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In Bulgaria vietata la pubblicità dei giochi d'azzardo

17.03.2012

Il Parlamento bulgaro ha approvato definitivamente la nuova legge sul gioco d'azzardo. Nel testo si definiscono i servizi transnazionali d'azzardo online, le scommesse sulle corse di cani e cavalli, i tornei di carte nei casinò e cosi via. Inoltre, si vieta la pubblicità diretta dei giochi d'azzardo.

Secondo le nuove direttive, il gioco via internet è regolamentato e i provider sono obbligati di bloccare i siti di scommesse senza licenze; inoltre i siti che operano illegalmente saranno inseriti in una speciale lista nera.

I sistemi informatici dei siti offerenti i servizi di gioco azzardo e scommesse online saranno collegati con l'Agenzia delle entrate bulgara per trasmettere i dati 24 ore su 24. Per arginare possibili frodi e il riciclaggio del denaro sporco, le vincite oltre i 2.500 Euro saranno versate obbligatoriamente tramite bonifico bancario.

Nella nuova legge sono previste delle misure per tenere lontane le sale da gioco dalle abitazioni private e dalle scuole. Gli ambienti dovranno rispondere alle nuove esigenti norme, previste del legislatore.

Il vicepremier Simeon Djankov ha dichiarato ai microfoni della TV nazionale bulgara che solo dalle scommesse in rete dovrebbero entrare, ogni anno, circa 80 milioni di lev (40 milioni di euro) nelle casse dello Stato.

Lo Stato bulgaro, con il pretesto dei tempi di crisi, cerca di riempire le proprie casse. Non è un fenomeno nuovo perché tale strada è da tempo praticata in Italia. Nella penisola i giochi sono ormai pubblicizzati in ogni canale televisivo, radiofonico, online e sulla carta stampata.

La scelta della Bulgaria di vietarne la pubblicità appare come una misura di civiltà. La sua reale efficacia, considerata l'ubiquità e la diffusione dei "casinò" nelle città del paese balcanico, sarà tutta da verificare. Per la stessa ragione la misura della distanza delle case da gioco dalle abitazioni appare piuttosto velleitaria.

Tuttavia, ancora una volta è d'attualità la domanda sulla opportunità per uno Stato di fare cassa con questi mezzi. L'esperienza italiana è al riguardo illuminante. In un articolo dell'agosto 2010 pubblicato su Wired, si cita un rapporto presentato da Bwin-Gioco Digitale, uno dei principali operatori del settore, e quindi potenzialmente interessato a minimizzare il fenomeno piuttosto che amplificarlo, in Italia vi erano 673.000 persone (il 2,7 per cento dei giocatori totali) malate di ludopatia, una patologia assimilabile per sintomi ed effetti alla tossicodipendenza. Altri tre milioni di giocatori risultavano a rischio.

Allarme giunge anche sul fronte dei minori ai quali, in teoria, è precluso il gioco d'azzardo. Le ultime notizie riportano della cresciuta dipendenza dei giovani riguardo al fenomeno "gratta e vinci", un gioco spesso sottovalutato.

La USL7 Toscana ricorda che il Gioco d'azzardo patologico (GAP) è una vera malattia, molto pericolosa e perfino mortale. Il suicidio, tra le persone che ne sono affette è quattro volte superiore alla media. Il Gioco d'azzardo patologico è assimilabile al gruppo dei disturbi ossessivo compulsivi. Come in ogni malattia, anche il gioco d'azzardo ha tre categorie di sintomi: fisici, psichici e sociali.

Il medesimo articolo di Wired cita il dottor Rolando De Luca, responsabile del Centro di Terapia di Campoformido (Ud) per giocatori d'azzardo e le loro famiglie: "L'on-line è l'azzardo del futuro rappresenta un salto di qualità. Prima c'è stata la colonizzazione del territorio, a colpi di pubblicità: ora viene colonizzato anche l'interno delle famiglie e i più esposti sono i giovani: quanti casi abbiamo, di ragazzi che hanno sperperato un patrimonio usando la carta di credito del padre. E il futuro, col diffondersi dei giochi per cellulari e sulle tv digitali, si prospetta ancora più nero".

Il divieto di pubblicità parrebbe dunque una misura importante per limitare i danni. Bene la Bulgaria, ma intanto in Italia, come riporta il GiornaleRadio Rai, solo nelle scorse settimane un esponente del Governo, il ministro della Cooperazione Internazionale e dell'Integrazione Riccardi, si è pronunciato sul fenomeno; in attesa di disegno di legge sul tema che dovrebbe essere discusso in Senato.


Autore: D.P.-P.M.

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".




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