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I britannici diffondono una cattiva immagine del proprio regno

29.01.2013

Le autorità britanniche intendono occuparsi di antipubblicità del proprio paese in Romania e Bulgaria mettendo la Gran Bretagna nella più cattiva luce. In questo modo Londra conta di far desistere dall'immigrazione i potenziali migranti il cui afflusso minaccia di investire il Regno Unito nel 2014, quando scade la validità delle quote per l'ingresso nel paese dei cittadini dei nuovi membri dell'Unione Europea.

Nel 2007 la Gran Bretagna ha deciso di usare il diritto di rinviare di sette anni l'apertura dei suoi confini per la Romania e Bulgaria, nuovi membri dell'UE. Londra non l'aveva fatto nel 2004 durante la prima ondata di allargamento dell'UE dove sono stati ammessi la Slovenia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Lettonia, Lituania, Estonia, Slovacchia, Cipro e Malta. E poi ha rimpianto questa sua decisione, dice Ekaterina Kuznećova, direttore dei programmi europei del Centro per lo studio della società postindustriale.

"Quando nell'Unione Europea sono stati ammessi 10 stati, prevalentemente quelli dell'Est europeo, è stato previsto un periodo transitorio per l'apertura del mercato del lavoro. Ma la Gran Bretagna era uno di quei paesi che hanno deciso subito di aprire il proprio mercato ai cittadini dei nuovi membri dell'UE. Visto che altri paesi, tra cui la Francia e la Germania, erano chiusi per questi cittadini, il flusso principale dei migranti si è diretto proprio verso la Gran Bretagna. Si trattava di alcune centinaia di migliaia di persone".

Non si può dire che i nuovi arrivati siano diventati un onere insostenibile per l'infrastruttura sociale della Gran Bretagna. La maggioranza di loro ha trovato il lavoro e solo pochi migranti si sono rivolti per chiedere indennità e assistenza medica. Nondimeno al paese non è stato facile "digerire" tanti nuovi abitanti in un così breve lasso di tempo. Non solo, ma la popolazione indigena ha espresso periodicamente il suo malcontento per tale afflusso dei forestieri. Per questi motivi Londra ha cercato di proteggere al massimo se stessa contro la seconda ondata di immigrazione. All'inizio è stata introdotta una quarantena di 7 anni per i romeni e bulgari. Adesso vengono modificati i test per gli immigranti. Per poter mettere il piede sulla terra britannica gli immigranti dovranno conoscere non solo le modalità dell'intervista d'assunzione al lavoro e le particolarità del sistema bancario, ma anche le realizzazioni sportive della Gran Bretagna e i principali avvenimenti storici. Come si chiamava l'ammiraglio morto nella battaglia navale del 1805, il monumento al quale è installato nella Trafalgar Square di Londra? Quale monumento del periodo preistorico si trova tuttora nella contea di Wiltshire? Tali domande saranno poste durante l'esame. Si prevede che chi supererà con successo i test avrà 3 mesi a disposizione per essere assunto al lavoro. Altrimenti il migrante rischia di essere deportato.

Londra fa di tutto per chiudere la porta davanti ai nuovi arrivati, soprattuto davanti ai romeni che hanno l'immagine più negativa in Europa, rileva Oleg Barabanov, capo della cattedra della politica dell'Unione Europea dell'Istituto di Stato delle relazioni internazionali di Mosca.

"La Romania è diventata la principale fonte di problemi per l'Unione Europea, innanzitutto per i paesi romanzi. Così, in Italia si è registrata un'impennata della criminalità dopo l'aumento dell'arrivo in essa dei migranti dalla Romania. I poliziotti italiani dicono apertamente che proprio i romeni offrono la copertura alla mafia della cocaina. Una serie di politici italiani ha proposto persino di limitare l'ingresso dei romeni in Italia. Di conseguenza, ora che vengono abolite le quote provvisorie per la forza lavoro i britannici temono che possano ripetere la sorte dell'Italia in questo senso".

Adesso in Gran Betagna vengono girati i filmati sul tempo sempre cattivo nel loro paese, sull'alto livello di disoccupazione, sui piccoli stipendi dei dipendenti poco qualificati. Gli imagemakers del paese non spiegano tuttavia come ciò quadra con le precedenti affermazioni dei politici britannici secondo cui la Gran Bretagna sarebbe una prospera società moderna e un magnifico posto per vivere.


Autore: Natalja Kovalenko
Fonte: La Voce della Russia



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