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Medici Senza Frontiere interviene in Bulgaria

22.11.2013

Condizioni deplorevoli nei centri di accoglienza a seguito dell'afflusso di rifugiati siriani

Avviate attività mediche e distribuzione di beni di prima necessità in tre centri situati nella capitale bulgara e nel sud-est del Paese

A Sofia e ad Harmanli (provincia di Haskovo), l'organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) ha rilevato condizioni deplorevoli nei centri di accoglienza e una grave carenza di cure mediche per i rifugiati. In risposta a questa situazione, MSF ha avviato urgentemente delle attività mediche e la distribuzione di beni di prima necessità in tre centri situati nella capitale bulgara e nel sud-est del Paese. L'organizzazione chiede alle autorità bulgare ed europee di trovare soluzioni urgenti e concrete per migliorare le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo.

Da gennaio, quasi 10.000 migranti, la maggioranza rifugiati siriani, sono arrivati in Bulgaria. Numerose famiglie siriane in fuga dalla guerra giungono spesso esauste dopo aver sfidato i controlli al confine tra Turchia e Bulgaria. "Oggi l'accesso verso l'Europa è diventato una missione quasi impossibile per i rifugiati, compresi i siriani in fuga dagli orrori della guerra. La costruzione di muri in Grecia e Bulgaria spinge i più disperati a prendere le vie più pericolose, come quelle attraverso le isole del Mar Egeo", dichiara Kotsioni, capo missione di MSF in Bulgaria.

Al loro arrivo in Bulgaria, centinaia di persone non hanno altra scelta che dormire in tende non riscaldate, mentre altre sono stipate all'interno di edifici scolastici in disuso dato che i centri d'accoglienza non sono in grado di far fronte alla situazione. "Nonostante le misure messe in atto dalle autorità bulgare, le condizioni di accoglienza sono inaccettabili. Queste persone vivono in spazi sovraffollati, a volte con un solo servizio igienico a disposizione di 50 persone. Ma, cosa ancora più allarmante, può accadere che queste famiglie non ricevano abbastanza cibo", prosegue Ioanna Kotsioni.

Secondo le normative europee, la Bulgaria ha il dovere di garantire l'accesso alle cure mediche e psicologiche per i richiedenti asilo, oltre che a cure specialistiche per i gruppi vulnerabili, come le vittime di tortura, di violenza sessuale e i disabili. Tuttavia, le cure mediche ai richiedenti asilo non sono sempre garantite.

Per far fronte a questa mancanza di assistenza, le équipe di MSF hanno iniziato le attività mediche in due centri a Sofia e presto verrà aperto un presidio sanitario in un centro di accoglienza ad Harmanli (provincia di Haskovo). Forniranno assistenza sanitaria di base gratuita e assistenza psicologica ai rifugiati. "Molte persone soffrono di malattie croniche che richiedono un monitoraggio regolare. Queste condizioni di ricezione non possono che aumentare la sofferenza psicologica delle vittime di guerra", spiega Colette Gardenie, responsabile della missione esplorativa di MSF in Bulgaria.

Nei prossimi giorni, MSF distribuirà kit di prima necessità comprendenti coperte, pannolini e latte in polvere per neonati. Queste attività da sole non risolveranno l'enorme problema delle condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo in Bulgaria. "L'inverno si avvicina e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. E' urgente che la Bulgaria e l'Unione Europea prevedano condizioni di accoglienza umane e adeguate per le persone in difficoltà che continuano a fuggire dalla guerra", conclude Colette Gardenie.

Le attività di MSF in Europa

In Italia, MSF fornisce assistenza tecnica per il controllo delle malattie infettive in alcuni centri di identificazione e di accoglienza (CIE, CARA, CPSA). Un'équipe di MSF è attiva 24 ore 24 per fornire cure di emergenza all'arrivo edi migranti nel porto e nel centro di accoglienza di Pozzallo (Sicilia), a sostegno delle autorità sanitarie italiane. L'équipe effettua inoltre visite ambulatoriali gratuite per i migranti nel centro sanitario di Ragusa.

In Grecia, MSF fornisce assistenza medica alle persone vulnerabili ad Atene e ai migranti nei centri di detenzione nella regione di Evros. Dal 2008, l'organizzazione porta avanti attività mediche, laddove necessarie, per i migranti in arrivo attraverso le isole del Mar Egeo e a Evros.


Fonte: Medici Senza Frontiere




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