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L'economia bulgara alla vigilia dell'anno nuovo

21.12.2013 - Sofia

Bloccati nella transizione, è questo il verdetto della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) per i 34 paesi esaminati. Le previsioni della BERS sulle economie dell'ex blocco sovietico, tutt'altro che ottimistiche, sono dettate dal rallentamento nell'attuazione delle riforme, con conseguente frenata economica e stallo politico, un circolo vizioso che potrebbe compromettere la capacità di crescita.

Secondo la BERS, fondata nel 1991 per fornire aiuti finanziari all'economia dell'Est Europa al fine di completare la transizione dall'economia centralizzata tipica dell'URSS a democrazia ed economia di mercato, il divario tra i paesi dell'Est e quelli avanzati potrebbe non essere mai colmato e il tenore di vita medio occidentale mai conseguito, ad eccezione degli Stati del Centro Europa, ovvero Polonia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Croazia e delle Repubbliche Baltiche di Lettonia, Lituania ed Estonia

BERS: rapporto "Modesta ripresa per l'Europa sudorientale"

La crescita economica della Bulgaria e del bacino sud-orientale pur rimanendo modesta, mostra segni di ripresa rispetto al 2012. Nonostante il buon andamento dell'export, la debole domanda interna lascia presagire una crescita inferiore a quella registrata nel 2012, ovvero l'0,8%.

Sul lato positivo, invece, la stabilità dei prezzi, il secondo debito pubblico UE più basso e la buona performance fiscale.

UE: previsioni crescita economica bulgara

Il documento previsionale della Commissione UE sulle economie degli Stati membri delinea un quadro complessivamente positivo per la Bulgaria. Il PIL passerà dallo 0,5% di quest'anno all'1,5% nel 2014 e all'1,8% nel 2015. L'inflazione rallenta allo 0,5% per crescere nel 2014 all'1,4% e raggiungere il 2,1% nel 2015. Tendenza opposta per il mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione sale al 12,9% nel 2013, per tornare a scendere nei due anni successivi, rispettivamente, al 12,4% e al 12%.

Il deficit si manterrà stabile al 2% anche nel 2014 per contrarsi all'1,8% nel 2015. Intanto, il debito pubblico continuerà a crescere: dal 19,4% del PIL del 2013 al 22,6% nel 2014 e al 24,1% nel 2015.

FMI sull'andamento dell'economia bulgara

Graduale riduzione dell'inflazione, crescita economica fiacca sostenuta dall'export e dai fondi UE, budget 2014 ambizioso, ma pur sempre fattibile: questo il quadro emerso dalla missione annuale del FMI, guidata da Michele Shannon. Per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio dello Stato, i rischi maggiori sono associati all'eventuale mancata riscossione dei tributi previsti e al forte indebitamento delle compagnie statali, con particolare riferimento al settore ferroviario ed energetico. Il rinvio della riforma pensionistica e l'inefficienza della spesa pubblica sociale sono, invece, i pericoli a lungo termine.

S&P: outlook negativo

A distanza di sei mesi dalle proteste contro il Gabinetto "Oresharski" (che quasi coincidono con l'inizio del mandato del nuovo Governo), l'agenzia di rating Standard & Poor's, nel commentare l'attuale situazione della Bulgaria, ha rivisto la valutazione del Paese da stabile a negativa, pur mantenendo il rating BBB. Tra le cause citate l'instabilità politica, le deboli prospettive di crescita e la stagnazione nel 2013, le problematiche del sistema giudiziario.

Rimesse degli emigranti

Nel solo mese di ottobre gli emigrati bulgari hanno inviato in patria 64,1 milioni di euro. In base ai dati della BNB, nei primi dieci mesi dell'anno sono stati trasferiti 686,9 milioni di euro (oltre 1,5% del PIL). Il dato si riferisce solo ai bonifici effettuati tramite gli istituti di credito per un importo al di sopra dei 5.000 euro; la somma reale, pertanto, dovrebbe superarlo di gran lunga.

Notizie pubblicate sul sito ICE il 19.12.2013


Fonte: ICE Sofia


Per approfondire: Notizie di Economia



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