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Lavoro: più flessibilità in Francia per romeni e bulgari

05.09.2012

In base ad un decisione giudiziaria, la polizia francese ha espulso circa 500 rom da un campo nomadi alla periferia di Parigi, demolito ulteriormente dai bulldozer. È solo una recente notizia arrivata dalla Francia, dove si stima che vivono circa 15 mila etnici rom. La politica di Parigi - di smantellare i campi nomadi illegali e di offrire ai rom voli gratuiti e incentivi finanziari affinché tornino nel paese di origine - è stata intensamente criticata dai gruppi di difesa dei diritti umani e considerata da molti inutile. Perché, una volta rimpatriati, i rom possono facilmente tornare in Francia, in conformità ai provvedimenti dell'Ue sulla libertà di circolazione.

Gli esperti dell'Onu hanno ammonito il Governo francese sul trattamento nei confronti dei rom, chiedendogli di assicurarsi che lo smantellamento dei campi nomadi rispetta le norme europee e internazionali in materia di diritti umani. Di recente, Parigi, che ritiene che la responsabilità per i rom debba spettare innanzitutto ai paesi di origine, ha annunciato che chiederà una riunione del Consiglio UE affinché la questione sia risolta a livello europeo. E, questa settimana, l'Esecutivo francese ha deciso di flessibilizzare le condizioni di accesso al mercato del lavoro dei lavoratori dalla Romania e Bulgaria, paesi di provenienza della maggiore parte dei cittadini di etnia rom. La lista dei mestieri aperti ai romeni e bulgari sarà estesa dopo le consultazioni con le parti sociali.

In una nota inviata alle autorità locali, relativa agli sgomberi dei campi nomadi illegali di rom, si raccomanda l'assicurazione di un trattamento equo e dignitoso per qualsiasi situazione di disagio sociale, e ciò obbliga i prefetti francesi a cercare soluzioni per la scolarizzazione, la creazione di posti di lavoro e l'accoglienza. Le reazioni non sono tardate. La Commissione Europea ha lodato l'atteggiamento molto costruttivo del Governo francese di cercare una soluzione adeguata e la sua volontà di cooperare con la Commissione e gli altri stati dell'Ue.

Il Ministero degli Esteri romeno ha salutato la decisione del Governo francese di flessibilizzare le condizioni di accesso sul mercato del lavoro dei romeni e bulgari e ha ribadito la sua disponibilità a individuare e attuare, inclusivamente con i partner francesi, progetti di inserimento sociale dei rom. Bucarest ha salutato anche l'intento delle autorità francesi di analizzare la possibilità di anticipare la rimozione di tutte le restrizioni all'accesso dei lavoratori romeni e bulgari. A livello dell'Ue, queste restrizioni possono essere mantenute solo fino alla fine del 2014. Attualmente, Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Malta, Gran Bretagna e Olanda mantengono le restrizioni per i romeni e bulgari, mentre la Spagna beneficia di una clausola di salvaguardia che le ha permesso di reintrodurre le restrizioni fino alla fine di quest'anno.

Pubblicato il 31.08.2012


Fonte: Radio Romania Internazionale




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