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Intervista al centro sociale "Adelante" (Bulgaria)

12.02.2014

L'idea è nata nell'estate del 2010 da un gruppo di attivisti. La nostra principale ispirazione sono stati i centri sociali in altri paesi. Svolgiamo diverse attività, come per esempio lezioni teoriche, presentazioni di libri e proiezioni di film a tematica sociale. Prendiamo parte anche alla nascita di un'economia sociale nel paese tramite la creazione di cooperative di consumo, mercati gratuiti, lezioni gratuite.

Questo articolo fa parte dell'inchiesta realizzata congiuntamente dai siti Bulgaria-Italia e Crisi Globale, dedicata gruppi alternativi di sinistra e/o antiautoritari in Bulgaria.

Социален Център Аделанте -Socialen Centar Adelante
Sito: www.sc-adelante.org

1) Come e quando è nato il vostro gruppo?

L'idea è nata nell'estate del 2010 da un gruppo di attivisti. La nostra principale ispirazione sono stati i centri sociali in altri paesi, che costruiscono un mondo diverso qui e ora. Abbiamo intrapreso questo passo, poiché era nostra convinzione che per cambiare la realtà, invece di limitarci a protestare, dobbiamo proporre strutture e modelli alternativi anche a livello pratico. Alla creazione dell'Adelante si è giunti anche per il nostro desiderio che esistesse un posto in cui si possono incontrare persone e idee alternative. Uno spazio, in cui diamo accesso a informazioni alternative e difficili da reperire, alle quali le istituzioni governative e i media della Bulgaria e del resto del mondo non dedicano attenzione oppure volutamente trascurano. Il centro è stato creato con l'idea di essere un luogo accessibile a tutti, non commerciale, autofinanziato e indipendente. Uno spazio in cui la teoria e l'azione si fondono.

2) Siete organizzati formalmente (cioè avete strutture interne, regole scritte ecc.) oppure esistete solo informalmente? Per quali motivi avete scelto questa opzione?

Abbiamo un testo di base in cui spieghiamo il concetto del c.s. Adelante e le modalità del nostro lavoro. La nostra struttura fondamentale sono le assemblee generali mensili, nelle quali decidiamo tutto in modo orizzontale. Ci sforziamo di essere il più possibile aperti verso le persone che vogliono partecipare a questo progetto, ma allo stesso tempo ci atteniamo ai nostri principi di base. In questo luogo le idee come la discriminazione, l'odio e l'autoritarismo non trovano il loro ambiente. Ognuno ha il diritto di partecipare e di proporre le proprie idee e attività. Non facciamo parte di alcun partito politico, gruppo religioso od organizzazione orientata al potere. Non abbiamo capi né gerarchia, ognuno partecipa volontariamente, nella misura in cui lo desidera, e le decisioni vengono adottate in base ai principi dell'autogestione e della democrazia diretta. Non collaboriamo né con il Comune, né con deputati, fondazioni o partiti. Non siamo registrati in alcun modo, perché innanzitutto non vediamo motivo per farlo e, in secondo luogo, vogliamo evitare, nella massima misura che ci è possibile, qualsiasi collegamento con questo sistema, ed essere indipendenti dalle attuali istituzioni.



3) Su quali attività vi concentrate e quali obiettivi (ivi inclusi quelli politici) vi prefissate? Potete dare qualche esempio concreto di vostre iniziative, o della vostra partecipazione a movimenti/lotte?

Attraverso Adelante mettiamo in pratica le nostre idee di un futuro più armonico e giusto, realizziamo la democrazia diretta e soddisfiamo i nostri bisogni e desideri collettivamente, e non come consumatori isolati e passivi. Nel centro svolgiamo diverse attività, come per esempio lezioni teoriche, presentazione di libri e proiezione di film a tematica sociale. Prendiamo parte anche alla nascita di un'economia sociale nel paese tramite la creazione di cooperative di consumo, mercati gratuiti, lezioni gratuite.

