcun modo "di sinistra". Per noi essere "di sinistra" vuole dire essere contro il capitalismo (per intero o in parte), ma non allo stesso tempo contro lo stato / la democrazia rappresentativa, vuol dire ritenere che l'alternativa sia rappresentata da qualche forma di controllo statale sul capitalismo, vale a dire la socialdemocrazia o il comunismo di tipo autoritario. Nessuna di queste cose rappresenta un alternativa allo status quo, alla sua totale crisi sistemica e alla disgregazione alla quale porta. E questo sta diventando chiaro a un numero sempre maggiore di persone in tutto il mondo.

I problemi sono radicali e vanno individuati nella stessa essenza del sistema - sia nel capitalismo che nella pianificazione centralizzata e nello stato / nella democrazia rappresentativa. Per questo secondo noi la dicotomia "sinistra-destra" è ingannevole e ci definiamo come antiautoritari.

Affermare che il capitalismo e/o lo stato possono essere buoni è come affermare che la bomba atomica può essere buona. Sinistra e destra sono come i due lati della bomba atomica - nel loro mondo bidimensionale appaiono forse diversi l'una dall'altra, ma in quello tridimensionale sono un'unica cosa, SONO il sistema, SONO lo status quo. L'obiettivo della bomba atomica, così come quello del capitalismo e dello stato / della democrazia rappresentativa, è lo stesso: assoggettare, rapinare e distruggere la maggioranza a vantaggio di una élite limitata. Non possono essere altro che questo, perché non sono stati creati per essere qualcosa di diverso.

3) Su quali attività vi concentrate e quali obiettivi (ivi inclusi quelli politici) vi prefissate? Potete dare qualche esempio concreto di vostre iniziative, o della vostra partecipazione a movimenti/lotte?

Tutti noi del collettivo prendiamo parte a numerose iniziative di diverso tipo. Alcuni di noi sono cofondatori della casa editrice militante indipendente "Anarres" (attraverso la quale abbiamo aiutato altri gruppi e iniziative pubblicando loro libri, anche quando non ci identifichiamo con le loro idee, ma comunque li aiutiamo e li sosteniamo). Partecipiamo al centro sociale Adelante, a Indymedia Bulgaria, al Forum Sociale Bulgaro, alla rete di strutture orizzontali Badi Promianata (Sii tu il cambiamento), al collettivo vegan Act!on Food e alla coolperativa di consumatori Bez Posrednici (Senza Mediatori), alla casa editrice parecon (economia partecipativa, N.d.R.) E-Knigi, che è in corso di sviluppo e pubblicherà ebook, nonché a tutta una serie di altre iniziative. Alcuni di noi organizzano anche concerti di gruppi politicamente impegnati e pubblicano riviste indipendenti come la zine DIY hardcore-punk Tigersuit, altri si interessano di cinema, per esempio con film come "Bulgaria, tazi vechna eres" ("La Bulgaria, questa eterna eresia") sulla ricerca del villaggio utopico di Delfinovo e così via. Prendiamo parte anche a progetti, piattaforme e iniziative internazionali come Agora International, e l'Organizzazione Internazionale per la Società Partecipativa (IOPS).

Forse non è esagerato dire che siamo ovunque, ha ha ha! In fin dei conti, ciò è anche un'espressione della nostra idea di dare vita a strutture parallele, che gradualmente sostituiscano quelle che sono ancora le strutture dominanti, ma marcescenti, di un potere statale e un potere economico che sono fusi l'uno con l'altro.

Zhivot Sled Kapitalizma è solo un anello di un'ampia e crescente rete di strutture analoghe. Il progetto ha una sua funzione specifica (o forse è meglio dire un focus specifico), che lo differenzia dagli altri anelli a un livello puramente formale - essere una piattaforma di idee per una critica profonda e radicale dello status quo, nonché per la presentazione di visioni e idee diverse per un cambiamento radicale e la loro messa in pratica. Unire e ispirare persone, che lottano per un mondo più dignitoso, democratico, equo e solidale.

Non ci poniamo obiettivi politici nel senso in cui probabilmente intendete la vostra domanda (vale a dire, qualche forma di partecipazione alla vita politica nell'ambito della democrazia rappresentativa e dello stato). Il nostro obiettivo non è quello di lottare per il potere. Perfino nel caso in cui nel mondo della politica si dovesse emergere una persona stupenda, spinta da motivazioni assolutamente altruistiche, in questo contesto complessivo, in queste condizioni, in presenza di questi imperativi e limiti, questa persona non ha spazio per esprimersi. Verrebbe semplicemente schiacciato da tutti coloro che gli stanno attorno o diventerebbe parte dell'apparato oligarchico. Il nostro obiettivo d'altra parte non è quello di riformare il sistema.

