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L'ansa del Danubio nei pressi di Visegrád (Fonte: Wikipedia)
L'ansa del Danubio nei pressi di Visegrád (Fonte: Wikipedia)

Le acque navigabili dell’Europa

18.04.2012

Il ruolo delle acque navigabili dell'Europa nell'economia del vecchio continente sta acquistando un'importanza sempre più forte, soprattutto alla luce della crisi economica. L'Unione Europea lancia strategie volte a valorizzare il potenziale fluviale, marittimo e oceanico, non solo per il trasporto e il turismo. A fine marzo, il commissario europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca, Maria Damanaki, sosteneva in una conferenza la necessità di pianificare lo spazio marittimo europeo e annunciava l'intenzione di inoltrare una proposta in tal senso quest'anno.

"Attualmente, lo spazio degli oceani e dei mari che circondano l'UE si restringe. Non voglio dire che si sta rimpicciolendo. Mi riferisco però al fatto che sempre più compagnie sono entrare in gara per sviluppare attività in queste zone e per fare concorrenza alla compagnie già operanti lì. Ecco alcuni dati statistici, per capire meglio. I trasporti marittimi aumentano ogni anno di circa l'8,5%, dunque di quasi il 10%. Il turismo di crociera, da solo, ha triplicato la sua attività in un solo decennio, dal 1999 al 2009. Potenzialità maggiori dimostrano i settori che sono appena agli inizi, come ad esempio l'energia eolica e l'acquacoltura. Ci si prefigge che le energie eoliche generate in alto mare ammontino nel 2030 a 150 giga-watt, mentre quest'anno sono arrivate a 4 giga-watt. Dobbiamo renderci conto anche delle potenzialità dell'estrazione mineraria da mari e oceani, nonché delle energie rinnovabili non-eoliche. Allo stesso tempo, queste attività concorrono con quelle più tradizionali, come il dragaggio, che continuano pure esse a svilupparsi. Il fatturato delle compagnie di dragaggio è aumentato del 150%. Poi, c'è acquacoltura. Quest'industria può e deve registrare una crescita in Europa, di modo che si possa far fronte alla domanda di prodotti pescherecci", ha spiegato la Commissaria.

Un'altra iniziativa europea destinata alla valorizzazione delle acque, soprattutto dal punto di vista economico, è la Strategia dell'UE per la Regione del Danubio, approvata dalla Commissione Europea a dicembre 2010 e adottata dal Consiglio UE a giugno 2011. La Regione del Danubio include otto stati comunitari - Germania, Austria, Ungheria, Rep. Ceca, Slovacchia, Slovenia, Romania e Bulgaria e sei non membri dell'UE - Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldova. La strategia del Danubio ha come priorità un migliore coordinamento e una migliore cooperazione tra Paesi e regioni, tramite connessioni per il trasporto e per l'energia, e la sicurezza dello sviluppo socio-economico. I Paesi coinvolti nell'iniziativa sviluppano progetti in vari settori. Ad esempio, tra le città di Calafat in Romania e Vidin in Bulgaria è in via di costruzione un ponte sul Danubio che creerà rotte di trasporto più brevi, con migliori collegamenti tra i Balcani e l'Europa Centrale. Ciò nel contesto in cui, per decenni, il traffico stradale tra le Romania e la Bulgaria è stato limitato, perché c'era un unico ponte sull'intero lungofiume di 400 km che separa i due Paesi. Simeon Evtimov, il coordinatore del progetto di Vidin, Bulgaria, ha offerto dei particolari sui benefici dell'iniziativa.

"Gli affari locali si sviluppano grazie all'accesso ai mercati dell'UE, perché aumentano gli investimenti e gli standard di vita. Un effetto sociale del nuovo ponte è il riallacciamento dei rapporti economici e culturali tradizionali tra le regioni e le città bulgare e romene", ha spiegato Evtimov.

La costruzione del ponte sul Danubio tra le città di Vidin e Calafat, che contribuirà anche allo sviluppo del turismo, sarà ultimata a novembre 2012, anticipa il governo bulgaro, secondo quanto rileva il sito Novinite.com. Dal punto di vista della Commissione Europea, ora, nel 21esimo secolo, le acque sono dei veri e propri motori economici. Dunque, nel contesto della crisi, la cosiddetta "economia azzurra" contribuirà allo sviluppo e alla creazione di posti di lavoro, aggiunge il commissario per gli Affari Marittimi e la Pesca, Maria Damanaki, nel suo discorso sulla pianificazione dello spazio marittimo.

"Non si tratta solo dell'ambiente, ma anche del profitto economico. I benefici economici, che si tratti di investimenti o semplici incassi, ammontano a centinaia di milioni di euro. E ci sono studi che lo confermano. La "crescita azzurra" è una delle mie preoccupazioni. Si tratta di investire nell'Europa marittima, puntando cu ciò che conta e sui settori emergenti, per garantirne lo sviluppo. Ho in piano di proporre quest'anno un'iniziativa su come valorizzare la crescita azzurra. Punteremo sui settori emergenti, tra cui l'acquacoltura, l'estrazione mineraria marina, le energie rinnovabili prodotti in alto mare e il turismo marittimo. Dobbiamo fare tutto ciò che è necessario per assicurarci che ci siano tutte le condizioni necessarie per lo sviluppo di un'economia azzurra. La pianificazione dello spazio marittimo è una soluzione per rendere sicura e per sostenere la crescita azzurra nell'UE", ha aggiunto Maria Damanaki.

Inoltre, anche la navigazione fluviale migliorerà in Europa, perché l'UE cofinanzierà con oltre 5 milioni di euro un progetto per la valutazione e l'applicazione dei servizi di informazioni fluviali in Europa. Si tratta del progetto IRIS III, selezionato per il finanziamento nell'ambito della domanda di proposte multi annue TEN-T 2011 e che permetterà, dopo la sua ultimazione, un transito più rapido e più sicuro attraverso le vie navigabili interne dei paesi partecipanti: Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia.


Fonte: Radio Romania Internazionale


Per approfondire: Notizie di Economia



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