Nel corso del 2013 il collettivo Adelante ha preso parte e ha dato il proprio sostegno a numerose iniziative di grande importanza, che si sono svolte al di fuori di esso, come per esempio: le proteste di febbraio contro gli alti prezzi dell'elettricità, la messa a punto del documento del forum sociale bulgaro, la creazione della rete di strutture orizzontali "Sii tu il cambiamento", le assemblee sull'Orlov Most (Ponte delle Aquile) durante le proteste di giugno e luglio, l'apertura di un nuovo centro sociale a Varna, i "mercati davvero liberi" all'aperto, il festival di Varna per le alternative all'attuale sistema, l'occupazione dell'Università di Sofia, la raccolta di indumenti per i profughi e altre ancora.

4) Qual è la posizione del vostro gruppo riguardo alle proteste del 2013 e all'occupazione delle università, nonché alla situazione in Bulgaria in generale?

Appoggiamo l'occupazione, poiché vediamo in essa un processo che ha il potenziale di sviluppare la cultura della protesta nella comunità degli studenti. Inoltre guardiamo alla protesta degli studenti come parte dell'ondata che ha colpito il paese e non ha come obiettivo solo delle dimissioni, ma si oppone (magari anche solo inconsciamente) a questo sistema e dubita di tutto.

Secondo noi non ci si può limitare ad analizzare le ultime proteste con termini come "di sinistra" o "di destra", o a spiegarle con i giochetti politici e le strutture di partito. La "democrazia" rappresentativa e il cannibalismo (o capitalismo) economico si stanno disgregando e creano da soli una crisi mondiale, senza nemmeno avere di fronte a sé un nemico. Lontano dal mondo oscuro del potere stanno crescendo nuovi movimenti orizzontali e nuovi modi di fare politica, nell'ambito dei quali nessuno prende il potere. Sono movimenti che aprono la strada ad alternative orizzontali, reagendo a una crisi che è in atto a più livelli e contrapponendosi all'attuale modello antropologico malato e solitario.

Viviamo nel paese con gli stipendi più bassi dell'UE e con condizioni di lavoro sempre più degradanti, che in alcuni casi portano perfino alla morte dei lavoratori (come nel caso dei minatori di Oranovo). In un paese in cui le bollette dell'elettricità possono essere più alte dei nostri stipendi, dopo un'oligarchia decide delle nostre vite, dove l'istruzione non è un diritto ma un privilegio, dove la televisione e i grandi media manipolano la nostra opinione e il consumismo si è trasformato in una "terapia" della nostra routine quotidiana. Un paese, in cui l'alienazione cresce ogni giorno sempre di più, generazione dopo generazione. Mai in passato le nostre case erano state così vicine l'una all'altra e le persone così distanti l'una dall'altra. Allo stesso tempo continuiamo a uccidere la terra e a esaurire le risorse naturali, servendo la dottrina della crescita incessante. Termini come solidarietà stanno perdendo il proprio significato nel nome di un sistema che favorisce l'antagonismo, la paura del diverso e la guerra di tutti contro tutti. Noi reagiamo contro questa ingiustizia, ci opponiamo e creiamo alternative.

5) Collaborate con altri gruppi che hanno obiettivi o posizioni simili alle vostre e se sì, come?

Sì, recentemente abbiamo creato a questo fine anche una rete di gruppi orizzontali simili di tutto il paese che si chiama Budi promianata (Sii tu il cambiamento) e che include il centro sociale di Varna, il gruppo Obedineni (Uniti) di Veliko Turnovo e altri. In questo modo riusciamo a organizzare attività coordinate come proiezioni e proteste. Collaboriamo inoltre con progetti come Zhivot sled kapitalizma (Vita dopo il capitalismo), il collettivo Vegan Act!on Food, le edizioni indipendenti militanti Anares e la comunità LGBT.

Oltre a ciò prendiamo parte anche a proteste sociali e civili più di massa, come quelle degli ultimi anni - per esempio per le foreste, contro l'ACTA, contro lo shale gas, le proteste di febbraio e di giugno con le assemblee sull'Orlov Most (Ponte delle Aquile). L'obiettivo che ci poniamo è quello di prendere parte ai movimenti sociali e di cercare di radicalizzarli. Cerchiamo di evitare le proteste che hanno un carattere troppo chiuso o dogmatico, oppure di partito. La nostra forza viene dal rifiuto di farci inquadrare in una cornice ideologica stereotipata, di farci imporre etichette e di farci ridurre in facili pillole mediatiche.