E in concreto, a livello di iniziative, come collettivo Zhivot Sled Kapitalizma abbiamo organizzato conferenze, discussioni, proiezioni di film, dibattiti e altro ancora nei posti più diversi: dai centri sociali al rettorato occupato dell'Università di Sofia, abbiamo pubblicato libri e così via. Ma, se si tiene conto della nostra partecipazione alle altre già citate iniziative, la nostra attività non si limita assolutamente a questo.

4) Qual è la posizione del vostro gruppo riguardo alle proteste del 2013 e all'occupazione delle università, nonché alla situazione in Bulgaria in generale?

Abbiamo appoggiato, tra le altre cose partecipandovi, sia le proteste dell'estate del 2013, sia le proteste invernali dell'inizio del 2013. Abbiamo preso parte anche alle proteste ecologiche di 2 anni fa. Alcuni di noi sono stati alla base delle assemblee svoltesi in base ai criteri della democrazia diretta ad Orlov Most (Ponte delle Aquile) nel corso dell'estate scorsa.

Secondo noi le proteste sono il primo passo. Si tratta di una rivolta con la quale diciamo "Basta!". Di importanza chiave sarà però il passo successivo: dimostrare che ci sono alternative, che esistono qui e adesso, e che la loro creazione, diffusione e crescita nelle crepe del dominio capitalista dipende da noi. Le assemblee di Orlov Most e le occupazioni delle università costituiscono esempi di queste crepe e sono una dimostrazione di tali modalità alternative di organizzazione. Per questo motivo abbiamo appoggiato anche le occupazione e vi abbiamo preso parte.

Ci è chiaro che al loro interno vi sono numerosi problemi, ma non pretendiamo di avere risposte e soluzioni già pronte per tutte le questioni e i problemi, da lasciare cadere dall'alto dando ordini agli altri. Quest'ultima impostazione fa parte della logica e dei metodi dello stato e del capitalismo, del mondo bipolare della sinistra e della destra. Noi desideriamo costruire insieme un nostro futuro migliore, ascoltando prima di parlare, ponendo domande mentre camminiamo, come dicono gli zapatisti.

La situazione in Bulgaria è una situazione di crisi. Sarebbe ingenuo pensare che migliorerà da sola, oppure con nuove elezioni o nuovi politici. Il problema non è semplicemente quello di una qualche oligarchia o di un capitalismo deformato, balcanico, di "amici degli amici". Di fondamentale importanza per lo sviluppo delle proteste, delle occupazioni e così via è l'acquisizione della coscienza che la lotta contro l'oligarchia è la lotta contro il capitalismo e lo stato, perché l'economia di mercato e la democrazia rappresentativa SONO l'oligarchia. Non possono essere altro che oligarchiche, prima o poi diventano sempre esattamente tali, perché questa è l'essenza stessa del potere.

La crisi in Bulgaria (sia quella economica che quella politica, sociale ed ecologica, cioè la crisi sistemica nel suo complesso) si farà più profonda. Per questo per noi è di importanza chiave proprio la creazione delle strutture parallele a cui ho accennato sopra. E' questo il nostro obiettivo e, mi sembra, di un numero sempre maggiore di persone da noi.

5) Collaborate con altri gruppi che hanno obiettivi o posizioni simili alle vostre e se sì, come?

Oltre alla nostra partecipazione e alla nostra collaborazione con le iniziative e i gruppi citati sopra, abbiamo collegamenti con il centro sociale di Varna, con il gruppo antiautoritario Obedineni (Uniti) di Veliko Tarnovo (che presto con ogni probabilità aprirà un proprio centro sociale), nonché con singoli attivisti di altre città della Bulgaria e del mondo.

Abbiamo organizzato eventi comuni (come il festival "Sii tu il cambiamento" a Varna nel settembre 2013), le contemporanee proiezioni di film e proteste comuni, pubblichiamo loro analisi e articoli nel sito Zhivot Sled Kapitalizma, e sono imminenti progetti editoriali in comune tramite la casa editrice Anarres e altro ancora.

Siamo aperti alla collaborazione con tutte le iniziative, i gruppi e i militanti con i quali condividiamo valori, principi e pratiche comuni. Questa collaborazione andrà sviluppandosi e approfondendosi.

6) Secondo voi, cosa è necessario affinché si possano unire le forze e creare in Bulgaria un movimento più ampio, in grado di incidere concretamente sulla situazione politica e sociale nel paese?

Nella realtà queste forze si stanno già unendo e la creazione di un movimento più ampio è già in corso. Questo movimento però non si pone l'obiettivo a breve termine di influire sulla situazione politica e sociale del paese attraverso riforme. Abbiamo obiettivi molto più grandi e (forse a qualcuno apparirà paradossale) molto più efficaci in termini di possibilità di realizzazione - un cambiamento autentico, radicale e complessivo.

