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ICE Sofia aggiorna sulla situazione economica bulgara

15.05.2012 - Sofia

L'ufficio di Sofia dell'Istituto del Commercio Estero (ICE) ha diramato in questi giorni aggiornamenti sulla situazione dell'economia bulgara e sulle previsioni per il prossimo futuro.

Partendo da queste ultime, secondo l'ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l'economia bulgara dovrebbe segnare a fine 2012 una crescita dello 0,8% e dell'1,5% nel 2013. Complessivamente il PIL dell'area Euro, secondo le previsioni, sarà in recessione dello -0,3% nel 2012 e crescerà dello 0,9% nel 2013.

Quanto al rapporto debito-PIL, secondo i dati Eurostat, nel 2011 la Bulgaria si è posizionata al secondo posto tra i Paesi dell'UE 27 con un tasso più basso, il 16,3%, ovvero 12,293 miliardi di leva (6,284 miliardi di euro). La classifica vede in cima l'Estonia con il 6% e in coda la Grecia con il 165,3%.

Sul fronte lavorativo, secondo i dati diffusi dall'Agenzia per l'Impiego, il tasso di disoccupazione ad aprile si attesta all'11,4% in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Diminuisce, in parallelo, il numero dei disoccupati: sono 373.524 unità, con una flessione dello 0,8% rispetto a marzo (-3.053 unità).

Sono anche in corso aumenti del salario e della pensione minima. Il salario minimo, aumentato il 1° settembre scorso da 240 a 270 lev (123 e 138 euro), è stato nuovamente aumentato dal 1° maggio, a 290 lev (148 euro). Secondo le rilevazioni della Banca nazionale bulgara, attualmente disponibili fino al dicembre 2011, che esprimono una media ufficiale nazionale, il reddito medio mensile risulta pari a 752 lev, ovvero circa 385 euro.

Dal 1° giugno la pensione minima sarà aumentata a 145 lev (pari a poco più di 74 euro), per poi essere indicizzata a partire dal luglio 2013. Sulla base delle attuali previsioni in materia di inflazione, il Governo prevede aumenti delle pensioni del 2,1% nel 2013 e del 2,4% e del 2,5% nei due anni successivi, con stanziamenti, rispettivamente, pari a 7,5, 7,8 e 8,1 miliardi di lev (circa 3,8, 4,0 e 4.1 miliardi di euro).

Tuttavia un sostegno importante all'economia del paese è data dalle rimesse degli emigrati. Con circa 62,4 milioni di lev (31,9 milioni di euro) inviati in patria nel febbraio 2012, gli emigrati bulgari hanno superato gli investitori stranieri, tanto che le rimesse sono risultate quasi il doppio degli investimenti diretti esteri, pari a poco meno di 30 milioni di lev (15,3 milioni di euro).

Secondo la Banca nazionale bulgara, gli IDE nei primi due mesi del 2012 sono risultati inferiori del 74,6% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre le sole rimesse emigranti ufficialmente rilevate, ovvero inviate mediante intermediari, risultano aumentate di quasi il 2%, ma la cifra reale è probabilmente di entità ancora maggiore.

Nostra elaborazione su materiali ICE Sofia


Autore: P.M.


Per approfondire: Notizie di Economia



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