6) Secondo voi, cosa è necessario affinché si possano unire le forze e creare in Bulgaria un movimento più ampio, in grado di incidere concretamente sulla situazione politica e sociale nel paese?

Un'apertura, una continuità e un'unità nel nome delle idee, e non per l'unità come fine a se stessa. E' importante che come società ci rendiamo conto delle cause che ci hanno portato dove ci troviamo e che non limitiamo ad attendere che ci governino gli ennesimi salvatori. Tutto dipende da noi, l'importante è esserne coscienti. L'energia della gente non deve essere di nuovo sprecata per nuove illusioni, per nuovi soggetti politici o partiti. E' importante è l'attività dei cittadini e il moltiplicarsi delle strutture e delle iniziative autonome, che riescano a creare una pressione di massa dal basso.

Questo nuovo modo di fare politica, senza prendere il potere, negli ultimi anni è emerso ovunque nel mondo. Noi riteniamo che possa portare a risultati positivi. La politica di austerità, che porta alla povertà e alla miseria, e la mancanza di partecipazione ai processi di adozione delle decisioni, spingono in massa la gente a scendere in strada e riunirsi in assemblee. Il vecchio modello gerarchico fa parte del passato e assistiamo al diffondersi in tutto il mondo, e perfino in Bulgaria, di nuove modalità orizzontali di interazione. Gli spazi sociali liberi, i collettivi agricoli e le eco-comunità, le fabbriche occupate in Argentina, le comunità zapatiste in Messico, le reti di scambio non partitiche in Spagna, le assemblee di quartiere in Grecia - assistiamo al diffondersi ovunque, anche nel nostro paese, in parallelo a una forte atmosfera di protesta anche a questa RESISTENZA CREATIVA.

7) Quali sono le vostre posizioni di massima riguardo ai problemi globali (per es. movimenti contro le politiche di austerità, cambiamenti climatici, situazione dell'economia globale ecc.)?

Secondo noi i problemi delle attuali società trovano origine nello stesso sistema in cui viviamo, vale a dire nel capitalismo e nella democrazia rappresentativa. Per noi il sistema oggi è strutturato in modo tale che una piccola élite di politici e uomini d'affari si impossessa delle ricchezze mondiali senza alcun controllo, utilizzando la crisi come scusa. Per cambiare la realtà secondo noi dobbiamo lottare radicalmente, al di fuori delle riforme, per un cambiamento alle radici, alla base del quale vi siano la democrazia diretta, la decrescita, l'autogestione, l'economia solidale.

Sogniamo una società senza sfruttamento e oppressori, nella quale si tenga conto delle nostra parole e le persone convivano in armonia con la natura. Una società al di fuori della cultura consumista passiva e dell'alienazione, basata su un'attività sociale quotidiana e sulla reciproca assistenza.

8) Desiderate aggiungere altro?

Vogliamo chiudere con una citazione di Naomi Klein:

"I centri sociali sono edifici abbandonati - depositi, fabbriche, fortezze militari, scuole - che sono stati trasformati in spazi culturali, categoricamente liberi dal controllo sia del mercato che dello stato... Anche se in un primo momento è difficile rendersene conto, i centri sociali non sono ghetti, sono finestre, che si affacciano non solo su un modo di vivere diverso, liberatosi dallo stato, ma anche su nuove politiche partecipative. E, sì, si tratta di qualcosa che può essere bello".

Ci appelliamo all'autorganizzazione, alla solidarietà e all'attività civica ogni giorno. Fino a quando le basi del passato non si disgregheranno continueremo a innaffiare i fiori che crescono in mezzo alle rovine!


Fonte: Crisi Globale e Bulgaria-Italia
Traduzione: Andrea Ferrario

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".


Per approfondire: Inchiesta sui gruppi alternativi di sinistra e/o antiautoritari in Bulgaria



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