Quello che è necessario per una crescita del movimento è forse la coscienza dell'interdipendenza dei problemi e delle nostre lotte - economiche, politiche, sociali, ecologiche. E' inoltre necessario rendersi conto che non siamo soli con le nostre idee, che non siamo individui isolati e atomizzati che non sono capaci di inserirsi in un sistema che altrimenti funziona bene; che non solo ci sono alternative al di là dell'economia capitalista e della rappresentanza politica, ma che, come ho già ricordato, esse vengono vissute qui e ora da un grande numero di persone in tutto il mondo, offrendo loro un'autentica qualità di vita. Gli ultimi 1-2 anni ci hanno dato forti speranze che una tale coscienza si stia realizzando. Ne è una prova anche la crescita di un movimento di attivisti in questo paese.

7) Quali sono le vostre posizioni di massima riguardo ai problemi globali (per es. movimenti contro le politiche di austerità, cambiamenti climatici, situazione dell'economia globale ecc.)?

Come ho già ricordato, per noi i problemi sono reciprocamente collegati e hanno una radice comune - il capitalismo e lo stato / la democrazia rappresentativa. In questo senso noi ci opponiamo alle politiche di austerità (riguardo alle quali ormai è stato dimostrato perfino negli ambienti accademici che sono errate e manipolative) e ci rendiamo conto che i cambiamenti del clima sono un prodotto della logica economica rapace di una crescita continua a favore di una minoranza limitata e a scapito della maggioranza della gente, della natura e degli altri generi biologici. Questa logica di crescita senza fine ha portato alla rovina dell'ambiente, a diseguaglianze senza precedenza e alla degradazione sociale, nonché a un crack economico globale, il cui fondo deve ancora essere toccato.

Le riforme, il ritorno allo stato sociale e i tentativi di domare il "capitalismo selvaggio, del quale sentiamo parlare a sinistra, possono avere un carattere positivo solo temporaneo, ma non risolveranno i problemi fondamentali. Paradossalmente questo approccio al cambiamento del sistema, dopo i primo compromessi positivi, porta a una stabilizzazione e a una preservazione del sistema, e poi a una reversione dei risultati ottenuti a livello sociale. La storia del ventesimo secolo lo dimostra in modo chiaro.

Gli ultimi 20 anni sono una prova della solidità e della produttività dei modi alternativi di organizzare la società: cooperative, fabbriche occupate, assemblee basate sulla democrazia diretta, economica solidale, ParEcon (l'economia partecipativa), pianificazione comunitaria, codici aperti, modelli di educazione alternativi, media indipendenti, permacultura, villaggi ecologici, valute solidali e molto, molto altro ancora.

8) Desiderate aggiungere altro?

Attualmente stiamo assistendo al crollo di una civiltà fondata sull'ideologia della crescita continua (che è assolutamente insostenibile e impossibile), della sottomissione e dello sfruttamento della gente, degli animali e della natura. La storia dell'umanità ha assistito a molti altri simili crolli.

E' proprio all'apogeo e al tramonto di una civiltà che nascono i semi di un nuovo e un diverso radicali, che rifiutano la logica di un modello dominante che distrugge ste stesso. Qui e ora quelli che coscientemente rifiutano, oppure hanno un innato sistema di difesa contro il virus dell'economia capitalistica e della rappresentanza politica, possono apparire una minoranza o un'anomalia, ma sullo sfondo della storia umana degli ultimi almeno 60.000 anni, sono la norma e la garanzia della sopravvivenza del nostro genere e dell'umanità come tale.

Per coloro che esistono e operano nell'artificiale mondo bipolare dello "stato oppure libero mercato" (come se non vedessero, che sono un unica entità oligarchica), nel quale ci insegnano e costringono a pensare, questo nuovo mondo è inspiegabile, impossibile e utopico. La realtà però è tridimensionale e in essa l'evoluzione è un continuo processo dinamico, nel quale un determinato modo di organizzazione della società viene sostituito da un altro. Il capitalismo e la democrazia rappresentativa vengono e verranno inevitabilmente sostituiti dalla vita dopo il capitalismo, dalla pianificazione centralizzata, dallo stato, dalla democrazia rappresentativa e da tutte le altre forme di oppressione, sfruttamento e gerarchia. Quale sarà la forma finale di questa autorganizzazione dinamica, non lo possiamo ancora sapere. Ma sappiamo quali sono i valori comuni, sui quali il nostro vero mondo verrà costruito e che tale mondo promuoverà: giustizia, solidarietà, autogestione.


Fonte: Crisi Globale e Bulgaria-Italia
Traduzione: Andrea Ferrario

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Inchiesta sui gruppi alternativi di sinistra e/o antiautoritari in Bulgaria



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20.02.2014Commento [alixbg]
in questo sito nella sezione forum balkan caffe'
c'e' un argomento relativo alla crisi mondiale ,postato da rangoon.
Trovo interessante quello che aveva postato!!,visto che tra l'altro
ha avuto piu' di 8mila visite!!


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