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La Bulgaria abbandona il progetto nucleare di Belene

29.03.2012

L'Esecutivo ha deliberato la revoca di tre decisioni del Consiglio dei Ministri, assunte negli anni 2004 e 2005, in relazione alla costruzione della centrale nucleare di Belene, sul Danubio.

Si conclude così - sembrerebbe - la travagliata storia di un progetto risalente agli anni 1980, interrotto nel 1991 su pressione dei gruppi ecologisti e solo nel 2002 rilanciato dal governo di Simeone di Sassonia-Coburgo-Gotha. Nel 2005 venne bandito una gara internazionale per l'affidamento della realizzazione di due reattori da 1000 MW ciascuno.

Nel 2006 venne firmato l'accordo tra l'Atomstroyexport, controllata dell'azienda statale russa, Rosatom, e l'Ente Nazionale per l'energia elettrica bulgaro, NEK, per l'acquisto di due reattori nucleari da 1.000 MW ciascuno: il contratto, tuttavia, ha subito ben 15 proroghe, per una serie di fattori: dai numerosi dubbi sorti intorno alla fattibilità e opportunità dell'opera, accentuatisi dopo la tragedia di Fukushima, al ritiro dal contratto dell'investitore selezionato - la tedesca RWE - che ha determinato il vero e proprio congelamento del progetto, alle divergenze sul prezzo tra la Russia, che richiedeva 6,3 miliardi di euro, e la Bulgaria, disposta a sborsarne solo 5.

A prescindere dalle conseguenze relative alla rescissione dal contratto, la Atomstroyexport ha completato la produzione di uno dei due reattori commissionati ed e' pronta a spedirlo in Bulgaria.

La discussione ora si incentra su cosa fare di tale reattore; una delle ipotesi è quella di aggiungerlo ai due, di fabbricazione sovietica, attualmente in funzione presso l'unica centrale nucleare della Bulgaria, quella di Kozloduy (ricordiamo che le unità da 1 a 4 erano state giudicate non in linea con i requisiti di sicurezza UE e ne era stato imposto il decommissioning, tra le condizioni per l'adesione della Bulgaria alla UE). Secondo alcuni esperti, invece, le procedure (studi di fattibilità'; valutazioni di impatto ambientale, autorizzazioni a livello nazionale e UE), i tempi ed i costi per implementare tale soluzione, consiglierebbero di vendere tale reattore, possibilmente con l'aiuto degli stessi russi.


Fonte: ICE Sofia


Per approfondire: Notizie di Economia



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16.05.2012Commento [hoffer]
Senza la centrale saremo un paese dipendente dal importo di energia, cosi come lo è Italia. Di sicuro le persone che comandano in Europa saranno contenti che ci sara un concurente nel meracato della elettroenergia in meno.


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