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Denitsa Mihaylova e sua figlia Madona. Foto: Nevena Borisova
Denitsa Mihaylova e sua figlia Madona. Foto: Nevena Borisova

Denitsa Mihaylova: una donna bulgara fiera delle sue origini rom

07.08.2013

Denitsa Mihaylova è la prima e, sinora, l'unica donna di origine rom che lavora la Ministero degli Esteri. Parla a sua figlia Madona di 5 anni come ad un'adulta, chiedendole di prendere le sue decisioni, compresa quella di ordinare da un menu completo di piatti invitanti. Nata in una famiglia di musicisti rom, Mihaylova è cresciuta in una famiglia che è sempre stata "al di qua e al di là delle comunità rom tradizionali."

Assieme ai genitori, apprezzati musicisti in Bulgaria, Mihaylova sin da bambina ha girato il mondo. Nei paesi visitati, compresi Spagna e Finlandia, i Rom sono una comunità rispettata con un proprio posto nella società.

"Mi definisco una zingara, nonostante la connotazione che questa parola ha in Bulgaria," spiega Mihaylova pranzando in un ristorante di Sofia, con sua figlia che ascolta con attenzione. Nessuno dei commensali avrebbe immaginato che Mihaylova fosse di origine rom, tranne quelli che la conoscevano, ma lei avrebbe comunque voglia di raccontarsi.

Secondo un censimento del 2011, in Bulgaria ci sono 325.343, cioè il 4,4% della popolazione. Tuttavia, secondo il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite all'inizio del XXI secolo c'erano tra i 700.000 e gli 800.000 Rom. Molti di loro sotto la linea di povertà.

Racconta. "L'integrazione dipende anche da noi e perché accada occorre avere un ruolo attivo. Nel complesso, la comunità deve uscire da un giro vizioso. Vale per donne, bambini e uomini. Il circolo vizioso risiede nel fatto che molte famiglie, non avendo reddito, non lasciano andare a scuola i loro figli. I loro bambini indossano abiti sdruciti, molti di loro abbandonano o vanno a scuola sino alla seconda o alla terza elementare, e dopo rinunciano per iniziare ad aiutare i loro genitori."

Molti conoscono Mihaylova per il ruolo interpretato nella serie drammatica Casa di Vetro, dove era Maya, una ragazza rom. Il regista Dimitar Gochev ha presentato, per la prima volta in una serie bulgara, una trama basata sui Rom e sulle sfide sociali che devono affrontare.

Quando iniziò la carriera al Ministero degli Esteri, gli amici avvisarono Mihaylova di non rivelare le proprie origini, così "sarebbe stato più facile avanzare in carriera." Ma lei lo fece lo stesso.

Aggiunge: "Sentivo in qualche modo l'obbligo di lavorare più di qualsiasi altro; ho questo peso sulle spalle - cercare di cambiare gli stereotipi su di noi."

La famiglia di Mihaylova appartiene al clan Yerli - una comunità di mentalità aperta. Altri clan, come i Kalderash, rifiutano l'idea che le donne vadano a scuola o lavorino (SIC, conosco molte kalderasha, in Italia e altrove che non corrispondono a questa immagine stereotipata, ndr). Fermamente contrari alle influenze esterne, le ragazze dei clan Kalderash si fidanzano a 15 anni. L'ex marito di Mihaylova è di origine Kalderash e non voleva affatto che lei avesse una carriera.

"Per loro le donne sono soltanto dei beni - forse avete sentito che le vendono. Sposano le loro parenti quando sono giovani, così il loro denaro rimane in famiglia. Non lo sapevo finché non ho incontrato il padre di mia figlia. Non avevo amici nella comunità. Così, scoprii ad un certo punto che ero stata tagliata fuori da tutto." dice.

Continua: "Ero incinta di Madona, quando lui cambiò completamente. Era diventato geloso e tirannico. Non mi era permesso di alzare gli occhi da terra... Dev'essere stato così sin dall'inizio, ma prima non me ne accorgevo. Capisci, sei innamorata... Stavo studiando e non avevo altra scelta che sopportare fino all'opportunità data dal mio attuale lavoro. Il mio ex marito è un uomo di molti mezzi, ma non mi aiutò, perché io non obbedivo."

Mihaylova ha lottato per completare la sua istruzione. Ha frequentato le lezioni col bambino addormentato in un cesto al suo fianco, come se avesse paura che qualcuno potesse portarle via Madona.

L'esame per il posto al Ministero degli esteri ha cambiato la sua vita. C'erano molti candidati, ma alla fine venne scelta lei. Sorride tuttora ricordando quel punto di svolta.

Chiestole qual è il peggior problema della sua comunità, allora le si spegne il sorriso.

"I Rom sono tenuti nell'ignoranza e nella stupidità per ragioni politiche, vale a dire per essere usati durante le elezioni e corrotti con i soldi. Ne sono assolutamente convinta. I Rom sono tenuti apposta nell'ignoranza," sottolinea.

Le sue parole risuonano dei fatti legati all'educazione della comunità. Fu solo nel 2009 che ebbe inizio il primo programma nazionale per l'istruzione dei Rom.

"Tuttavia, lo scopo del programma era eccessivamente modesto," secondo un articolo del marzo 2013 su Duetsche Welle. Vi si legge: "Con un budget di poco superiore a 500.000 euro, il programma avrebbe raggiunto a fatica 1.200 rom"

Mihaylova ha una risposta sul perché questi progetti, rivolti all'integrazione dei Rom in Bulgaria, non hanno successo:

"Purtroppo, lo scopo della maggior parte dei partiti rom, o dei cosiddetti auto-proclamati leader, è di ottenere dividendi tramite alcuni eventi proforma, prendere voti e fare niente," dice. "Vendono i voti dei Rom senza avere richieste chiare. La nostra società rom ha bisogno di giovani che cambino questo modello di pensiero."

Mihaylova visita spesso gli insediamenti rom per entrare in contatto con la sua gente. Quello che la preoccupa maggiormente è il destino dei bambini.

Any views expressed in this article are those of the author and not of Thomson Reuters Foundation.


Autore: Nevena Borisova
Fonte: Thomson Reuters Foundation
Traduzione: Fabrizio - sivola.net




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